Cisterna

L’addio ad Elisa Ciotti *FOTO*

Cisterna, in lutto cittadino, si è fermata per l’addio ad Elisa Ciotti, la mamma di 35 anni, assassinata a martellate lunedì mattina dal marito, Fabio Trabacchin, suo coetaneo al termine di una violenta lite nella loro abitazione di via Palmarola nel quartiere San Valentino. Fuori la chiesa San Francesco uno striscione con una gigantografia della vittima e la scritta “Giustizia per Elisa” e altre immagini di lei con il fratello Massimo e la scritta “Stavamo costruendo la vita che te amavi, che desideravi”, hanno accolto il feretro tra gli applausi della folla. Dentro la chiesa, i parroci di Cisterna per la celebrazione dell’omelia funebre, i compagni di scuola della quinta elementare frequentata da Martina, figlia di Elisa e Fabio, i pareti di entrambi i genitori, il gonfalone della città, il sindaco, l’amministrazione e i tanti amici della coppia. Incisiva l’omelia di Don Giuseppe che prima ha pregato per la città. «Questo paese – ha detto – sta sprofondando nell’oscurità del male che ci avvolge. Con il cuore muto e angosciato ci sentiamo intossicati dal male che ci incupisce, siamo arrabbiati perché avremmo fatto volentieri a meno di stare qui. Signore passa a Cisterna, aiuta Cisterna, rompi la solitudine tra le mura domestiche, rompi i muri, rimuovi la nostra indifferenza perché rischiamo di smarrirci. Chiediamo pietà per Cisterna. Basta, è troppo, non siamo più capaci di sopportare le tragedie che colpiscono la nostra città». Poi si è appellato ai presenti. «Siamo tutti responsabili di ogni violenza che distrugge i sogni di una mamma – ha proseguito il parroco – anche chi ha commesso questo delitto è figlio e vittima di una società che lo ha trasformato in un omicida, un fratello che deve essere aiutato, abbandonando i facili giudizi perché peggioriamo la situazione. Per riscattare la morte di Elisa dobbiamo dire basta al rancore, all’odio, all’indifferenza, alla vendetta. Se non vogliamo continuare a vivere queste morti ingiustificate liberiamoci dall’individualismo. Grazie Elisa se ci aprirai alla sacralità della vita e al disprezzo verso la violenza sulle donne. Dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere, questa ingiustizia ci aiuti a ritrovare il senso della vita, ad amare la vita». Ai bambini della scuola e alle loro mamme è stata affidata la Preghiera dei Fedeli: «Per questa nostra città – hanno detto i bambini – che ha l’anima piena di amarezza e rischia di essere sopraffatta dal dolore; per la nostra compagna Martina, perché nei momenti di tristezza possa trovare conforto nelle nostre parole di consolazione e nei nostri abbracci». All’uscita della chiesa, lo scoppiettio di una marmitta, un volo di colombe, di palloncini bianchi e rosa; un lunghissimo striscione con parti del testo della canzone di Riccardo Cocciante “A mano a mano” e poi le strazianti note al pianoforte di “River flows in you” di Yiuma e “Di sole e d’azzurro” di Giorgia. Tra la folla anche Ottavio e Barbara Mariottini, nonno e mamma di Desirée Mariottini, 16 anni, drogata e poi stuprata dal branco nell’ottobre scorso nel quartiere San Lorenzo a Roma. 

Fonte: Il Messaggero Latina edizione odierna a firma: Claudia Paoletti











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