Flavio Insinna ha presentato “Il gatto del Papa” al Teatro Artemisio-Volonté
Cosa succederebbe se il Papa, per di più allergico ai gatti, incontrasse un felino che gli parla e gli dà consigli? Quella di Flavio Insinna è certamente una favola, sin dal suo principio, che però affronta tutte le più spinose tematiche sociali, civili e anche politiche. “Il gatto del Papa”, edito da Rai Libri, ha richiamato un nutritissimo pubblico al Teatro Artemisio-Volonté nell’evento targato Mondadori Bookstore Velletri in collaborazione con Fondazione De Cultura e Fondarc.
A dare il benvenuto alla platea i titolari della Libreria, Guido Ciarla e Aurora De Marzi, poi affiancati dal Sindaco Orlando Pocci (“la vostra è ormai una missione”, ha detto il primo cittadino in riferimento alla recente apertura del punto vendita di Cisterna, “e ne abbiamo bisogno”) e dal direttore artistico della Fondazione Giacomo Zito (“sento di poter dire che la Mondadori è per Velletri un presidio culturale”). Intervistato da Stefano Panetta, responsabile di Rai Libri, è arrivato dunque fra gli applausi l’ospite più atteso.
Letture, divagazioni, riflessioni e a tratti piccoli monologhi: Flavio Insinna ha dimostrato di essere un uomo da palcoscenico insuperabile, instaurando subito un rapporto di empatia con il pubblico e raccontando a modo suo quest’esperienza letteraria affrontata con determinazione, ironia e consapevolezza. “Abbiamo fatto un esperimento, sperando di non far arrabbiare nessuno”, ha detto il conduttore televisivo, “cercando di immaginare proprio una lettura rilassante, da non vivere di fretta dopo una giornata di angosce. Ci sono anche le illustrazioni, per rendere tutto più piacevole. Però ci tengo a dire che questo libro non l’ho scritto per caso, ma raccoglie un po’ tutto quello che penso da sempre”.
Insinna ha avuto modo di affrontare nodi spesso al centro anche delle parole del Pontefice: la povertà, qualcosa che si fa fatica ad accettare e a comprendere e che invece si manifesta spesso proprio a due passi dallo sfarzoso colonnato di San Pietro. La burocrazia, che al netto dei “non mi compete” e dei principi dettati da avaria e indisponibilità complica la vita della gente. La malavita (“permettetemi di dire che ho avuto il privilegio di conoscere un grande uomo, Gino Strada”, ha sottolineato Insinna, e il ricavato del libro va proprio ad Emergency): il popolare attore e presentatore è spesso in prima linea nella terra dei fuochi, al centro delle zone più disagiate. “Il terzo mondo non è assente, non lo vede solo chi non lo vuole vedere. Lo abbiamo purtroppo qui vicino, lo tocchiamo con mano quando ad esempio a Lampedusa mi sono trovato con i piedi infuocati sull’asfalto mentre sbarcavano bambini magrissimi e malati senza neanche una ciabatta”: Insinna non si è risparmiato, per lanciare un messaggio civile di umanità, comprensione e rispetto del prossimo citando anche Camilleri e la sua famosa frase: “ricordati che per chi hai di fronte l’altro sei tu”.
L’affabilità dell’autore ospite è stata molto apprezzata dal pubblico, che numeroso si è messo in fila per il firma-copie. Flavio Insinna ha saputo dare ancora una volta un insegnamento forte, sottolineando che l’essere più fortunati – economicamente e non solo – impone un dovere, quello di muoversi più degli altri per livellare le disuguaglianze. Il concetto di uguaglianza, ha spiegato Insinna, non va travisato: bisogna che ognuno agisca secondo le proprie capacità e in proporzione alle proprie possibilità. Una serata di alto livello, che ha lasciato arricchiti moralmente i tanti presenti, con un ospite di spessore e una favola che come spesso accade comunica più di tante altre forme narrative considerate idonee per affrontare certi argomenti.

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