Velletri

Vittorio Sgarbi tra irrazionalità e scienza: “La fede si manifesta nell’arte”

Incontro con l’arte e con tutte le diramazioni che ne conseguono nel mercoledì pomeriggio del Teatro Artemisio-Volonté di Velletri. La Fondazione De Cultura e la Mondadori Bookstore, infatti, hanno organizzato l’incontro con il noto critico Vittorio Sgarbi che ha tenuto una conferenza a partire dal libro scritto a quattro mani con Giulio Giorello, “Il bene e il male” (La nave di Teseo). A dare il benvenuto al professore ci ha pensato, in un gradito fuori programma, Aurelio Picca. Poi, grazie all’ausilio delle proiezioni, Sgarbi ha condotto gli spettatori (platea sold out) in un viaggio tra arte, scienza e fede. Senza retorica e con il consueto piglio autoritario e irriverente, l’autore – nel ricordare Giorello, scomparso a giugno – ha svelato le ragioni che lo hanno portato ad avventurarsi in questa nuova pubblicazione, che sancisce una volta di più l’incontro della scienza e della filosofia. Da persona estremamente razionale, il professore si è definito un amante del paradosso: “Non so se esiste Dio, ma se non esiste c’è l’arte e in essa si manifesta la fede”. “Tra le mie contraddizioni c’è un’estrema fiducia nell’intelligenza umana, ed è questa la differenza fra la fiducia nel miracolo e la fiducia nella scienza. Se io ho fiducia nei miracoli aspetto semplicemente che Dio intervenga, se ho fiducia nella scienza invece aspetto che sia l’uomo ad arrivare a determinati risultati, come ad esempio cure mediche prima impensabili e che adesso salvano vite”. Un gusto per il paradosso logico, senza contraddizione, che ha portato Sgarbi ad equiparare Cristo e Che Guevara partendo dal “Cristo morto” di Mantegna: “La morte diventa nuova vita. Il Cristo di Mantegna non è morto, come non è morto il Che, che nel momento in cui muore diventa mito”. Fra i tanti quadri proiettati e spiegati con dovizia di particolari al pubblico presente anche la “Madonna dei Pellegrini” di Caravaggio, la “Trinità” di Masaccio, “Ecce homo” del Beato Angelico: le osservazioni di Sgarbi hanno fatto rileggere in maniera diversa opere note e meno note, universalmente conosciute per la loro bellezza e filtrate dal binomio tra fede e scienza che è al centro del libro. Il consueto firma-copie ha concluso una serata interessante, con un relatore d’eccezione che ha toccato tutti i temi di un libro capace di arricchire e far riflettere chi lo legge.











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