Dal Convegno di FDI “Sovranità e Agricoltura” le massime rappresentanze del settore

Dalla mattinata di ieri, dal convegno di FDI “Sovranità e Agricoltura”, sono state coinvolte rappresentanze di settore, locali, nazionali ed a livello europeo dal dipartimento ambiente. Ciò a sottolineare, anche quanto le politiche europee incidano sulle politiche agricole nazionali.

Dopo i saluti del senatore Nicola calandrini verso tutti i e relatori presenti, ed i principali rappresentanti delle associazioni di categoria Confagricoltura e Coldiretti, la parola sui temi dell’incontro si è diramata dall’agricoltura a tutti i fattori incidenti sulla produzione, economia, lavoro e qualità.

    Si è ricordato come per questa filiera il Partito sia da sempre vicino al comparto agricolo, e come Sabaudia ne rappresenti nel territorio la “fondazione”.

Un tavolo tecnico, in cui si è voluto confermare con tutto il gruppo della coalizione, la vicinanza e l’ascolto ad ampio respiro per l’intero comparto, comprendendo le difficoltà dovute a tanti aspetti diversi nelle rotture, e soprattutto diversi a seconda del tipo di imprenditore agricolo.

Primo oggetto di discussione, il “caporalato”, massima attenzione perché il caporalato adesso sta diventando una sorta di cavallo di battaglia da alcuni strumentalizzato, e perché le aziende virtuose in provincia di Latina sono moltissime, quindi non è vero che l’agricoltura di Latina coincide con il caporalato. E’ un fenomeno che esiste, ma purtroppo esiste in tutta Europa.

Denis Cornelio di Coldiretti, ha voluto porre l’accento sul problema infrastrutture:

 “Le aziende non possono fare una domanda oggi e avere una risposta tra un anno, perché le aziende che fanno richiesta hanno bisogno nel futuro immediato, nel futuro prossimo.

  Il nostro territorio, le nostre merci e la nostra tradizione e cultura molto forte, potrebbe andare sui mercati italiani in una certa direzione, ma pensiamo che ora non abbiamo nemmeno il collegamento con Roma. Io faccio un appello alla politica affinché i nostri campi non vengano visti come i luoghi dove poter costruire strade. Far passare una strada all’interno di un campo può creare problemi.

Per noi è molto importante perché ripeto la nostra produzione che va fuori dai confini, dovrebbe conoscere anche per come organizziamo. Appunto attraverso le infrastrutture, e tra l’altro sarebbe molto importante che venissero messe a nostra disposizione nel più breve tempo possibile.”.

Si è continuato a parlare di dignità e tutela del lavoro, di reddito di cittadinanza, e di chi non fa altro che non dare la possibilità a chi ha bisogno di manodopera. Nella provincia di Latina ci sia un mercato ortofrutticolo come quello di Fondi, che è il terzo in Europa perché proprio qui parliamo di un mondo agricolo che è un’eccellenza di questa provincia, sottolineando che un partito come Fratelli d’Italia dovrà valorizzare.

Altro grave problema, è il fatto di avere prodotti alimentari che si possono permettere alcune fasce di persone e altri no.  Bisognerebbe riflettere sul fatto che il 25% di terreno coltivato a biologico, mentre dovremmo avere risorse per investire, per innovare anche quella che è la coltura tradizionale, che è di fatto quella che ci dà il cibo, la possibilità di avere quella sovranità alimentare.

Una riflessione per l’’agricoltura tradizionale; settore di ricerca dove si può sicuramente essere ancora più sostenibili, di quello che è oggi già sostenibile per le colture italiane.

Sull’orizzonte Europa, si è detto di “cercare di dare supporto a tutti i settori, a tutte le categorie, ma avere anche un obiettivo, avere un piano strategico vero, non che l’Europa ce l’ha rimandato indietro con oltre quasi 300 osservazioni.

 Finalmente dopo un anno di lotte, siamo riusciti a sbloccare l’iter delle leggi.

 Sulle ultime osservazioni della giornata, in raccordo alla rilevanza delle tematiche affrontate sul piano europeo, l’Onorevole Nicola Procaccini:

..Non vi azzardate a votare la PAC perché distruggerete l’ambiente distruggete il pianeta in questo modo,  che probabilmente non esiste ambientalista più ambientalista di chi ha bisogno della qualità dei suoi prodotti, di difendersi dall’inquinamento per poterli vendere e sostenere la propria famiglia.

 Ovviamente mi riferisco agli agricoltori.

 Mi dite quale agricoltore può essere così pazzo da devastare il terreno sul quale produce i prodotti, che poi dovrà vendere al prezzo si spera più alto possibile grazie alla qualità di quel prodotto?. Quindi, non può esistere ambientalista maggiore di un agricoltore, eppure anche lì, ma con una mentalità che onestamente lo dico molto di sinistra, si tende sempre a considerare chi produce come il mostro.

     Qualcuno che inevitabilmente è contro i lavoratori, è avido affarista che vuole arricchirsi a spese del popolo. Questa è una mentalità, purtroppo, oggi ha cambiato un po’ colore, prima era rosso acceso adesso è un verdino poco rosso, ma la mentalità è la stessa, l’ideologia è la stessa.

 Le persone sono le stesse, i partiti solo gli stessi, questa è la realtà con cui noi ci confrontiamo.

Spesso ho affrontato questo tema, quello del tessuto agricolo di questa provincia, perché con testuali parole è stata considerata chiamata il “Tennessee d’Italia”, intesa come il luogo in cui ci sono gli schiavi che vengono costretti con le frustate a raccogliere il cotone.

Guardate che sono state scritte, sono state dette nella televisione pubblica italiana, quella pagata con le tasse degli agricoltori che poi producono e che pagano fior fior di tasse. Questa roba qui va avanti ormai da anni, e ne sono nate delle professioni, come prima c’era lo ricordava Sciascia l’antimafia di professione, adesso c’è l’anti caporalato di professione.

 C’è gente che ci campa vendendo libri, partecipando alle trasmissioni televisive.

 Siamo seri, è impossibile che non ci possa essere un caso di caporalato da qui ai prossimi 100 anni. Onestamente, si, ma da qui a dipingere questo territorio come un territorio come dire inquinato dal caporalato ce ne passa, e ce ne passa tantissimo. Non esiste, consentitemelo, in tutta Italia un altro modello di accoglienza di integrazione tra pionieri di un tempo, perché la gran parte di questa gente sono poi ecco concittadini.”.

di Valentina Spagnolo

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