Latina

Lievito, gran finale tra natura e arte

Domenica 5 maggio tutti pronti per Suoni in Semprevisa. Partenza alle 8:30 da Palazzo M.
Nel pomeriggio al Mug, finissage delle mostre di Alessandra Chicarella e Marcello Trabucco

Gli eventi di Lievito Plus chiudono l’ottava edizione della rassegna. La giornata è quella del 5 maggio, con la coda finale che prevede la classica escursione di “Suoni in Semprevisa”, a cura di Sempre Verde Pro Natura e Renato Chiocca. La partenza è fissata, salvo maltempo (in tal caso l’evento sarà rinviato), alle 8:30 da Palazzo M. Tutte le informazioni sono disponibili su Facebook ed attraverso i canali dell’associazione. Il concerto in vetta sarà tenuto dall’Accademia Luogo Arte&Friends.

Nel pomeriggio alle 18:30l’appuntamento è invece con l’arte contemporanea, con il finissage delle due mostre di Alessandra Chicarella, “Painting Goldrake”, e Marcello Trabucco, “Granelli di Sabbia”, che dal 25 aprile per tutta la durata della rassegna hanno tenuto esposte le loro opere presso lo spazio eventi del MUG(Museo Giannini) di Via Oberdan, che ha ospitato anche alcuni degli appuntamenti di Lievito 2019.

Ieri, intanto, nell’ultimo giorno del festival, Lievito ha già salutato il suo pubblico nel foyer del teatro D’Annunzio, con ospite speciale l’attore e regista Kim Rossi Stuartin veste di scrittore con “Le Guarigioni”. L’evento di presentazione del libro è stato molto apprezzato dal pubblico, che ha poi avuto la possibilità di incontrare e fare due chiacchiere con l’autore. A seguire c’è stata l’assegnazione del Premio Lievito al professor Francesco Cardarelli, giovane ricercatore pontino, docente di Fisica applicata alla Scuola normale superiore di Pisa ed attualmente alla guida di un prestigioso team di ricerca sull’analisi molecolare. Per finire, la commemorazione di Annibale Folchi, giornalista e ricercatore recentemente scomparso e personaggio importantissimo per la città di Latina e l’agro pontino, per i suoi contributi storici. L’organizzazione di Lievito ha ricordato la sua persona attraverso le parole dello scrittore Dario Petti e consegnato una targa alla figlia Elena.

Poi la chiusura della rassegna, con il bilancio tracciato dal presidente di Rinascita Civile, Felice Costanti. “Il ringraziamento – ha detto – va al nostro pubblico, a tutti i nostri partner, alle scuole, allo staff e i volontari. Un grazie particolare ai nostri sponsor, che hanno voluto sostenerci.Rinascita Civile è un’associazione di promozione sociale senza fini di lucroe se anche quest’anno siamo riusciti ad organizzare oltre quaranta eventi in una settimana, di cui solo due con ingresso a pagamento, è grazie ancora una volta a quanti ci hanno sostenuto e che hanno costruito insieme a noi il successo di questo appuntamento. Siamo sempre più convinti dell’importanza di fare retee di mettere a fattor comune le esperienze e le capacità di tutti, compreso il vasto mondo del terzo settore”. 

A margine dei ringraziamenti, anche una nota sulle polemichesollevate da alcuni esponenti politici nei giorni scorsi: “Quest’anno il centro della rassegna è stato  il Palazzo della Cultura. Non una novità assoluta per Lievito – ha spiegato Costanti – che nel 2012 alla sua prima edizione era stata autorizzata dall’amministrazione comunale all’uso gratuito delle sale teatrali, come anche nel 2016 in epoca commissariale. Solo nelle edizioni del 2017 e del 2018 questa consuetudine è stata interrotta, nelle more di una regolamentazione chiara dell’utilizzo degli spazi pubblici. Le polemiche di questi giorni appaiono pertanto pretestuose: le regole valgono per tuttie non si comprende per quale motivo Rinascita Civile avrebbe dovuto essere trattata diversamente. Ci auguriamoanzi, proprio nello spirito che ha sempre mosso Lievito, che ci siano altri eventi ed altri soggetti che diano impulso e facciano vivere i luoghi della cultura della nostra città,moltiplicando l’offertae garantendo una fruizione accessibile a tutta la cittadinanza, sempre nel rispetto delle regole”. “Allo stesso modo – ha concluso il presidente di Rinascita Civile – la polemica sull’assenza del concerto del 1° maggio in piazza per evitare la concorrenza di Lievito, appare più un tentativo di gettare fango e sospetti su una manifestazione che non prevedeva intrattenimento per la stessa giornata, ma solo momenti culturali”.

