Sabaudia

Una nuova avventura con il Parco e la Commedia

Venerdì 12 luglio la serata inaugurale della IX edizione della rassegna promossa dalla Pro Loco Sabaudia curata da Gennaro Di Leva e Umberto Cappadocia. Un racconto lungo ventidue serate attraverso ventitré spettacoli. Il sipario si apre con Elisabetta Femiano

e le sue Lettere d’amore

Che una nuova avventura abbia inizio. Quell’avventura corale che si rinnova da nove anni, facendo battere il cuore verde di Sabaudia anche di notte, sta per cominciare: venerdì 12 luglio alle 21 torna Il Parco e la Commedia, un racconto lungo ventidue serate (dal 12 luglio al 5 agosto), attraverso ventitré spettacoli, immersi nello scenario del Parco nazionale del Circeo. Il teatro incontra – nuovamente – la natura e la cavea del Centro visitatori del Parco è pronta ad accogliere la serata inaugurale della nona edizione dellarassegna promossa dalla Pro Loco Sabaudia, curata dal presidente dell’Associazione Gennaro Di Leva e dal direttore artistico Umberto Cappadocia, con il patrocinio del Parco Nazionale del Circeo, del Comune di Sabaudia, della Provincia di Latina e della UILT- Unione italiana libero teatro.

Ininterrottamente dal 2011 Il Parco e la Commedia, dove il teatro incontra la natura, offre alla città di Sabaudia, e a tutti coloro che continuano a sceglierla d’estate, una programmazione di oltre venti serate di teatro, dando vita a un peculiare esempio di cultura intenso nel senso più pieno: ambiente-natura concepiti insieme alle voci dello spettacolo, dell’arte e dell’attualità. Il teatro a cielo aperto della cavea del Centro visitatori diventa punto di riferimento delle notti estive di migliaia di persone che hanno l’opportunità di essere coinvolti anche in altre attività culturali, come la presentazione di libri o i colloqui con i protagonisti del mondo dello spettacolo, del giornalismo e dell’arte, come le proposte di visita al Parco o su alcune brevi pillole sulle tematiche ambientali più cruciali. La scelta consolidata in queste nove edizioni è quella del coinvolgimento e della partecipazione, cercando di veicolare anche le cose più serie e complesse tramite eventi che rimangono all’insegna della leggerezza.

«Il teatro, come ogni linguaggio o espressione artistica – sottolinea il presidente della Pro Loco Gennaro Di Leva – serve a dipingere un mondo. E questo mondo è il nostro. In questi nove anni grazie al Parco e la Commedia siamo riusciti a formulare la nostra idea più bella, dando voce a un’emozione, comunicandola, esprimendo un desiderio e riuscendo ad esaudire parte di quanto non detto. In questi nostri tempi in cui siamo tutti connessi a qualcosa e quasi mai connessi a qualcuno, in cui il mondo corre sempre più veloce, in una realtà così virtuale che ormai viviamo in differita anche da noi stessi, Il Parco e la Commediaci regala un’occasione in più per capirci e farci capire. Di dire cose complesse con parole semplici e sentire ancora più vicino quel luogo, a noi così caro, che è il Parco nazionale del Circeo».

Attraverso la rassegna, nata e promossa nel segno della gratuità, si sono raggiunti picchi di ospitalità di oltre 15mila persone annue, ma non è solo un mero computo quello che lega a questa esperienza. Sul palco della cavea del Centro visitatori si sono avvicendati non solo grandi nomi del panorama culturale contemporaneo, Massimo Gramellini, Dino Pesole, Gianni Minà, Nino Benvenuti, Neri Marcorè, Luca Barbarossa, Roberta Serdoz, Maria Latella, solo per citarne alcuni, ma anche piccole ma rappresentative realtà del teatro amatoriale, con particolare attenzione anche a quei soggetti che fanno del linguaggio teatrale uno strumento terapeutico e d’integrazione, come l’esempio di Claudio Corinaldesi e dei suoi ragazzi de “La Rete” o della “Diaphorà” di Latina. Il Parco e la Commedia è divenuto ormai un appuntamento atteso da tanti a Sabaudia, in cui si avvicendano momenti “alti” a quelli più popolari, non dimenticando mai gli eventi dedicati ai bambini, questa la sua forza distintiva: unire un pubblico variegato in uno dei luoghi simbolo per la città.

