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Latina – A Lievito è protagonista la solidarietà

LaNotiziaPontina.it

In mattinata c’è Ragli, sesta edizione della festa in favore della fattoria sociale di Nettuno.
Proiezione serale all’Oxer di “Latina, la città della bellezza”, dalla serie “Le Città Invisibili”. Nel pomeriggio giochi, letteratura e musica al Palazzo della Cultura

Sarà all’insegna della solidarietà la quarta giornata di Lievito. Due ed entrambe coinvolgenti le iniziative in questo senso: in mattinata, a partire dalle 10 c’è la festa in musica alla fattoria sociale Asino chi legge di Nettuno. Lievito sostiene questa manifestazione, giunta alla sesta edizione, e “si trasferisce” idealmente in fattoria per questa giornata all’insegna della musica fino al tramonto e di attività ludiche per famiglie, con la possibilità di fare un pic nic (info costi e prenotazioni: 329.0955623). L’altro evento è in serata e riguarda laproiezione di “Latina la città della bellezza”, quarto episodio della serie “Le Città Invisibili”, che racconta i modelli virtuosi del sistema di accoglienza italiano. Documentario con regia di Massimo Ferrari e Gaia Capurso, è stato realizzato con la collaborazione di un team tutto pontino (fotografia Enrico De Divitiis; musiche Francesco Ruggero e voce narrante Giada Prandi). Saranno presenti gli autori e i protagonisti. La proiezione si terrà alle 21 al cinema Oxer (biglietto ingresso cinema). A cura di Renato Chiocca, con la collaborazione di Primo Contatto.

Il pomeriggio di Lievito si svolge tutto all’interno del Palazzo della Cultura.

Si comincia alle 16 con Lievito Bimbi, che avrà un ospite d’eccezione: Massimiliano Maiucchi. Clown, ludotecario, giocoliere, cantastorie, attore di teatro e di televisione, nel suo spettacolo la filastrocca viene mimata, cantata e drammatizzata con diversi supporti. L’appuntamento con “Un naso tutto rosso”è nel foyer del teatro D’Annunzio ed è rivolto a bambini dai 3 agli 8 anni. Evento gratuito, a cura di Floriana Coletta e Nicoletta Nicoletti, con la collaborazione di Libreria A Testa in Giù.

Si prosegue, alle 17:30 nella Sala Multimediale, con l’incontro dedicato a Latina Città Aperta, esperimento letterario online che ogni venerdì propone articoli sul blog latinacittaaperta.info che hanno attraversato, in circa un anno dalla nascita, diversi generi tra cui il fumetto, la poesia, la satira e il racconto. Alle 19 invece l’appuntamento è, nell’area del foyer del D’Annunzio, con la musica. In “Suite Harmony”saranno protagonisti i classici del pop in una inusuale versione composta da voce, pianoforte e violino. Silvio Scena e Cinzia Montana propongono un repertorio che parte dagli anni ’80 per arrivare ai successi più recenti, senza negarsi qualche visita al jazz. Per l’occasione al violino ci sarà un’amica del duo e di Lievito, Valentina Del Re.

Intanto prosegue la prevendita dei biglietti per lo spettacolo di Marco Paolini, Tecno Filò – Technology and Me, previsto il 30 aprile alle 21 nell’auditorium del liceo classico Dante Alighieri. Orari: tutti i giorni dalle 16:30 alle 10:30; il 30 aprile anche di mattina dalle 10:30 alle 12:30. Infopoint Palazzo della Cultura, Via Umberto I – Latina.

Nello Spazio Eventi del MUG (Museo Giannini, Via Oberdan – Latina) sonoinvecevisitabili le mostre di arte contemporaneadi Alessandra Chicarella, “Painting Goldrake”, e di Marcello Trabucco, “Granelli di sabbia”. Le opere resterannoesposte fino al 5 maggiocon i seguenti orari: tutti i giorni dalle 17 alle 20; sabato e domenica (27 e 28 aprile, 4 e 5 maggio) anche di mattina dalle 10 alle 13. Ingresso libero.

