Cisterna

Da Alberese a Cisterna, la tradizione del buttero passa per la rete dei musei

Valorizzare la tradizione del buttero e delle terre dove i butteri storici hanno trasformato un duro lavoro in leggenda: queste sono le finalità del progetto museale che sta nascendo ad Alberese (Grosseto), territorio collegato a Cisterna attraverso la rete delle associazioni oltre che, naturalmente, da legami storici indissolubili.

Attraverso una raccolta fondi, l’associazione il “Buttero di Maremma” intende infatti acquistare finimenti, briglie, selle, foto, testimonianze documentali e tutto il necessario rigorosamente originale per allestire un museo del Buttero che racconti in maniera esperienziale questa grande epopea.

Un plesso inserito in un percorso culturale che toccherebbe anche Cisterna ed il suo museo del Buttero inaugurato nel 2006 a Palazzo Caetani alla presenza dell’allora Ministro alla Cultura Buttiglione. Quello di Cisterna, per altro, è riconosciuto ufficialmente dalla Regione Lazio tra i musei dedicati alle Tradizioni del Cavallo insieme a quello di Blera (Viterbo).

L’idea ha già mobilitato oltre 20 associazioni toscane e laziali: da Arezzo a Viterbo, passando per Grosseto e poi giù fino alla pianura pontina.

Insomma, territori uniti per tramandare ai giovani una storia ancora poco conosciuta in ambito nazionale a vantaggio di tutti, magari anche delle singole amministrazioni comunali che spesso si dimenticano di quanto materiale hanno in mano per creare un circuito turistico davvero attraente.

Da Cisterna ad Alberese, da Alberese a Cisterna: una tratta che sembrerebbe segnare, oggi come ieri, il destino dei butteri.

Perché è proprio alla volta di Alberese che, nel 1934, partirono da Cisterna Mariano Molinari con il figlio Italo e il nipote Mario Petrucci, per lavorare nella ex tenuta granducale.

Tutto iniziò da lì e il resto è storia da raccontare all’Italia intera.

Giovanna Petrucci, la figlia di Mario, è la presidente dell’associazione “Buttero di Maremma” che da anni combatte per far conoscere meglio questi saperi: “non è possibile – spiega – che nel nostro Paese tutti si ricordino dei cowboy e di Buffalo Bill e che si sia invece completamente dimenticata la storia dei Butteri”.

“Ai promotori va il mio personale plauso – commenta il consigliere comunale di Cisterna, Alberto Filippi, uno dei promotori all’epoca del museo del Buttero di Palazzo Caetani – e mi auguro che l’iniziativa si realizzi velocemente affinché si possa iniziare quanto prima a cooperare. Fu proprio Giovanna Petrucci a donare al Comune di Cisterna gran parte dei pezzi oggi esposti nel nostro museo, quindi si tratta di una collaborazione di fatto già iniziata circa 15 anni fa sotto l’egida dell’amministrazione comunale e che vogliamo far durare nel tempo per valorizzare al meglio la tradizione del buttero”.















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