«Mi sorprende ogni anno – interviene il direttore artistico Umberto Cappadocia – la grande partecipazione di pubblico. Il teatro ha sempre creato atmosfere magiche e uniche, ma nella location del Parco questo viene amplificato dal suo profondo silenzio, il fresco, la luna e gli animali che non si vedono ma di cui si percepisce la presenza. Un luogo privilegiato che sembra sospeso nel tempo, ideale per questa forma d’arte e per esperienze come questa. Gli attori si sentono confortati dalla grande presenza di pubblico e immersi in una situazione quasi irreale, adatta per esprimersi in assoluta libertà. Un luogo lontano dal caos cittadino, e perfetto per dare all’immaginazione il giusto respiro e licenza di esprimersi».

Il binomio amatorialità/professionalità è il tratto distintivo di questa manifestazione che si rinnova di anno in anno. Amatorialità delle tante compagnie che calcano il palcoscenico a cielo aperto della cavea del Centro visitatori che, con la loro passione e competenza, spesso non hanno nulla da invidiare a chi sceglie il teatro per lavoro. E le tante tantissime professionalità che con il loro lavoro del tutto gratuito portano in scena una rassegna di dialogo e collaborazione che richiede molti sforzi e tantissimi soggetti coinvolti. Quella scommessa iniziale oggi riesce a vantare ventidue giorni di programmazione, dal 12 luglio al 5 agosto (con una pausa il 29-30-31 luglio per ospitare a Palazzo Mazzoni la manifestazione Musica in Blu, dove il canto recita), un lungo lasso di tempo che rappresenta una rarità per una rassegna – la più longeva per la città di Sabaudia – ma che fa sentire i suoi effetti ben oltre questa contingenza.

La sagacia, l’ironia e l’intelligenza sono il filo conduttore che lega realtà, piecè, compagnie distanti tra loro per tempi, luoghi, contenuti, esperienza, consentendo di abbracciare un pubblico vario per età e attese. Una scelta che si rinnova di anno in anno, declinata inequivocabilmente nel segno della partecipazione e della qualità. E tutto riparte proprio da dove si era interrotto l’anno prima. Se l’ottava edizione forse in modo istintivo, quasi senza volerlo, è stata segnata da un filo rosso, Le Donne, inseguendo quel filo è da lì che riparte anche la nona. Ad aprire il sipario della serata inaugurale – venerdì 12 luglio alle 21 – sarà Lettere d’amore, liberamente tratto dalle Heroides di Ovidio, nella rilettura della compagnia Il Gruppo dell’arte, con la regia di Danilo Proia. Protagonista della scena, dopo gli applausi più forti e prolungati che hanno posto il sigillo ad un Assolo (l’Atto unico per una donna) vissuto tutto di un fiato nella scorsa edizione, la meravigliosa Elisabetta Femiano. L’allieva di Luca Ronconi ripercorrerà nello spazio scenico il ricordo dei suoi amori attraverso le voci di Penelope, Fedra, Enone, Fillide. Dipingerà la vita come una scena, dove poter mostrare l’ignoto, i sentimenti, la gioia, la sofferenza di amori che troppo spesso vengono lasciati sopiti, ma che nella nostra anima si risvegliano; ripercorrerà temi che ci riguardano da sempre e sempre faranno parte del nostro viaggio culturale proprio perché fanno parte dell’umanità e del nostro desiderio di mito.

L’avventura, il viaggio culturale del Parco e la Commedia non si arresta e continuerà a raccontare nuove storie, instaurare nuovi dialoghi, ritmare nuove emozioni, fino al 5 agosto. Il palco della cavea del Centro di visitatori accoglierà il gradito ritorno di Angelo Grieco, Gianfranco Loffarelli e la sua quarantennale esperienza con Le Colonne, la compagnia On Broadway, Enrica Corradini, Giovanni Pannozzo, o ancora Gianni Pontillo, insieme a tante nuove presenze che godranno di quel palcoscenico condiviso a cielo aperto. Tra le novità di questa nona edizione anche una serata dedicata al JFF – June Film Festival che vedrà coprotagonisti il cortometraggio Ninfa segreta di Donata Carelli e Sabaudia attraverso lo sguardo di Lotte Schreiber.  

L’evento, come è stato fin dalla prima edizione, manterrà la gratuità d’ingresso, grazie all’imprescindibile sostegno economico di attività produttive che rinnovano sempre in modo crescente il loro contributo e all’apporto degli Enti che con il loro appoggio consentono di portare in scena ventidue serate di teatro, dialogo e collaborazione, in uno dei luoghi più rappresentativamente “nostri” di questo territorio. Che l’avventura abbia inizio.

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