SCHEDA EVENTI 5 MAGGIO

SUONI IN SEMPREVISA

Escursione-concerto con Luogo Arte&Friends

a cura di Sempre Verde Pro Natura e Renato Chiocca

I migliori allievi del Luogo Arte, i musicisti dell’Accademia e i loro Amici. Con F. Di Tomasso (violino), P. Eramo (flauto), V. Pellecchia (chitarra), M. Seminara (testi e coordinazione), E. Rossi (voce), con la partecipazione straordinaria di C. Leahy (organetto cromatico irlandese).

> Info: sempreverde.pronatura@gmail.comhttps://sempreverdelatina.weebly.com/

> In caso di maltempo l’evento sarà rinviato

Programma

8:30 Palazzo M – Corso della Repubblica Latina

8:45 Partenza in auto verso Bassiano (LT)

9:45 Inizio trekking facile dalla sbarra (quota 680m) al Rifugio

11:30 Arrivo al Rifugio Sant’Angelo Liberamonte (quota 1055m)

12:00 CONCERTO di Luogo Arte Accademia Musicale & FRIENDS

13:00 Pranzo (anche vegetariano) con contributo libero

14:30 Discesa 

Suoni in Semprevisa – Il percorso previsto, con punto di raccolta alla “sbarra”, fino al sito previsto per il concerto e il barbecue presso il rifugio Sant’Angelo, sarà tutto nel comprensorio del Comune di Bassiano del quale la manifestazione si fregia del Patrocinio.

Un trekking leggero, un concerto in quota e un pranzo condiviso, saranno questi ancora una volta gli ingredienti di una giornata da passare insieme nel nostro territorio. Un semplice programma per tutta la famiglia, così come testimoniato dagli oltre 300 partecipanti delle passate edizioni.

La manifestazione si svolgerà come evento cardine e conclusivo della rassegna Lievito organizzata dall’associazione Rinascita Civile e sarà patrocinato sia dal comune che dal Coordinamento Lazio Pro Natura. La manifestazione sarà compartecipata anche da altre associazioni pontine con le quali siamo in costante collaborazione e si configurerà come evento regionale annuale della Federazione Nazionale Pro Natura. 

Sempre Verde Pro Natura – Associazione di volontariato che offre il suo contributo per la tutela dell’ambiente naturale, la conoscenza e la valorizzazione del nostro territorio. Escursioni, piantumazioni, corsi di formazione, monitoraggio ambientale e manifestazioni culturali nella natura sono tra le nostre attività principali e si svolgono principalmente nel basso Lazio. L’obiettivo è avvicinare i cittadini alla natura per sensibilizzarli alle tematiche ambientali favorendone l’aggregazione. Siamo forti della convinzione che conoscere, amare e difendere tale contesto porti a rispettarlo e a viverlo al meglio con effetti benefici sulla vita di tutti i giorni.

Luogo Arte Accademia Musicaleè nata per far crescere i propri talenti musicali. Le attività del Luogo Arte si esprimono nella pedagogia (accademia e scuola musicale) e nella diffusione culturale (eventi, stagioni concertistiche, collaborazioni con le istituzioni pubbliche e private). L’idea portante del Luogo Arte è che la vita è un’opportunità e l’arte è il continuo rinnovo di questa consapevolezza, nella gioia di allenare i propri talenti e di godere della bellezza della straordinaria capacità comunicativa della musica, che è propria dell’essere umano.

ARTE CONTEMPORANEA

ORE 18:30 MUG (Museo Giannini, Via Oberdan)

