Cori

Scrittrice vittima di cyberbullismo

“Mi chiamo Ilaria Di Roberto e sono una scrittrice di Cori (LT). È da circa due anni che sono vittima di hacking, phishing, cyberbullismo, diffamazione e di recente anche di pirateria e truffa. Ho una vaga idea di chi siano gli autori di tali nefandezze, a tal proposito ho sporto denuncia presso la Procura e la Polizia Postale di Latina. La mia storia è già nota ai media ed è stata presa in considerazione da alcuni giornali locali, in particolare dal settimanale de “il Caffè” e “il Messaggero”, distribuiti in tutta la provincia. Questo è stato solo il primo dei tanti passi che farò al fine di muovere la mia lotta contro lo cyberbullismo.
Sono stata vittima di hacking, phishing, plagio, truffa ed infine anche di pirateria. Il mio libro “Anima” pubblicato nel 2016 con casa editrice scozzese Blackwolf Edition & Publishing e presentato anche presso la libreria “Feltrinelli” di Latina, è stato craccato e pubblicato in versione PDF sui siti più disparati,molti dei quali collegati alla rete di Blogspot, su cui sono stata diffamata e accusata di prostituzione. Alla base di tali accuse ruota una vicenda iniziata nel 2018, anno durante il quale per la prima volta sono stata vittima di cyberbullismo: gli autori di tali reati hanno rubato alcune delle foto presenti sul mio profilo facebook per pubblicarle poi su un sito porno insieme ai miei dati personali, causando così un danno non indifferente alla mia immagine. Come se non bastasse sono stata anche vittima di truffa: una persona, probabilmente mandata dai precedenti carnefici, ha approfittato della mia ignoranza in fatto di negozi commerciali per plagiarmi e costringermi in un secondo momento a iniziare un rapporto lavorativo con una società non registrata alla camera di commercio.Ovviamente questo fatto ė emerso solo successivamente, dopo aver stipulato il contratto, il quale prevedeva la firma di una cambiale di 40.000€ volta alla cessione del 5% delle azioni. Senza volerlo sono incappata nella tela del ragno, ritrovandomi a mia insaputa in una società di truffatori di serie A e vittima di un complotto, iniziato già qualche tempo prima a causa di invidia e gelosie. Nel corso di questo “rapporto lavorativo” sono stata costretta a fare delle cose contro la mia volontà, visto che si trattava di una vera e propria “setta”: tra queste dei video particolari all’interno dei quali mi veniva chiesto di “giurare fedeltà allo studio” richiamando note figure storiche come quelle di Hitler ed Himmler, e costretta in un secondo momento a fare un tatuaggio sulla spalla che raffigurava il logo della società. Tutto ciò è stato diffuso in rete contro la mia volontà, dopo aver deciso di abbandonare questa rete di truffatori (invogliata da mia madre,ormai stanca di vedermi soffrire così tanto). In assenza di un lavoro e di un sostegno morale, sono stata costretta a cedere di fronte alle loro promesse, ai loro ricatti e a tutto ciò di cui parlerò qualora me ne concediate il privilegio. Si tratta di una società stile “Vanna Marchi”, diretta da un tale che qualche anno fa è stato anche ospite nel noto programma “Report”. All’interno della denuncia che vi inoltrerò (nel caso in cui foste interessati ad un’intervista) narro tutta la vicenda nei minimi dettagli. Voglio condividerla con voi affinché possiate comprendere la gravità della mia situazione e darmi così modo di raccontarla. Agli autori di questa storia non è bastato sporcare la mia immagine sui social. Non è bastato distruggere i rapporti che avevo con le persone che amavo. Non è bastato farmi passare per malata di mente (visto che su YouTube hanno inserito un video intitolato “Ilaria di Roberto malata di mente” che conteneva alcune foto che ritraevano me insieme ad una persona alla quale tenevo, vittima come me di hacking). Non è bastato convincere le persone che fossi carnefice, anziché vittima di tutto questo (considerando che essendo stata hackerata alcuni dei miei conoscenti sono stati insultati a mio nome). Non è bastato entrare in possesso dei miei dati personali e intestare schede telefoniche a mio nome. Non è bastato coinvolgere altre persone, arrivando perfino ad hackerare la mia famiglia. Non è bastato neanche minacciarmi, truffarmi, plagiarmi. Hanno avuto anche la briga di rubare il mio libro, un lavoro a cui ho dedicato ben due anni della mia vita, rivendendolo sui loro siti al fine di trarne guadagno.Quello è il mio libro, è il frutto delle mie emozioni, del mio vissuto, della mia anima!E ora, come se già tutto ciò non bastasse,hanno intenzione di distruggere anche me.Prima di iniziare questo gioco, però, hanno trascurato una cosa: io odio perdere.Proprio per questa ragione voglio chiedervi se è possibile avere un’intervista, uno spazio che possa permettermi di raccontare la mia vicenda e metter fine una volta per tutte a questo calvario che dura ormai da due anni.Non voglio vincere questa storia in qualità di vittima,ma di donna che ha combattuto contro lo cyberbullismo,contro l’hacking, contro il phishing,la truffa e la pirateria. Sono stanca di vivere nell’incubo,sono stanca di svegliarmi nel cuore della notte a causa degli attacchi di panico,sono stanca di essere minacciata,di essere contattata da estranei che mi chiedono di avere rapporti sessuali. E sono stanca anche di sentirmi dire da chi non conosce la mia storia di fare tutto questo “rumore” solo per avere notorietà. È triste che una donna venga denigrata così solo perché piuttosto che morire, ha scelto di lottare.Sono esausta,ma al tempo stesso voglio continuare a combattere!Combatterò per me, per la mia famiglia e per tutti coloro che che purtroppo non ce l’hanno fatta. Combatterò per Tiziana Cantone, per Carolina Picchio, per Brandy Vela e tante altre donne che ad un certo punto,dopo aver sopportato tanto hanno deciso di gettare la spugna e smettere di urlare:probabilmente non ne avevano più la forza.Ora,voglio essere io ad urlare per tutte loro.Colgo l’occasione per ringraziarvi in anticipo per l’attenzione concessa e chiedo scusa per la lunghezza della mail.Purtroppo è infinito il mio bisogno di sfogarmi.Proprio in virtù di questo chiedo il vostro aiuto: permettetemi di raccontare la mia storia affinché il mondo sappia che di cyberbullismo non si muore,o quantomeno…non si deve più morire.In attesa di un riscontro positivo, rinnovo i miei più sinceri ringraziamenti…”








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