ARTE CONTEMPORANEA

Spazio Eventi MUG (Museo Gianni) fino al 5 maggio,Via Oberdan – Latina

> Ingresso libero

> Tutti i giorni dalle 17 alle 20

> Sabato e domenica (27 aprile, 4 e 5 maggio) anche di mattina dalle 10 alle 13

PAINTING GOLDRAKE – Alessandra Chicarella

GRANELLI DI SABBIA – Marcello Trabucco

Alessandra Chicarella – Painting Goldrake” – Pittura

testo critico di Elena Damiani

“Raccontami una storia. Non deve essere bella. Deve essere vera”. La storia è quella di una bambina della fine degli anni ‘70, che aspettava con ansia l’ora della merenda pomeridiana per guardare alla televisione una nuova puntata di Atlas Ufo Robot gustando spensierata un panino con la Nutella. Incantata come molti suoi coetanei davanti allo schermo, abbagliata dai colori e dalla fantasia del disegnatore giapponese Gô Nagai, quella bambina non sapeva di partecipare a una seppur non dichiarata rivoluzione culturale, che avrebbe cambiato radicalmente il modo di concepire il genere e l’estetica del racconto animato per ragazzi. Come ben spiegato da Francesco Giacomantonio in un volume pubblicato in occasione dei 40 anni del cartone (Shooting star! Sociologia mediatica e filosofia politica di Atlas UFO Robot, Fondazione Mario Luzi editore, Roma 2015), la saga scatenò un importante dibattito sociale, soprattutto in Italia – qui trasmessa per la prima volta nel 1978 – dove provocò lo scontro tra genitori preoccupati per l’educazione dei propri figli, con la cosiddetta “crociata di Imola”, e intellettuali di altissimo livello pronti a difenderne i riferimenti epici, come quello, secondo Gianni Rodari, dell’Ercole moderno. Lo stesso Giacomantonio parte dal contesto storico della fine della guerra Fredda e dei grandi movimenti pacifisti di quegli anni per svelare la molteplicità dei piani di lettura della serie giapponese. Si pensi al livello interpretativo di tipo politico, con la messa a confronto tra Vega, come modello imperialista/totalitarista, e la Terra, in quanto emblema di una società cosmopolita, fondata sul concetto di libertà e accoglienza; oppure si consideri gli aspetti filosofici, in particolare nella figura di Actarus, alias Duke Fleed, re-filosofo di matrice platonica e Ulisse contemporaneo, straniero in terra straniera che restituisce la generosità dei terrestri ospitali difendendo con coraggio il loro pianeta. Tutti questi spunti, e in particolare la riflessione sui concetti universali di bene, di male, e sulle “sfumature di grigio” che si celano in questo dualismo assoluto, rivelatrici dell’umanità di esseri provenienti da mondi alieni, sono l’eredità morale permasta nella memoria di Alessandra Chicarella, quella bambina oggi donna che meditando in termini figurativi sulla sua infanzia, non ritrova in Goldrake solo il ricordo di una felicità innocente, ma anche un’allegoria della bontà e della giustizia sociale come valori idealizzati. Ogni tela suggerisce in modo più o meno esplicito il volto del celebre robot gentile, nei suoi tratti dominanti di blu e rosso, immerso in composizioni rivolte all’essenzialità attraverso l’uso di colori puri e accesi, vivi e liberi di muoversi nello spazio bianco, dinamici e veloci come i personaggi della serie in fuga continua verso le proprie navicelle spaziali. Nella produzione più recente la forma arriva a identificarsi perfettamente col suo contenuto e i protagonisti degli episodi che danno il nome alle opere vengono tratteggiati nei loro caratteri strutturati attraverso segni leggeri e decisi, fino alla sintesi totale, dove la semplicità delle pennellate e delle colature riduce in termini quasi ermetici la sostanza del messaggio, permettendo all’artista di cogliere in modo definitivo tutta la semplicità e la purezza di una storia bella e soprattutto vera.

