Cisterna

“Alessandro continuerà a solcare un mare infinito”

Grande commozione ieri mattina per l’ultimo saluto ad Alessandro Paolucci, lo skipper e promotore finanziario deceduto la notte del 10 luglio in seguito ad un tragico incidente stradale. Il corteo funebre partito dalla camera ardente, presso il cimitero di Pontinia, dopo esser passato davanti casa di Alessandro, è arrivato in piazza XIX Marzo. Una bara bianca, sulla quale la famiglia ha posto un cuscino di rose e gli amici hanno adagiato una maglia numero 10, la chiesa si è riempita di parenti, tanti amici e colleghi di lavoro, così come la piazza antistante. “Ieri sera, ero a Terracina – racconta il parroco della chiesa Santa Maria Assunta, don Patrizio, nella sua omelia – per una processione, ho pensato molto ad Alessandro e l’ho visto sulla sua barca, felice, che si dirigeva verso l’isola di Ponza. Ecco Alessandro ora continuerà a solcare un mare infinito, senza meta, il mare del paradiso, sulla sua barca a vela, verso nuovi orizzonti, illuminato dalla luce di Dio. Non c’è giustificazione per questa morte prematura, per un giovane tanto amato, ma dobbiamo ringraziare il Signore di averci donato la gioia di averlo avuto con noi in questa vita terrena”. Un pensiero spezzato dalla commozione, in una funzione liturgica composta che si è conclusa con il ricordo della mamma di un suo amico. “Tutti nella vita dovrebbero avere la fortuna di incontrare una persona come te, per i miei figli, più che un amico, sei stato un fratello, sempre disponibile, sorridente, un’anima nobile, ti piaceva sentirmi parlare corese e lo faccio anche adesso, perché so che tu mi stai ascoltando, adesso mi auguro che tu sia l’ultima vittima di questa serie infinita di tragici incidenti stradali”. Alessandro amava il mare e non poteva mancare il saluto di chi ha condiviso la sua passione: “Ciao masterino, mi chiamavi Master, perché ti avevo insegnato a navigare, sabato ti aspettavo a Ponza, il mio migliore amico. Ancora ricordo la nostra traversata per arrivare in Sicilia, non hai chiuso occhio, volevi goderti ed assaporare l’immensità del mare, mi ripetevi che dovevi vivere a pieno l’esperienza, non perdere neanche un istante”. Alessandro è stato portato a spalla dagli amici di sempre, quelli con cui ha condiviso l’adolescenza e la sua giovinezza e con cui aveva un forte rapporto ancora oggi, uno striscione: “Sempre con il vento in poppa… Ciao Paolù” sollevato sulle note di “Un Senso” di Vasco Rossi, i nipoti hanno fatto volare dei palloncini, le campane, per volontà dei familiari, hanno suonato a festa, tra le note di una melodia suonata al pianoforte dallo stesso Alessandro. Un abbraccio sincero ed affettuoso verso i familiari di Alessandro Paolucci, da parte di una città che ancora respira l’allegria di un giovane amico, che si incontrava facilmente in giro, quel sorriso indimenticabile di cui tutti parlano. Lacrime e abbracci anche da parte degli amici di sempre, ragazzi con cui Alessandro Paolucci aveva condiviso le sue passioni, gli anni del liceo, ma soprattutto vacanze, spensieratezza e a cui era ancora molto legato.

Fonte Il Messaggero edizione Latina del 18 Luglio 2020











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