Cisterna

Del Prete: “Uscire dal Consorzio e rimettere in mano al Comune la gestione della zona industriale”

“E’ di questi giorni la notizia apparsa sui quotidiani locali che annuncia la delibera definitiva della fusione dei consorzi industriali del Lazio in un consorzio unico regionale, sancita dalla Legge Regionale n°7 dell’ottobre 2018. Il commissario del nuovo super consorzio  Francesco De Angelis, il sottosegretario al MEF onorevole Durigon ed il presidente del consorzio ASI Cosimo Peduto sono entusiasti dell’avvenimento. Tra gli obbiettivi, per l’ennesima volta sbandierati, del nuovo nato  spicca: la promozione delle imprese laziali all’estero, la capacità attrattiva degli investimenti, lo sviluppo delle infrastrutture, la crescita green ecc. ecc. Ci preme ricordare agli sbandieratori citati che una decina di anni fa il consorzio ASI Roma-Latina aprì un ufficio in Albania e parti limitrofe con cospicuo dispendio di denaro pubblico, tra stipendi, affitti, mobilia, diarie ecc., che in tutti questi anni non ha portato un solo lavoro alle imprese locali e, di quell’ufficio, si sono perse le tracce. Per quanto riguarda la capacità attrattiva degli investimenti esteri i gestori ed i sostenitori del consorzio industriale  dovranno spiegare a chi deve venire che deve insediarsi in un posto dove non esiste rete fognante, depuratore consortile, acqua, nessuna linea di comunicazione e strade degne di questo nome. Le aziende locali stanno ancora aspettando che qualcuno gli dica dove allacciarsi alla famosa rete idrica o dove scaricare i propri reflui. Tutti i servizi esistenti se li sono dovuti fare i consosrziati pagando a spese loro. Altro che attrarre investimenti. La commissaria straordinaria comandata a dirigere questo comune, non più di un mese fa non ha avallato il bilancio del consorzio ASI di cui Cisterna è membro perchè non ha trovato i settecentomila euro che il comune deve avere ormai da decenni. Quei soldi vennero dati per poter usufruire di un finanziamento di circa sei milioni di euro interamente spesi per realizzare un quinto delle opere elencate in capitolato. Prima di suonare la tromba Durigon ed amici farebbero meglio a fare un giretto nell’area del consorzio industriale di Cisterna per accertarsi delle vere condizioni in cui versano le nostre aziende. Prendessero visioni di quanti sottoconsorzi più o meno obbligatori e illegittimi  quel mostro di burocrazia ha ha partorito solo per dare posto e potere a politici vecchi e nuovi ed imbrogliare le carte. La nostra proposta è sempre stata quella di uscire da questo consorzio e di rimettere in mano al comune la gestione di quel territorio ed oggi più che mai, la ribadiamo con forza. E’ necessario sottrarre agli incapaci il nostro potenziale produttivo per aumentare posti di lavoro così come è necessario dare mandato ai legali del comune di iniziare una causa risarcitoria per ridare ai cittadini di Cisterna il denaro che gli è stato sottratto.”

Gian Luca Del Prete











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