Sezze

Casal Bruciato: un anno senza parrocchia

È passato più di un anno da quando fu celebrata l’ultima messa presso la chiesetta di Casal Bruciato e nulla è cambiato. Non sono cambiate neanche le abitudini dei fedeli che da quel lontano Natale 2019 hanno continuato a vivere la loro religiosità nonostante l’ostilità di una Chiesa che invece di unire, continua ad imporre e privare, in un contesto di famiglia e fratellanza incomprensibile. La chiesetta di Casal Bruciato è diventata un simbolo di rinascita per chi ha vissuto e vuole tornare tra gli ambienti della parrocchia realizzata con sacrificio nella prima metà degli anni Cinquanta da alcuni residenti della zona, primo fra tutti un fedele riconoscente a San Lidano per la grazia ricevuta durante la malattia di un familiare. Le spoglie del beato, patrono della città di Sezze, erano custodite all’interno di una teca proprio nella piccola parrocchia tanto amata dalla comunità, ma chiusa da un parroco che lamentava una scarsa partecipazione da parte dei fedeli. I residenti della zona in questi 12 mesi hanno continuato a sperare nella riapertura della piccola chiesetta. Ci sono state iniziative benefiche, la volontà di organizzare una processione, l’intenzione di realizzare iniziative di volontariato per aiutare le fasce più disagiate in un momento storico in cui molte persone hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Occasioni per convivere la comunità, fatta di persone e famiglie, che vistesi negare ogni forma di aggregazione hanno realizzato momenti conviviali in serate e pranzi raccogliendo fondi per poter realizzare opere di beneficienza con la stessa fede e lo spirito che li ha uniti tra i locali della chiesetta per più di 60anni, oggi, ancora inspiegabilmente chiusa. Per il periodo natalizio è stato realizzato un albero di luci colorate alimentate da una batteria e affissa un’immagine rappresentante un presepe, tutto rigorosamente al di fuori della proprietà ecclesiastica, sempre nel rispetto di quel diniego che i fedeli non vogliono violare, rispettosi della decisione del parroco, lo stesso che nel 2019 ha agito per aggregare e condividere, la parola del Signore, fuori dal luogo sacro, tanto caro a tutti.











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