Latina

Cretini contro l’eroe down che salvò una bimba che stava per annegare

Valerio Catoia, il ragazzo down che salvò una bimba che stava per annegare diventato vittima di odio via web

“Ieri sera – racconta lo scrittore Federico Vergari sulla sua pagina Facebook – sono venuto a conoscenza di un fatto molto triste. Valerio Catoia, uno dei protagonisti del mio libro, ma soprattutto un atleta, uno studente, un figlio e un alfiere della Repubblica italiana è da qualche giorno vittima di alcuni haters che lo hanno preso di mira su un gruppo facebook. C’è una cosa che dico sempre di Valerio quando ho modo di parlarne privatamente o pubblicamente. Valerio è una persona che ti fa venire voglia di essere migliore, di tornare a casa e provare a cambiare un pezzetto della tua vita cercando di renderla sempre un po’ più bella. Più bella per te e per chi ti sta intorno. Questa cosa l’abbiamo capita in tanti e non sarà certo qualche cretino che si nasconde dietro un profilo facebook a diminuire il bene e l’ammirazione che proviamo verso Valerio.
Faccio mio – conclude Federico Vergari – un appello di Vittoria Iacovella. Anche lei ha avuto il piacere di conoscere e scrivere di Valerio: Non possiamo far finta di nulla mentre la nostra società va alla deriva. Vi invito, per questo, a scrivere un messaggio a Valerio Catoia e alla sua famiglia mediante Giovanni Catoia perché la solidarietà è un balsamo per chi viene ferito dall’odio e ogni parola di gentilezza vale tanto. #facciamonotizia #lettereavalerio #IRompiscatole #LeSfideDeiCampioni

Di seguito riportiamo l’articolo a firma del collega Clemente Pistilli pubblicato lo scorso 14 Novembre su La Repubblica:

“Haters scatenati anche contro il giovane atleta, con la sindrome di Down, di Latina che nell’estate di due anni fa a Sabaudia ha salvato una bambina di dieci anni dall’annegamento. ” Guardatelo, sembra un cane “, “doveva morire…”. Questi sono solo alcuni degli insulti rivolti su un gruppo Facebook a Valerio Catoia, oggi diciannovenne, che nel mese di luglio 2017, su un tratto di spiaggia libera in località Bufalara, si rese protagonista del gesto di grande coraggio che gli è valso numerosi premi.

Proprio l’aver salvato la vita a una bimba ha però rappresentato la molla che ha fatto scorrere odio sui social. Una vicenda su cui ora sta indagando la polizia postale di Latina. Valerio, studente di liceo, scout, appassionato di chitarra, atletica e soprattutto nuoto, due anni fa era in spiaggia con il papà Giovanni e la sorella e stava giocando quando sentì due bambine urlare. Il mare era mosso e una bimba di dieci anni iniziava ad andare giù. Stava annegando. Il giovane, un atleta paralimpico che ha vinto anche diverse medaglie, senza indugiare si è tuffato e, tenendo la testa della piccola fuori dall’acqua come un bagnino provetto, è riuscito a portare a riva la bambina sana e salva. Battendo sul tempo anche il personale addetto al salvataggio in un vicino chiosco. Un eroe.

Da allora molti sono stati i premi e i riconoscimenti per Valerio. L’ha voluto incontrare anche Francesco Totti per fargli dono della sua maglia. E lo scorso anno il Presidente Sergio Mattarella, lo ha nominato Alfiere della Repubblica, un’onorificenza destinata ai giovani che si sono distinti nella partecipazione e nella promozione del bene comune, della solidarietà, nel volontariato e in singoli atti di coraggio. Bene che spesso non è di casa sui social network. Un gruppo Facebook, che si presenta come gruppo di satira nera, con molto odio e ben poco da ridere, ha così iniziato a lanciare messaggi velenosi all’indirizzo del ragazzino eroe, sbeffeggiandolo.

Quando il papà del 19enne ha avuto notizia di quanto stava accadendo ha provato a contattare quel gruppo, che sarebbe amministrato da un commercialista e di cui farebbe parte anche un esperto di arti marziali, chiedendo di smetterla con quei messaggi aberranti. Ma per tutta risposta è stato insultato anche il padre di Valerio, che a quel punto ha presentato una denuncia. Alla polizia postale è stato consegnato tutto il materiale pubblicato contro il giovane pontino e sono stati forniti diversi elementi sugli haters che si sono resi protagonisti dei feroci attacchi. Gli investigatori dovranno ora accertare l’identità degli autori dei messaggi di odio, inchiodandoli alle loro responsabilità. Un’indagine appena avviata”.








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