Marcello Trabucco “Granelli di sabbia”- Installazioni e pittura

testo critico di Marcella CossuIn realtà, quest’universo di geometrie edulcorate e forme ludiche dai colori squillanti richiama sensibilmente l’esperienza di un’avanguardia dell’astrattismo italiano fra le guerre, dalle composizioni polimateriche di Prampolini ad alcuni calembour di Depero, ma soprattutto l’esprit metafisico del razionalismo magico di Soldati, Reggiani e Licini, fautori in primis di una visione del mondo insieme lirica e geometrico-distratta, come appunto è oggi quella offerta dal colto e fantasioso vedutista-visionario che si dimostra essere Marcello Trabucco. Questo scrivevo nel novembre 2014, e non me ne voglia nessuno per l’autocitazione, tratta dalle righe di coda dello scritto di presentazione di una mostra di Marcello Trabucco presso la raccolta Manzù di Ardea, mostra curata così come molte altre dal Fabio D’Achille caposaldo con MAD della “scuola pontina” di cui Trabucco è a sua volta esponente di quella “generazione di mezzo” cresciuta a contatto con Claudio Cintoli e Sergio Ban. In quell’occasione mi era sembrato opportuno porre l’accento sulla “doppia anima” di Trabucco, caratterizzata negli anni dall’alternanza di una facies neocostruttivista, ludica e colorata, con una più filologica e scrupolosa di lirico ricostruttore del paesaggio pontino reso in una serie d’incisioni dal sapore antico; l’intervento odierno invece propende senz’altro per quel genere di “geometria distratta” così congeniale alle esuberanze neoavanguardistiche di questo singolare artista – architetto. Tre nuove strutture totemiche – e in questo come non ravvisare, se pur solo in parte, il riflesso delle più calibrate sculture-colonna educatamente policrome del rimpianto Sergio Ban, nella felice volontà di campire lo spazio con voluAlemi-colore – si aggiungono ad arricchire l’universo fantastico di Trabucco, che sembra costantemente tratto da scenografie e fondali per rappresentazioni teatrali, in cui su mari cobalto beccheggiano piccole navi, e soli dorati riscaldano alberi dalle verdi fronde ad una ad una ritagliate, e, talvolta, fiori geometrici esplodono d’inattese e squillanti esuberanze cromatiche.Ricorda, il colore steso uniforme à plat, il clima di certe composizioni del tardo de Chirico, quando il sole non è più che un merletto, un origami traslato dal cielo al pavimento, e l’ombra si fa, sgomitolata per terra, denso arabesco scuro e concluso ad esso congiunto come cordone ombelicale. Lacerti di frecce convergenti nel cuore di un tiro a segno, palizzate, frammenti di paesaggio elementare infantile e primordiale rassicurano ed inquietano al tempo stesso: una geometria meno geometrica e meno distratta, forse, che per il passato, nel farsi corpo e sintassi di un discorso nuovo.

SCHEDE EVENTI 28 APRILE

ORE 10 

RAGLI – VI Edizione

A cura di Renato Chiocca

Festa in musica a favore della Fattoria Sociale Asino Chi Legge, Via Grottaferrata – Nettuno

Una giornata per ricordarci che un altro futuro è possibile, quello nel quale ognuno è risorsa e coscienza del proprio cambiamento, nel quale l’arte ci richiama a riflettere su chi siamo e su cosa significhi far parte di una comunità aperta e accessibile.

Laboratori, installazioni artistiche, pranzo e musica dal vivo fino al tramonto con Lucio Leon, DOS Duo Onirico Sonoro, Verrospia, Camillo De Felice, Marco Russo, Daniel, Mauro Miletta, Les Belville Quartet, Hard Road, Dj Mr Guglia.

Dalla mattina si alterneranno attività creative e percorsi artistici adatti a bambini e famiglie.
Sarà possibile prenotarsi per il pranzo sociale oppure organizzarsi da casa per godersi un picnic tra gli orti.

> Contributo ingresso da 10€
> Contributo ingresso + pranzo 15€
> Ingresso gratuito per bambini fino a 10 anni 

Info e prenotazioni: +39 329 0955 623

https://www.evensi.it/ragli-edizione-fattoria-sociale-asino-legge/303308336

Lievito bimbi – ORE 16 Foyer teatro D’Annunzio

UN NASO TUTTO ROSSO Rime, birilli e……Fantasticherie!!!

Di e con Massimiliano Maiucchi, libro Edito Nuove Ed. Romane

Età consigliata 3-8 anni. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti; a cura di Floriana Coletta e Nicoletta Nicoletti; evento co-organizzato con Libreria a testa in giù.

“Un naso tutto rosso”è uno spettacolo di arte varia che da oltre 20 anni l’autore Massimiliano Maiucchi, propone nelle scuole, nelle biblioteche, nei festival letterari e nelle piazze di Roma e d’Italia. 

Massimiliano Maiucchida oltre 25 anni lavora con i bambini, è un clown, un ludotecario, un giocoliere, un cantastorie, uno scrittore di filastrocche e di canzoni, un attore di teatro e di televisione. In questi anni ha sviluppato un linguaggio comico, fantasioso e ludico e lo ha applicato ai suoi giochi, alle sue clownerie e ai suoi racconti. L’uso della rima lo ha portato a scrivere centinaia di filastrocche, molte delle quali pubblicate nei suoi libri. Nel suo spettacolo la filastrocca viene mimata, cantata e drammatizzata con il supporto di libroni pop-up, guanti animati, oggetti e pupazzi,realizzati da Silvia Micali e Diana Doveri. Tra le filastrocche vengono poi inseriti momenti di giocoleria e di magia comica, di clownerie e di giochi tradizionali nei quali i bambini vengono resi partecipi attivamente ed emotivamente. 

