18 maggio dalle ore 17.30 alle 19.30 – Spazio aperto IC Plinio Il Vecchio

Il “Maggio della Cultura. La scuola come spazio vivo di Dialogo e Bellezza”, rassegna nata all’interno dei progetti Librinsieme3.0, Generazioni connesse e #ioscelgolapaceelacooperazione, che caratterizzano l’identità strategica dell’istituto voluta dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Fabiola Pagnanelli, avrà l’onore e il privilegio il 18 maggio dalle ore 17.30 alle 19.30, di ospitare la famosa psicologa e criminologa forense Dott.ssa Roberta Bruzzone.

Il convegno dal titolo “Essere adolescenti nella postmodernità: fragilità, solitudini, social, branco, violenza. Analizzare il presente per riprogettare il futuro” è stato organizzato dall’ideatrice della rassegna, la docente Sabrina Domini, autrice, consulente didattica ed esperta di letteratura per ragazzi.

“Per un autentico rinnovamento del tessuto sociale della nostra comunità dobbiamo ripartire dai ragazzi e dalla scuola, dalla bellezza del sapere e dalla cultura, ma soprattutto dobbiamo aiutare ragazzi, famiglie e docenti nel percorso formativo che accompagna, oggi, un adolescente. La problematiche adolescenziali hanno aperto nel postmoderno, che costituirà la cornice di riferimento del convegno stesso, nuovi scenari e l’unica strada da percorrere è quella del dialogo come atto sociale, è aprirsi all’ascolto dei loro silenzi e delle parole non dette. Quello che emerge è una sofferenza taciuta, non riconosciuta. Nelle relazioni non esiste più alcun equilibrio e il conflitto ne diviene parte integrante.  Come possiamo aiutare i ragazzi se non li conosciamo e sottovalutiamo il loro agire sempre più spesso rabbioso e profondamente violento?

Da una attenta disamina della società, la dottoressa Bruzzone ci accompagnerà in un viaggio di riflessione autentica per capire quali mezzi abbiamo per affrontare una delle emergenze educative in assoluto più preoccupati e distruttive degli ultimi tempi. L’adolescenza contemporanea sembra mettere drammaticamente in luce una difficoltà generalizzata nel costruire un desiderio autentico con cui proiettarsi nel mondo. La famiglia, la scuola e l’intero impianto sociale si ritrovano inevitabilmente travolti e condizionati da una fenomenologia antropologica rappresentabile in una gabbia di solitudine, rabbia e sempre più spesso di morte. Vogliamo parlare di sfida educativa nel nuovo umanesimo avendo piena consapevolezza di ciò che accade intorno a noi. Non c’è più tempo. Per educare oggi ci vuole coraggio e non avere paura ridefinendo completamente la parola adolescenza”.  

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