sezze

Casal Bruciato: Chiesa chiusa, i fedeli chiedono udienza a Papa Francesco *VIDEO LAZIO TV*

LaNotiziaPontina.it

Monta la protesta per chiedere la riapertura della Chiesa di Casal Bruciato, ma dalla Curia nessuno si preoccupa di ascoltare i fedeli. Un fatto quanto mai singolare quello che è accaduto nei mesi scorsi nella periferia di Sezze, la chiesetta totalmente realizzata con le offerte e i sacrifici dei residenti della zona è stata chiusa e sembrerebbe che non ci sia il minimo accenno di ripensamento. Tutto ha inizio qualche mese fa quando viene presa la decisione ad insaputa dei residenti della zona. A onor di cronaca è doveroso anche capire perché: “Il luogo di culto – da quanto ci racconta il parroco – da circa un anno veniva frequentato da pochissime persone, questo anche il motivo per cui in zona molti hanno appreso la notizia che a Natale si sarebbe celebrata l’ultima messa”. La Chiesa di Casal Bruciato per la comunità non rappresenta solo un luogo di culto, perché negli anni è stato il punto focale per il sostegno del tessuto sociale di un piccolo borgo che ha fondato le proprie basi sugli insegnamenti e il sostegno del cristianesimo. Un luogo di incontro quotidiano per i giovani, la messa della domenica che riuniva, durante la celebrazione religiose, intere famiglie, che poi si intrattenevano anche nel pomeriggio per rendere viva una comunità di instancabili lavoratori in attimi di confronto e svago per stare con familiari ed amici. Questi momenti sono finiti, la chiesa è chiusa e spogliata di ogni simbolo religioso, così i fedeli hanno dato vita ad un Comitato spontaneo per tornare a vivere quei luoghi a loro cari. “Tutti i venerdì sera ci riuniamo per il Rosario fuori le mura perché il parroco non ci fa stare all’interno, anche la domenica, fuori dal cancello, con gli altri fedeli e non possiamo entrare neanche nel parcheggio. Domenica 29 dicembre, in occasione della festa della Santa Famiglia, abbiamo organizzato un pranzo tutti insieme per dire no all’ultima messa. La nostra comunità vuole vivere la propria cristianità in questo luogo e non a Sezze che dista più di 15 chilometri. Tra le iniziative c’è anche la richiesta formale a nome del nostro comitato spontaneo per essere ricevuti dal Vescovo, perché non riusciamo ad avere un dialogo con lui, alla richiesta è stata allegata anche una lettera con la disponibilità di un diacono a noi vicino, che sarebbe disponibile per venire a dire messa se il vescovo fosse favorevole. Noi continueremo con ogni mezzo il nostro dissenso con tutti i mezzi a nostra disposizione, con la nostra petizione abbiamo già raccolto più di 300 firme, nel frattempo abbiamo anche richiesto udienza al Santo Padre, Papa Francesco. Siamo particolarmente legati a questo luogo in quanto è stato realizzato tutto con le offerte dei parrocchiali. Vogliamo riportare oltre la messa della domenica anche il catechismo e l’azione cattolica fondamentali per tenere vivo tutto il panorama ecclesiastico della parrocchia”.

SEZZE: CHIESA CHIUSA A CASAL BRUCIATO, LA PROTESTA

LAZIO TG – SEZZECHIESA CHIUSA A CASAL BRUCIATO, LA PROTESTAMonta la protesta per chiedere la riapertura della Chiesa di Casal Bruciato, ma dalla Curia nessuno si preoccupa di ascoltare i fedeli. Un fatto quanto mai singolare quello che è accaduto nei mesi scorsi nella periferia di Sezze, la chiesetta totalmente realizzata con le offerte e i sacrifici dei residenti della zona è stata chiusa e sembrerebbe che non ci sia il minimo accenno di ripensamento. Tutto ha inizio qualche mese fa quando viene presa la decisione ad insaputa dei residenti della zona. A onor di cronaca è doveroso anche capire perché: “Il luogo di culto – da quanto ci racconta il parroco – da circa un anno veniva frequentato da pochissime persone, questo anche il motivo per cui in zona molti hanno appreso la notizia che a Natale si sarebbe celebrata l’ultima messa”. La Chiesa di Casal Bruciato per la comunità non rappresenta solo un luogo di culto, perché negli anni è stato il punto focale per il sostegno del tessuto sociale di un piccolo borgo che ha fondato le proprie basi sugli insegnamenti e il sostegno del cristianesimo. Un luogo di incontro quotidiano per i giovani, la messa della domenica che riuniva, durante la celebrazione religiose, intere famiglie, che poi si intrattenevano anche nel pomeriggio per rendere viva una comunità di instancabili lavoratori in attimi di confronto e svago per stare con familiari ed amici. Questi momenti sono finiti, la chiesa è chiusa e spogliata di ogni simbolo religioso, così i fedeli hanno dato vita ad un Comitato spontaneo per tornare a vivere quei luoghi a loro cari. “Tutti i venerdì sera ci riuniamo per il Rosario fuori le mura perché il parroco non ci fa stare all’interno, anche la domenica, fuori dal cancello, con gli altri fedeli e non possiamo entrare neanche nel parcheggio. Domenica 29 dicembre, in occasione della festa della Santa Famiglia, abbiamo organizzato un pranzo tutti insieme per dire no all’ultima messa. La nostra comunità vuole vivere la propria cristianità in questo luogo e non a Sezze che dista più di 15 chilometri. Tra le iniziative c’è anche la richiesta formale a nome del nostro comitato spontaneo per essere ricevuti dal Vescovo, perché non riusciamo ad avere un dialogo con lui, alla richiesta è stata allegata anche una lettera con la disponibilità di un diacono a noi vicino, che sarebbe disponibile per venire a dire messa se il vescovo fosse favorevole. Noi continueremo con ogni mezzo il nostro dissenso con tutti i mezzi a nostra disposizione, con la nostra petizione abbiamo già raccolto più di 300 firme, nel frattempo abbiamo anche richiesto udienza al Santo Padre, Papa Francesco. Siamo particolarmente legati a questo luogo in quanto è stato realizzato tutto con le offerte dei parrocchiali. Vogliamo riportare oltre la messa della domenica anche il catechismo e l’azione cattolica fondamentali per tenere vivo tutto il panorama ecclesiastico della parrocchia”.Rinascita di "Casal bruciato"….

Pubblicato da Laziotv su Giovedì 2 gennaio 2020














Le Più Lette

LA NOTIZIA PONTINA Registrazione al Tribunale di Latina Nr.2 del 12/02/2018 Direttore responsabile: Daniele Ronci info: redazione@lanotiziapontina.it

Copyright © 2020 La Notizia Pontina

To Top