Rocca Massima

Troppo lungo l’elenco delle donne uccise. Troppo alto il prezzo da pagare per ottenere un cambiamento culturale profondo

LaNotiziaPontina.it

Affissi alle colonne, i nastri rossi contenenti il lungo elenco delle donne uccise, il cui nome e cognome è stato trascritto per ognuna in un cartoncino con evidenziato in neretto il grado di vicinanza parentale dell’omicida, non fanno gioire nessuno a Rocca Massima per la bella riuscita dell’evento VOLARE LIBERE: NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE svoltosi sabato 11 maggio e giunto alla sua terza edizione. L’ attenzione si è focalizzata sulla frase che ricorreva in ogni foglio e che ha colpito diritto al cuore e ha scosso la sensibilità di tutti: “è stata uccisa dal marito, dal compagno, dal fidanzato, dal padre, dall’ex marito, dal figlio”. Si rabbrividisce nel pensare che una persona così vicina possa ogni tre giorni arrivare a commettere un fatto criminale così grave e nei confronti di una persona così vicina!

L’evento VOLARE LIBERE: NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE prende vita con un corteo che si dispiega per le vie del piccolo paese e culmina con una serie di interventi dove l’elemento artistico diventa protagonista grazie alla fama internazionale dell’autore e al tema specifico affrontato dallo stesso. Infatti il Maestro Guadagnuolo così esaustivamente presentato dalla giornalista e presentatrice televisiva Maria Grazia Tetti che ha anche lei voluto mettere a disposizione di questa giornata la sua grande professionalità, è l’ospite d’onore della giornata. Guadagnuolo riesce ad arricchire con somma cultura e allo stesso tempo incantevole semplicità questo evento.

L’opera “Isabella di Morra”dedicata alla giovane poetessa uccisa dai tre fratelli a soli 25 anni è composta da due esili braccia auree protese idealmente e spiritualmente verso l’alto in segno d’invocazione esse sostengono un cranio dal candido biancore simbolo di purezza. Le tensioni delle braccia escono dalla Madre Terra come dire “ eccomi sono riapparsa”. L’opera è come fosse un’apparizione della stessa Isabella, che ci osserva come se volesse ancora parlare e declamare, attraverso la poesia, tutto il suo dolore esistenziale e invoca rivalsa. Guadagnuolo con il suo monumento funebre è come se volesse offrire alla poetessa, una tomba che non ha mai avuto per una corretta e degna sepoltura, infatti ricordiamo che il corpo di questa giovane donna non fu mai ritrovato.

Dinanzi all’opera e allo splendido paesaggio che è possibile ammirare da Rocca Massima, si sono radunati semplici cittadini, tutte le associazioni locali e il gruppo scout CNGEI di Velletri-Giulianello, il sindaco Angelo Tomei e le rappresentanze istituzionali di Cori, Aprilia, Albano e Velletri nonché le forze dell’ordine dei vigili urbani e all’ Associazione Nazionale Carabinieri, sez. Brig. Ezio Lucarelli MOMC per manifestare contro la violenza sulle donne.

Si è vissuto un momento di aggregazione molto sentito e partecipato nonostante le diversità di opinioni politiche e gruppi rappresentati. Toccando il cuore della questione tutti hanno indicato l’esigenza di cambiare un retaggio culturale che ci si continua a trascinare dietro. Il sindaco di Rocca Massima ha spalancato le porte all’ass.ne Chi Dice Donna, promotrice dell’evento, intuendone fin da subito l’immenso valore delle attività che offre e propone. Angelo Tomei ha aperto e chiuso l’evento ritenendosi pienamente soddisfatto della risposta della cittadinanza al fenomeno della violenza contro le donne. Meritano essere citati tutti coloro che son intervenuti per la ricchezza dei loro contributi ma anche per essersi fatti conoscere dal pubblico non solo per il ruolo che rivestono ma anche per le persone che sono, mostrando un lato di loro che lascia intendere con quanto coraggio e determinazione affrontino o hanno affrontato le problematiche che la vita pone dinanzi a tutti.

L’intervento di Cinzia Bagaglini, presidentessa dell’Ass.ne Chi Dice Donna ha voluto mettere in risalto quanto l’associazione possa offrire alle donne, divenendo un punto di incontro e confronto ma anche un braccio teso verso ognuna di loro. Cinzia è stata descritta dalla presentatrice Maria Grazia Tetti come “un punto fermo dell’associazione, si deve al suo grande spirito aggregativo l’esistenza stessa di essa, è una RICCHEZZA aggiunta non solo per Giulianello ma anche per i paesi limitrofi.”

