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Aspettando Atreju, Fratelli d’Italia sulla Semprevisa e a Bassiano. “Piccoli comuni a rischio desertificazione”

Con un suggestivo omaggio al Tricolore sulla Semprevisa e un convegno dedicato ai piccoli comuni, il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Latina si è già calato nello spirito di Atreju, la storica manifestazione della destra che si terrà dal 20 al 22 settembre sull’Isola Tiberina di Roma.

L’evento “Aspettando Atreju” si è celebrato in due distinti momenti. Sulla Semprevisa è andata in scena la prima parte della manifestazione, con una delegazione del partito arrivata fino a Campo Rosello. Qui, preceduto dalle note dell’Inno di Mameli, il vice coordinatore comunale Luigi Pescuma ha raccontato la nascita della bandiera italiana e le lunghe vicissitudini storiche, prima che il Tricolore diventasse il simbolo di tutta la nazione. Successivamente è stato reso omaggio a Daniele Nardi, l’alpinista di Sezze morto lo scorso marzo sul Nanga Parbat, che tanto amava la Semprevisa, considerata “la sua montagna”. Tra i cespugli in pendenza è stato lasciato un mazzo di fiori. 

Successivamente al Comune di Bassiano si è tenuta una tavola rotonda dedicata a difficoltà e opportunità per i piccoli comuni. Ha fatto gli onori di casa il sindaco Domenico Guidi. Hanno partecipato il Senatore e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, il sindaco di Roccagorga Nancy Piccaro, il vicesindaco di Rocca Massima, Angelo Tomei e il consigliere regionale Sergio Pirozzi, presidente della XII Commissione “Tutela del Territorio e grandi rischi”. 

“Sin dal mio insediamento in Senato mi sono interessato al tema dei piccoli comuni – ha dichiarato il Senatore Nicola Calandrini aprendo i lavori – depositando subito un’interrogazione sulla cosiddetta ‘legge Realacci’, che assegnava 100 milioni di euro ai piccoli comuni ma per la quale ancora non esistono i decreti attuativi”

“Nell’arco di 50 anni i piccoli comuni hanno perso l’80% della popolazione residente – continua Nicola Calandrini -. Nel 2050 ci sarà la desertificazione dei piccoli comuni, che attualmente sono il 70% dei circa 8.000 comuni italiani. Bisogna portare le persone e lo sviluppo in questi territori. Serve una grande azione legislativa, non bastano i fondi da 100 milioni di euro. Servono misure quali agevolazioni per le famiglie e le imprese che scelgono di vivere in queste realtà”.

“La Regione deve tornare a fare programmazione – questo il pensiero del sindaco di Bassiano Domenico Guidi – riceviamo solo piccoli contributi per farci sopravvivere, ma le nostre risorse sono monitorate dal Ministero e noi siamo solo esecutori. Abbiamo territori che possono offrire qualità della vita, ma basta un incendio e rischiamo il dissesto idrogeologico”.

Per Nancy Piccaro, sindaco di Roccagorga: “Dobbiamo trovare un modello di rispetto del territorio. Il modello di industrializzazione ha fallito. Serve una filiera istituzionale che ci può consentire di portare avanti delle istanze. Servono fondi e qualcuno che creda e sostenga i nostri progetti. Cerchiamo di trovare insieme le soluzioni migliori”.

“Si fanno le leggi e poi mancano i decreti attuativi – è la constatazione del vicesindaco di Rocca Massima Angelo Tomei -. Siamo la spina dorsale dell’Italia. Dobbiamo fare le zone franche nei piccoli comuni. Ci vogliono misure che rendano conveniente la residenza nei piccoli comuni”. 

“Ben vengano i finanziamenti di 100 milioni – sentenzia Sergio Pirozzi, ex sindaco di Amatrice -, ma non serve fare una piazza se nessuno ci abita. Serve una strategia. Ad esempio la fiscalità di vantaggio. Io sono per l’identità e la conservazione dei piccoli comuni. Tra 50 anni rischiamo di avere solo grandi città e la desertificazione del resto con la perdita di identità”. 

La politica – conclude – deve credere alla conservazione dei piccoli comuni e allo sviluppo delle aree interne”.








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