Finissage Mostre

PAINTING GOLDRAKE – Alessandra Chicarella

GRANELLI DI SABBIA – Marcello Trabucco

Alessandra Chicarella – Painting Goldrake” – Pittura

testo critico di Elena Damiani

“Raccontami una storia. Non deve essere bella. Deve essere vera”. La storia è quella di una bambina della fine degli anni ‘70, che aspettava con ansia l’ora della merenda pomeridiana per guardare alla televisione una nuova puntata di Atlas Ufo Robot gustando spensierata un panino con la Nutella. Incantata come molti suoi coetanei davanti allo schermo, abbagliata dai colori e dalla fantasia del disegnatore giapponese Gô Nagai, quella bambina non sapeva di partecipare a una seppur non dichiarata rivoluzione culturale, che avrebbe cambiato radicalmente il modo di concepire il genere e l’estetica del racconto animato per ragazzi. Come ben spiegato da Francesco Giacomantonio in un volume pubblicato in occasione dei 40 anni del cartone (Shooting star! Sociologia mediatica e filosofia politica di Atlas UFO Robot, Fondazione Mario Luzi editore, Roma 2015), la saga scatenò un importante dibattito sociale, soprattutto in Italia – qui trasmessa per la prima volta nel 1978 – dove provocò lo scontro tra genitori preoccupati per l’educazione dei propri figli, con la cosiddetta “crociata di Imola”, e intellettuali di altissimo livello pronti a difenderne i riferimenti epici, come quello, secondo Gianni Rodari, dell’Ercole moderno. Lo stesso Giacomantonio parte dal contesto storico della fine della guerra Fredda e dei grandi movimenti pacifisti di quegli anni per svelare la molteplicità dei piani di lettura della serie giapponese. Si pensi al livello interpretativo di tipo politico, con la messa a confronto tra Vega, come modello imperialista/totalitarista, e la Terra, in quanto emblema di una società cosmopolita, fondata sul concetto di libertà e accoglienza; oppure si consideri gli aspetti filosofici, in particolare nella figura di Actarus, alias Duke Fleed, re-filosofo di matrice platonica e Ulisse contemporaneo, straniero in terra straniera che restituisce la generosità dei terrestri ospitali difendendo con coraggio il loro pianeta. Tutti questi spunti, e in particolare la riflessione sui concetti universali di bene, di male, e sulle “sfumature di grigio” che si celano in questo dualismo assoluto, rivelatrici dell’umanità di esseri provenienti da mondi alieni, sono l’eredità morale permasta nella memoria di Alessandra Chicarella, quella bambina oggi donna che meditando in termini figurativi sulla sua infanzia, non ritrova in Goldrake solo il ricordo di una felicità innocente, ma anche un’allegoria della bontà e della giustizia sociale come valori idealizzati. Ogni tela suggerisce in modo più o meno esplicito il volto del celebre robot gentile, nei suoi tratti dominanti di blu e rosso, immerso in composizioni rivolte all’essenzialità attraverso l’uso di colori puri e accesi, vivi e liberi di muoversi nello spazio bianco, dinamici e veloci come i personaggi della serie in fuga continua verso le proprie navicelle spaziali. Nella produzione più recente la forma arriva a identificarsi perfettamente col suo contenuto e i protagonisti degli episodi che danno il nome alle opere vengono tratteggiati nei loro caratteri strutturati attraverso segni leggeri e decisi, fino alla sintesi totale, dove la semplicità delle pennellate e delle colature riduce in termini quasi ermetici la sostanza del messaggio, permettendo all’artista di cogliere in modo definitivo tutta la semplicità e la purezza di una storia bella e soprattutto vera.

Marcello Trabucco “Granelli di sabbia” – Installazioni e pittura

testo critico di Marcella Cossu

In realtà, quest’universo di geometrie edulcorate e forme ludiche dai colori squillanti richiama sensibilmente l’esperienza di un’avanguardia dell’astrattismo italiano fra le guerre, dalle composizioni polimateriche di Prampolini ad alcuni calembour di Depero, ma soprattutto l’esprit metafisico del razionalismo magico di Soldati, Reggiani e Licini, fautori in primis di una visione del mondo insieme lirica e geometrico-distratta, come appunto è oggi quella offerta dal colto e fantasioso vedutista-visionario che si dimostra essere Marcello Trabucco. Questo scrivevo nel novembre 2014, e non me ne voglia nessuno per l’autocitazione, tratta dalle righe di coda dello scritto di presentazione di una mostra di Marcello Trabucco presso la raccolta Manzù di Ardea, mostra curata così come molte altre dal Fabio D’Achille caposaldo con MAD della “scuola pontina” di cui Trabucco è a sua volta esponente di quella “generazione di mezzo” cresciuta a contatto con Claudio Cintoli e Sergio Ban. In quell’occasione mi era sembrato opportuno porre l’accento sulla “doppia anima” di Trabucco, caratterizzata negli anni dall’alternanza di una facies neocostruttivista, ludica e colorata, con una più filologica e scrupolosa di lirico ricostruttore del paesaggio pontino reso in una serie d’incisioni dal sapore antico; l’intervento odierno invece propende senz’altro per quel genere di “geometria distratta” così congeniale alle esuberanze neoavanguardistiche di questo singolare artista – architetto. Tre nuove strutture totemiche – e in questo come non ravvisare, se pur solo in parte, il riflesso delle più calibrate sculture-colonna educatamente policrome del rimpianto Sergio Ban, nella felice volontà di campire lo spazio con voluAlemi-colore – si aggiungono ad arricchire l’universo fantastico di Trabucco, che sembra costantemente tratto da scenografie e fondali per rappresentazioni teatrali, in cui su mari cobalto beccheggiano piccole navi, e soli dorati riscaldano alberi dalle verdi fronde ad una ad una ritagliate, e, talvolta, fiori geometrici esplodono d’inattese e squillanti esuberanze cromatiche.Ricorda, il colore steso uniforme à plat, il clima di certe composizioni del tardo de Chirico, quando il sole non è più che un merletto, un origami traslato dal cielo al pavimento, e l’ombra si fa, sgomitolata per terra, denso arabesco scuro e concluso ad esso congiunto come cordone ombelicale. Lacerti di frecce convergenti nel cuore di un tiro a segno, palizzate, frammenti di paesaggio elementare infantile e primordiale rassicurano ed inquietano al tempo stesso: una geometria meno geometrica e meno distratta, forse, che per il passato, nel farsi corpo e sintassi di un discorso nuovo.

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