ORE 17:30 Sala multimediale Palazzo della Cultura

LATINA CITTÀ APERTA

Incontro con la redazione della rivista online. Evento a cura di Giulio Capirci

Il 27 aprile del 2018 nasce Latina Città Aperta, blog ideato come una rivista che puntualmente da un anno, ogni venerdì, esce on line con nuovi articoli sul sito www.latinacittaaperta.info.

“Una voce fuori dal coro” recita il motto posto sotto l’immagine di copertina dove è riprodotta una tela di Hieronymus Bosch che ritrae un coro sgangherato per trasmettere una impressione di potente cacofonia che, nelle intenzioni della Redazione, vuole descrivere una condizione non dissimile da quella prodotta in rete e dai social, con una mole infinita e spesso dissonante di parole e immagini che si susseguono senza fine. Una bulimia compulsiva che rischia di annullare tutto.

Il coro di Bosch è divenuto da subito il simbolo di questa temeraria impresa: incrementare con un’altra voce l’universo già super affollato del web, senza la pretesa di essere intonati a qualcosa e tanto meno di riprodurre un prodotto giornalistico, ma di tentare una strada personale, poco battuta, ospitando chi vorrà regalare il proprio contributo di pensieri, cultura, sensibilità, fantasia, ironia e riflessione sul mondo che ci circonda.

Durante questo anno di crescita il blog/rivista ha individuato nuove modalità di aprirsi agli argomenti più disparati e ai generi diversi, sempre coniugando immagini e parole, ha proposto il disegno, il fumetto, la poesia, la satira e il racconto, e ancora vuole continuare a battere altre possibilità di raccontare, trasmettere e regalare impressioni che sono ancora tutte da esplorare. 24 autori, 600 articoli pubblicati, circa 15.000 utenti e 60.000 visualizzazioni di pagina sintetizzano in aridi numeri questo primo anno di vita.

Ore 19 Foyer del Teatro D’Annunzio

SUITE HARMONY

con Cinzia Montana| voce

Silvio Scena| pianoforte

Valentina Del Re| violino (special guest)

Evento a cura di Silvio Scena.

I classici del pop in un’inusuale versione “cameratistica”: Voce, Pianoforte, e Violino. Silvio Scena e Cinzia Montanta propongono un repertorio che parte dai tanto amati (e a volte, tanto odiati!) anni ’80 per arrivare ai successi più recenti del pop, senza negarsi qualche visita al jazz. Per l’occasione al violino ci sarà un’amica del Duo e di Lievito, l’estrosa Valentina Del Re.

Valentina Del Re inizia a suonare il Violino all’età di 5 anni alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio con C. Caldera e poi si specializza con S. Budeer; partecipa a Masterclass di alto perfezionamento con D. Alogna, V. Bolognese, S.Tchakerian e M. Serino; studia Violino jazz con M. Sirignano e Violino barocco con L.Colitto. Consegue la laurea con lode in Filosofia presso l’Università di RomaTre e la laurea con lode e menzione d’onore in Violino presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone. Collabora con numerose orchestre tra cui Roma Sinfonietta, RomaTre Orchestra, Orchestra Notturna Clandestina, Orchestra Filarmonica di Benevento; collabora con direttori e Solisti tra cui E. Morricone, C. Garben, L. Piovano, G. Sollima. Collabora con formazioni pop, jazz, manouche e di tango. 

Ore 21 Cinema Oxer, Viale Nervi

LE CITTÀ INVISIBILI – Latina, la città della bellezza

Documentario di Massimo Ferrari e Gaia Capurso

Proiezione alla presenza degli autori e dei testimoni. Si parla del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati a Latina. Saranno presenti autori e protagonisti delle esperienze raccontate nel filmato. “Latina, la città della bellezza” è il quarto della serie “Le Città Invisibili” composta da 7 documentari che raccontano altrettanti luoghi italiani che sono diventati un modello di accoglienza e di integrazione. Il team di lavoro ha visto il coinvolgimento di diverse professionalità pontine: Ferrari e Capurso sono i registi; direzione della fotografia affidata a Enrico De Divitiis; voce narrante, non solo dell’episodio su Latina ma di tutta la serie, dell’attrice Giada Prandi; musiche di Francesco Ruggero. 

L’evento è a cura di Renato Chiocca in collaborazione con Primo Contatto. 

> Biglietto ingresso cinema

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