Cisterna

Figlio nullafacente aggredisce il padre 80enne che gli nega la paghetta mensile

«Ti scanno come una capra se non mi dai i soldi». Era la minaccia più frequente di un uomo di 47 anni. A.M., di Cisterna nei confronti del padre, ottantenne, invalido al cento per cento. L’uomo, figlio unico e nullafacente, viveva nella casa di famiglia, a spese del padre, pensionato. I rapporti tra i due sono iniziati a degenerarsi anni fa, quando l’uomo ha iniziato a bere e a drogarsi, quindi la richiesta di denaro è diventata sempre più frequente nel tempo per acquistare tabacco, liquori e stupefacenti. L’anziano ha quindi iniziato a negare i soldi al figlio e a nascondere la pensione per paura di rimanere senza un soldo per campare. Da quel momento A.M. ha iniziato a soggiogare, vessare e ad aggredire fisicamente il padre ogni volta che gli veniva negata la “paga” mensile. Inutili i tentativi dell’anziano di invitare il figlio a cercarsi un lavoro e a prendersi le sue responsabilità. L’uomo per tutta risposta è arrivato a immobilizzare il padre e a perquisire la casa in cerca di denaro, dopo averlo insultato, e a minaccialo con un coltello alla gola. L’episodio più eclatante è avvenuto qualche settimana fa quando A.M., all’ennesimo diniego dei soldi, è uscito di casa, ha acquistato una tanica di benzina ed è tornato dal padre minacciando di far saltare in aria la casa con lui dentro. Nel mettere in atto la minaccia si è ustionato una mano con il fuoco dell’accendino e per la rabbia ha vandalizzato l’appartamento, distruggendo parte del mobilio e suppellettili. Oggi il quarantasettenne è stato colpito dall’obbligo di allontanamento e dal divieto di avvicinamento al padre, pena l’arresto, perché ritenuto “un soggetto violento e fuori controllo”. L’indagine è stata portata a termine dagli agenti del Commissariato di polizia di Cisterna, diretti dal vicequestore Riccardo De Sanctis. Tutto è emerso qualche mese fa, quando gli agenti della volante, nel corso del pattugliamento notturno, hanno notato l’anziano solo, in un  bar a testa china. Con la scusa di un caffè hanno iniziato a parlare con l’anziano che ha raccontato agli agenti la sua vita nell’inferno. 

Fonte: Il Messaggero Latina a firma Claudia Paoletti 

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