Monte San Biagio

Le Associazioni Venatorie prendono le distanze dal comportamento dell’ATC Latina 2

Bufera sul Presidente dell’ATC Latina 2

A rettifica dell’articolo pubblicato in data 24 maggio 2020 dal titolo “Bufera sul presidente delll’Atc Lt2”, si precisa che dopo opportune verifiche si è appurato che la struttura realizzata ed oggetto di contestazione da parte delle autorità inquirenti è una cella frigorifera per la conservazione della cacciagione imposta all’Atc dalla Regione Lazio e attualmente pende un’indagine in ordine alla sua realizzazione che non ha portato al momento ad alcuna contestazione di reato. Soprattutto detta struttura, contrariamente a quanto riportato nell’articolo del 24.5.2020, non è vero che è stata realizzata dal presidente sig. Trani Elio all’oscuro dei membri dell’associazione e senza l’autorizzazione del comitato direttivo dell’Atc Lt2, ma è stata approvata dal consiglio direttivo dell’Atc Lt2, all’unanimità dei membri presenti, nella riunione del 23.8.2016 senza che nessuna associazione venatoria abbia poi contestato o impugnato detta decisione. Pertanto si ritengono non suffragate da elementi di riscontro le accuse di personalismo e non condivisione mosse al presidente sig. Trani dai redattori del comunicato stampa pubblicato”.

“Apprendiamo con sgomento in queste ore di un’ordinanza del Comune di Monte San Biagio dove viene imposta la demolizione di un manufatto abusivo realizzato dal Presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia Latina 2, in dispregio delle normali autorizzazioni previste.

I reati ad oggi contestati dal Nucleo Carabinieri Forestali vanno dalla violazione dei vincoli Paesaggistici alla violazione dei criteri di costruzione in zona sismica, ma la cosa molto grave, a nostro avviso, è il fatto che l’intero Consiglio Direttivo era all’oscuro degli atti messi in campo dal Presidente.

Che la gestione era imperniata su un’attività personalistica e di non condivisione plurale dell’Ambito era cosa ormai risaputa, denunciata ripetutamente dai Consiglieri Biagio Rocco Di Pinto e Carmine Di Mambro, ma arrivare a presunti comportamenti di rilevanza penale e civile dello stesso sembrerebbero un po’ troppo.

Note a tutti nel corso degli anni una serie di delibere che andavano dal pagamento anticipato della quota di partecipazione dei cacciatori, all’obbligo dell’iscrizione telematica e a ulteriori assurde richieste che avevano allarmato non poco i cacciatori, peraltro oggetto di ricorso inoltrati ai competenti Organi Statutari e mai oggetto di sentenza.

È proprio per questo che le Associazioni Venatorie Libera Caccia e Italcaccia si costituiranno parte civile nel processo qualora la magistratura intenderà procedere sulla base degli esposti a tutela innanzi tutto della loro immagine, dei propri delegati e di tutti gli iscritti all’Ambito Territoriale.

“Confidiamo nel lavoro della Magistratura, rendendoci da subito disponibili qualora le autorità ne

ravvisino la necessità ad una fattiva collaborazione” queste le parole dei Presidenti Provinciali della Associazioni Venatorie che, di fatto, sono soci dell’Ambito stesso.

I cacciatori del sud Pontino meritano rispetto, in un territorio già molto penalizzato non possiamo permettere che situazioni di questo tipo mettano in cattiva luce migliaia di cacciatori”.

ANLC Libera Caccia

Italcaccia











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