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Francobollo celebrativo dedicato alla Società Oftalmologica Italiana

Poste Italiane comunica che ieri 23 maggio 2019 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo celebrativo dedicato alla Società oftalmologica italiana, nel 150° anniversario della fondazione, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€.

       Tiratura: due milioni e cinquecentomila esemplari.

       Fogli da quarantacinque esemplari.

Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. 

Bozzetto a cura di Fabio Abbati.

Vignetta: il logo della Società oftalmologica italiana si staglia su un fondino che raffigura l’iride.   

Completano il francobollo la leggenda “150° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE” la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

L’annullo primo giorno di emissione è disponibile presso l’ufficio postale Roma EUR.

Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi, possono essere acquistati presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

E’ stato realizzato anche un folder in formato A4 a due ante contenente un francobollo, una cartolina affrancata ed annullata e una busta primo giorno di emissione, al costo di 12€. 


La Società Oftalmologica Italiana (SOI) nacque nel 1869 a Firenze, allora capitale temporanea d’Italia. Furono due oculisti napoletani a prendere l’iniziativa di riunire tutti gli oculisti italiani in un’associazione “col bello esempio di concordia e alieni da ogni sentimento di gelosia”. Era la prima società scientifica di medicina specialistica che sorgeva in Italia ed una delle prime in Europa. Ciò non deve stupire perché il nostro Paese vantava allora una lunga tradizione oftalmologica, che nei secoli precedenti aveva dettato legge in Europa. Scrisse H. Combes, medico francese nel 1848 dopo un lungo viaggio nella Penisola, che nel campo oculistico l’Italia era all’avanguardia in Europa e Napoli contendeva il primato a Pavia, dove si era affermata la scuola di Scarpa e di Panizza. 

Sin dall’inizio la SOI ebbe la caratteristica di rappresentare tutta la realtà oftalmologica italiana. I soci provenivano da tutto il Paese; vi figuravano universitari, ospedalieri e liberi professionisti. La caratteristica che li accomunava e che rimase sempre viva fu lo spirito patriotico e l’impegno politico. La maggior parte di loro si era distinta in azioni politico militari che avevano portato all’Unità d’Italia e nella nuova Nazione essi fecero parte di quel ceto ristretto di persone che gestirono il potere politico, storicamente definito “Ceto dei Notabili”. Ma soprattutto essi furono uomini di scienza e, in quanto tali, avevano la ferma convinzione che la scienza non avesse confini, fosse al di sopra delle divisioni politiche e “affratellasse chi la viveva”. La nascita della SOI e il suo sviluppo favorirono il confronto scientifico e gli scambi culturali con gli altri Paesi. Nonostante le difficoltà logistiche, di comunicazione ed economiche divenne normale la frequenza per lunghi periodi presso cliniche estere. Animati dallo stesso spirito di conoscenza e confronto, oculisti stranieri venivano in Italia. Quanto la SOI fosse affermata a livello internazionale lo dimostra il fatto che per due volte le fu affidata l’organizzazione del Congresso mondiale di oftalmologia nel 1880 e nel 1909, proprio in quel periodo che è stato definito “l’era d’oro dell’oftalmologia”.

Tutta l’organizzazione della SOI era incentrata nell’organizzazione di un congresso da svolgere annualmente. Era il momento di aggiornamento, di confronto, di comunicazione da parte di ogni oculista delle proprie esperienze cliniche e dei risultati delle proprie ricerche: il tutto veniva poi pubblicato negli Atti.

Sino alla prima guerra mondiale si registrò una progressiva crescita dell’associazione. Con la guerra la SOI entrò in una sorta di letargo, come tutte le altre associazioni europee. Ma, superato il periodo buio post bellico, ripartì più viva che mai. Nel 1924 fu eretta ad Ente Morale con regio decreto. La quasi totalità degli oculisti italiani erano suoi soci; i suoi congressi erano frequentati da numerosi oculisti stranieri ed annoveravano tra i relatori i nomi più illustri dell’oftalmologia mondiale. Gli atti dei congressi venivano stampati ed inviati in Europa e nelle Americhe. La clinica oculistica di Roma, dove aveva la sede la Società, divenne un polo di attrazione di oftalmologi stranieri per la sua organizzazione assistenziale e di ricerca, per la sua ricca biblioteca, per il materiale didattico di cui disponeva. 

Dopo la seconda guerra mondiale sino ad oggi la SOI ha registrato una continua crescita, rappresentando tutti gli oculisti italiani. Ha attivamente contribuito alle riforme sanitarie che si sono susseguite in campo assistenziale, didattico e di ricerca. Ha continuato a gestire l’aggiornamento degli oculisti, a favorire la ricerca specie tra le giovani generazioni istituendo numerosi premi.   

La SOI fin dalla sua nascita ha annoverato tra i suoi soci nomi illustri che hanno attivamente contribuito all’incredibile progresso dell’oftalmologia mondiale, con le loro scoperte nel campo della ricerca pura, con l’introduzione di nuovi strumenti diagnostici, con la proposizione di nuove metodiche chirurgiche, con la messa a punto di nuove terapie mediche. 

Anche grazie alla SOI, l’oftalmologia italiana ha continuato e continua ad essere un’eccellenza mondiale.

Dottor Matteo Piovella

Presidente SOI

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