Cisterna

Titoli rebus, Del Prete incalza (LT Oggi)

“Quella che doveva essere un’attività di verifica tutta interna al palazzo dei servizi, tesa a controllare i requisiti minimi per essere assunti come articolo 90, cioè nello staff del sindaco, è diventata nelle ultime ore di dominio pubblico a seguito di una fuga di notizie da via Zanella.  
Inizialmente gran parte dei 13 assunti a chiamata diretta ha prodotto l’autocertificazione sui titoli di studio, non presentando il documento. Una pratica legittima, ma solo per un determinato tempo. In pratica, dopo un lasso di tempo non superiore ai 40 giorni, si deve certificare quanto inizialmente dichiarato, con la consegna appunto dell’attestato del titolo di studio conseguito. Passaggio questo mai fatto in Comune da molti e che invece doveva essere avvenuta da almeno un anno. Così quando, all’inizio del 2020, il sindaco assunto un nuovo articolo 90, qualcuno in opposizione ha storto il naso ed ha richiesto all’ufficio preposto, una verifica. Quel qualcuno è il consigliere Gianluca Del Prete, successivamente seguito dal consigliere Marco Capuzzo in qualità di presidente della commissione Trasparenza. Del Prete infatti ha presentato all’ufficio delle risorse umane una richiesta formale agli atti su questa storia, atti che al momento sono sprovvisti dei titoli di studio. Per questo ha nelle ultime ore la dottoressa Pallante starebbe correndo ai ripari, chiedendo a tutti e 13 i membri dello staff di fornire la documentazione mancante. Ma proprio il tempo passato ha lasciato nel consigliere Del Prete dubbi e perplessità, tanto da richiedere al consigliere Capuzzo di portare il caso nella commissione Trasparenza. 
A questo punto della storia – in attesa di scoprire se tutti gli articolo 90 forniranno il loro titolo di studio – viene da chiedersi se la verifica sui titoli, senza la richiesta del consigliere, sarebbe stata avviata lo stesso dal Comune”.

Fonte: Latina Oggi edizione odierna a firma Gabriele Mancini











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