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Magni – Proietti – Trovajoli e Piovani i manoscritti conservati a Velletri

In questi giorni, si è parlato molto della carriera del maestro Gigi Proietti, scomparso il giorno del suo compleanno lo scorso 2 Novembre. A Velletri presso il Polo Espositivo Juana Romani dell’Istituto “Cesare Battisti” affidato dal dirigente scolastico Eugenio Di Bennardo al Circolo Artistico “La Pallade Veliterna” sono conservati negli archivi del Museo Luigi Magni e Lucia Mirisola ospitato nella struttura i preziosi manoscritti dei brani musicali cantati da Proietti ne La Tosca – nel Gaetanaccio e nei 7 Re di Roma del maestro Luigi Magni. In questi giorni di chiusura al pubblico in forza del DPCM in vigore, abbiamo avuto modo di ritrovarli tutti e di digitalizzarli. Si tratta di brani musicati per la Tosca da Armando Trovajoli e per i 7 Re di Roma dal premio Oscar Nicola Piovani. Molto spesso com’era nello stile del maestro Magni scritti su fogli di quaderno o di block notes. Parliamo di “pezzi” che sono entrati nel patrimonio della storia della musica tradizionale romana. Come ad esempio il duetto tra Proietti e Monica Vitti nella chiesa di Sant’Agnese in Agone : “ mi madre è morta tisica” oppure la celebre “Nu je da retta Roma”. Stiamo parlando del brano con cui il maestro Gigi Proietti chiudeva tutti i suoi spettacoli e che contraddistingue la sua voce. Tosca è la rivisitazione in chiave ironica dell’opera Pucciniana, un’opera romana, ma soprattutto romanesca che ancora oggi fa riflettere per i suoi contenuti di libero pensiero che all’epoca dei fatti non era consentito. I contributi musicali di Trovajoli e i testi di Gigi Magni, sono un patrimonio da conservare e tramandare sia per i contenuti e per la musica. Prendiamo ad esempio il duetto tra Monica Vitti e Gigi Proietti girato nella Chiesa di Sant’Agnese in Agone, Mi madre è morta tisica….canta Monica Vitti, quella madre è mamma Assunta, la madre di Magni che come abbiamo detto muore tisica nel 1942. Oppure la celebre Nu je da retta Roma. Brano che oggi è un sempre verde, della tradizione romana, cantata da Proietti sui marcia ronda di Castel Sant’Angelo sotto il corpo di Angelotti appeso alla forca. Il testo è un chiaro riferimento a dei fatti accaduti pochi anni prima del film nella Questura di Milano, la mai chiarita morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli che come Angelotti è morto fintamente suicida. Magni ha sempre inserito nelle sue sceneggiature riferimenti attuali, come ad esempio i fatti narrati ne “In nome del Papa Re” la starge al Lanificio Ajani in Trastevere e la rappresaglia alla caserma Serristori nient’altro che Via Rasella e le Fosse Ardeatine. Se analizziamo il testo di Nu Je da retta Roma troviamo Cavaradossi che invita Roma alla rivoluzione ma la città trincerandosi dietro gli angeli di Ponte S.Angelo ai quali si rivolge e ai suoi stornelli lo invita alla calma attendendo un cambiamento radicale. Di rara bellezza è la parte femminile di questa canzone forse poco conosciuta cantata sui tetti di Castel S. Angelo da Monica Vitti (Tosca) che prima di buttarsi dai bastioni della mole Adriana richiama Roma alla rivolta quella stessa fallita del movimento giacobino. Un vero manifesto della libertà di pensiero scritto da Magni e musicato da Trovajoli che oggi ci resta come testimonianza di quegli ideali che sono alla base della nostra libertà repubblicana. Mentre grazie alla musica del premio Oscar Nicola Piovani sono nati i brani resi famosi sempre da Proietti nei 7 Re di Roma, andato in scena al Sistina nel 1989, dove il maestro scomparso ha tenuto il palco per due ore e mezza da solo interpretando 12 personaggi, quindi 12 cambi d’abito, 12 canzoni, 12 interpretazioni diverse che crediamo non avranno equali. Tutti i manoscritti di queste opere che sono veramente la storia della spettacolo italiano, sono conservati a Velletri presso la sede storica dell’Istituto Statale d’Arte di Via Luigi Novelli 3 oggi Polo Espositivo Juana Romani che grazie alla lungimiranza del dirigente scolastico Eugenio Dibennardo è diventata lo scrigno che contiene gli archivi di Gigi Magni e della moglie la signora Mirisola dove chiunque può accostarsi a questi pezzi di storia e tornare nelle proprie case con quelle emozioni che danno a noi ogni volta che li consultiamo o li digitalizziamo. Piovani ha scritto le musiche dei brani composti da Magni per i 7 Re di Roma dove con ironia e romanità e vera cultura si racconta la storia “leggendaria” delle origini della città eterna. Con Proietti un grande Gianni Bonagura nel ruolo di Giano Bifronte. Appena sarà consentito vi invitiamo a passare per toccare con mano la storia del teatro musicale italiano, che con le chiusure una dietro l’altra delle più famose sale romane compreso il Sistina resta Velletri il punto di riferimento per apprezzare e godere ancora di una certa cultura e di una certa arte che ci mancherà. Alessandro Filippi















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