L’intervento tecnico di Deborah Foschi, assistente sociale ed operatrice del centro antiviolenza Donne al Centro di Aprilia ci ha fatto toccare con mano l’operato di chi sta sul campo a stretto contatto con la realtà delle donne maltrattate. L’operatrice antiviolenza vive coltivando il sogno che una donna possa tornare ad essere serena, appagata e fiduciosa nel prossimo ed è una missione che porta avanti con impegno e devozione e soprattutto ha lanciato forte e chiaro il  messaggio che uscire dalla violenza si può ed ha fornito utilissimo materiale informativo.

A commuovere tutti per l’intensità dell’emozione percepita e per la lettura della splendida poesia di Nana Akosua Hanson “Lasciami godere di me stessa” è stata la giovanissima Marta Tomei dell’Ass.ne Il Granello di Senape che si  occupa di diversi progetti nei villaggi africani a stretto contatto con gli abitanti stessi e con il progetto “Strada della Speranza” combatte la tratta della prostituzione nigeriana.

A colpire ancora l’intervento di un altro giovanissimo, Gianmarco Gasperini, Presidente del Consiglio Comunale Giovani di Albano, impegnato nel sociale con l’Ass.ne Gens Albana.  Il presidente ha portato con se anche una piccola rappresentanza dei giovani del consiglio e l’incontro con la realtà di Albano ha arricchito ulteriormente il valore di questa giornata.

A seguire l’intervento della dottoressa Emilia Ciorra, esperta di pianificazione e progettazione di reti e servizi e responsabile di FareReteOnlus di Aprilia. Profondamente ispirata da una seria cultura del rispetto ha portato e suggerito la lettura e l’approfondimento del testo di Clarissa Pincola Estes “Donne che corrono con i lupi” illustrando il concetto del femminino e la tutela di esso.

Lo psicologo Yuri D’Arcangelis ha concretamente mostrato la strada per una seria cultura del rispetto e un’emancipazione sana e profonda della donna. Quella di Yuri D’Arcangelis è stata una testimonianza anche di vita vissuta poichè avendo  conosciuto il coraggio che può emergere dalla disperazione, ha scoperto la bellezza della solidarietà umana, ha riconosciuto il potere naturale dell’empatia e la forza indistruttibile, rassicurante e vivificante delle madri. Ha compreso che il dolore annulla le differenze e che è necessario imparare a rapportarsi con gli altri con curiosità ma senza giudizio, con delicatezza, gentilezza e comprensione.

Sabrina Pistilli, delegata alle pari opportunità del comune di Cori, ha raccontato della sua esperienza a stretto contatto con le donne nel momento più delicato e allo stesso tempo potente che è il parto. Infatti è un ostetrica con una lunga esperienza alle spalle. Come istituzione ha consegnato nelle mani del sindaco di Rocca Massima ma anche dei presenti la Carta dei Diritti della Bambina, firmata da lei stessa per delega del sindaco di Cori. La Carta è già stata firmata dagli altri comuni quali Norma e Sermoneta. Ci auguriamo che verrà prontamente firmata anche dal comune di Rocca Massima. La delegata ha accennato, proprio perché se ne sta occupando, al tema delle mutilazioni genitali e a quello altrettanto drammatico delle violenze sessuali e delle spose bambine. Una testimonianza forte e che ha obbligato a riflettere su temi che l’opinione pubblica tende a non voler affrontare.

Cinzia Vaccarini, rappresentante del Comitato Donne Operate al Seno si avvicina agli organizzatori per chiedere timidamente di poter intervenire prima del previsto poiché non si riesce più a controllare suo figlio, affetto da una grave forma di autismo. L’umanità di questa piccola donna subito affiora. Cinzia infatti ci racconta di come ha saputo trasformare la difficoltà in positività, arricchimento, potenziamento delle proprie risorse e capacità che neppure poteva immaginare di avere. Dice che ha la forza e l’orgoglio di dedicarsi e donarsi agli altri perché è convinta che la solidarietà ha il  forte potere di spezzare le catene dell’omertà, dell’egoismo e del formalismo. E’ convinta che l’amore vero è quello che avvicina e rompe i muri trasformando la diversità in una ricchezza per tutti.

Intervengono anche Sara Solinas, presidentessa commissioni pari opportunità del comune di Velletri assieme alla collega consigliera comunale dello stesso comune, Vega Giorgi                                         per offrire anche loro un gancio a chi si trova in difficoltà, un incoraggiamento ad avvicinarsi ai centri dove la donna può essere ascoltata e seguita.

Il Presidente di Acliterra Latina, Agostino Mastrogiacomo cattura l’attenzione ricordando le storie di tre compagne di scuola che hanno toccato la sensibilità dei presenti poiché lo stesso sottolinea che tante violenze e morti sono il risultato anche del nostro silenzio, del nostro lasciar correre, del nostro non impicciarci, di questa cultura del farsi gli affari propri che non va bene. Illustra anche il progetto No violenza 2.0-Mettiamoci in gioco per combattere la violenza di genere (www.noviolenzaduepuntozero.eu)











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