Cisterna

Moria del kiwi, l’appello di Giammatteo dell’Aspal Lazio

Il settore agricolo locale continua la sua quotidiana lotta contro la moria delle piante di actinidia, una tendenza in continua crescita che non si arresta mettendo in forte difficoltà le aziende agricole locali. Solo nella regione Lazio negli ultimi anni si è registrato un calo di terreni coltivati pari al 30% rispetto al 2017. “Nel Lazio abbiamo oltre diecimila ettari di terreno coltivati a kiwi – racconta Stefano Giammatteo presidente dell’Aspal – suddiviso in diverse qualità, tra quello a polpa verde e quello a polpa gialla. Tra il 2017 e oggi , abbiamo perso circa tremila ettari di kiwi. Responsabilità da attribuire alla moria improvvisa delle piante”. Un danno economico che non colpisce solo i produttori, ma anche tutte quelle aziende che vivono e lavorano sull’indotto della filiera di lavorazione trasformazione e trasporto delm frutto. “Una perdita di produzione di oltre 500.000 quintali – continua Giammatteo dell’associazione di categoria – con oltre  cento milioni di euro di perdite per tutto il comparto. La Regione Lazio ha stanziato per il prossimo biennio quattro milioni di euro per sostenere gli agricoltori che hanno subito il danno dalla malattia che ha provocato la moria di intere piantagioni, tra quelle già in produzione e le nuove che dopo gli investimenti iniziali, non hanno portato nessun ricavo. È  una somma assolutamente irrisoria e ridicola – spiega Giammatteo – visto che per impiantare un ettaro di kiwi, oggi , siamo costretti a farlo con le reti antigrandine, con un costo complessivo di oltre quarantamila euro per ettaro”. Dall’Aspal spiegano come le nuove tecniche di garanzia e protezione degli impianti inevitabilmente portano ad un ulteriore esborso per gli imprenditori agricoli. “Considerando i quasi tremila ettari perduti , la spesa complessiva per ripartire , ammonta a oltre cento milioni di euro di investimento.       Aspettiamo dalle amministrazioni comunali e soprattutto dalla Regione Lazio e dal ministero dell’ agricoltura – l’appello dell’Aspal Lazio – che vengano messi a disposizione  i fondi  necessari e idonei, per finanziare il reimpianto degli ettari perduti”. Al momento non c’è ancora nessuna cura a questa fitopatia, causata da tanti fattori e non solo da uno in particolare. “Non solo perdiamo reddito aziendale – conclude il presidente Aspal Giammatteo – ma perderemo anche i mercati esteri, dove fino al 2017, l’ Italia era leader come produzione e soprattutto come qualità. La regione Lazio era la più  produttiva in Europa, mentre a livello comunitario, siamo gli unici ad esserci fregiati di un marchio riconosciuto, come l’Igp kiwi Latino”.











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