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Latina – A Lievito la grande musica: arrivano i Big Soul Mama

LaNotiziaPontina.it

In mattinata il laboratorio di Tendance. Ampio spazio alla letteratura per tutto il giorno.
Concerto 27 aprile nell’auditorium del liceo classico, prevendita al Palazzo della Cultura

Arriva la prima delle serate di punta di Lievito 2019: nell’auditorium del liceo classico arrivano i Big Soul Mama, una delle realtà migliori nel panorama italiano per la diffusione della cultura musicale gospel e soul. Con la formazione musicale che vide agli albori della sua carriera Tiziano Ferro, l’appuntamento è alle 21. Prevendita dei biglietti (10€ posto unico; ridotto 8€ under 18 e over 65) presso l’Infopoint al Palazzo della Cultura, tutti i giorni dalle 16:30 alle 20:30.

La musica del 27 aprile è quindi dedicata tutta al soul: ospiti del festival sono infatti anche i Green Soul Duo. Emiliano Valverde (voce) e Vincenzo Misale (chitarra) si esibiranno alle 19 nel foyer del teatro D’Annunzio in un mix di black music, soul e funky, tra sperimentazioni ed improvvisazioni in chiave acustica.

Non solo musica per la terza giornata di Lievito, durante la quale sarà dedicato ampio spazio anche alla letteratura: si comincia in mattinata, alle 10, con “Adolescenti nella rete – Quando il web diventa una trappola”. Gli alunni del liceo Grassi e dell’istituto Galilei Sani incontreranno con gli autori del libro Alessandra Maria Monti, Assunta Amendola e Beniamino Gigli, con i quali si parlerà dei vantaggi della rete ma anche dei pericoli che essa può celare. L’evento è a cura di Sara Lazzaro e Antonella Benedetti. 

Alle 17:30 si prosegue nella sala conferenze del Palazzo della Cultura dove sarà la volta di “Vico esclamativo – Voci dal rione Sanità”di Chiara Nocchetti, giovane autrice napoletana che ha raccolto venticinque storie di vita in un libro cercando di raccontare l’accoglienza e la fiducia verso persone per le quali vi era un futuro di disperazione definitivamente segnato. In contemporanea c’è anche la presentazione di “Dritto al cuore”: alle 17:30 nella sala conferenze del Palazzo della Cultura si parlerà di armi e di legittima difesa  attraverso il saggio di Luca Di Bartolomei:il figlio dell’ex capitano della Roma spiega perché le armi nuociono soprattutto alla società che decide di impugnarle per difendersi. Evento a cura di Felice Costanti.

Il 27 aprile sarà anche un sabato di laboratori: si comincia alle 10 con Theodor Rawyler e Francesca Schipaniin“Bonifica”. Un festival – quello di Tendance – dentro a un altro festival, che è Lievito: il foyer del teatro D’Annunzio si trasforma in un laboratorio volto alla presentazione del progetto e alla ricerca di coloro che, il prossimo 5 ottobre, vorranno far parte di una grande coreografia urbana che vedrà coinvolte più di cento persone al centro della città. Evento a cura di Renato Chiocca.

Alle 16 l’appuntamento è sempre al Palazzo della Cultura, dove si terrà una lezione aperta di Tai Chi Chuancon l’associazione Asia Tai Chi. Si tratta diun’arte marziale tradizionale, appartenente al Kung Fu Cinese. È una antichissima arte marziale, la cui pratica conduce non solo all’acquisizione di tecniche di difesa personale ma anche ad un profondo benessere psicofisico.

SCHEDE EVENTI 27 APRILE

ORE 10 Aula magna Galilei Sani, Via Ponchielli

ADOLESCENTI NELLA RETE – Quando il web diventa una trappola

di Alessandra Maria Monti, Assunta Amendola e Beniamino Gigli

Incontro degli alunni del Liceo Scientifico Grassi e dell’I.I.S. Galilei-Sani con gli autori, a cura di Sara Lazzaro e Antonella Benedetti


Il progetto “Io leggo: dal libro alla vita” vede coinvolti alunni dell’ISS Galilei-Sani di Latina e del Liceo Scientifico G.B.Grassi. Nasce dalla convinzione che la lettura di un libro possa essere lo stimolo per una maggiore comprensione di se stessi e degli altri, della realtà che ci circonda. La lettura del libro “Adolescenti nella rete. Quando il web diventa una trappola”, di Assunta Amendola, Beniamino Gigli e Alessandra Maria Monti (L’asino d’oro), è stato lo stimolo per un approfondimento – riflessione sul mondo del web,  dei vantaggi e dei pericoli che esso comporta. 

ORE 10:30 Foyer teatro D’Annunzio

BONIFICA

Presentazione dell’azione coreografica urbana prevista per il 5 ottobre in Tendance, il festival pontino di danza contemporanea, edizione 2019, con Theodor Rawylere Francesca Schipani.

Tendance è un festival che generalmente si tiene ad ottobre e che quest’anno ha messo in campo un’iniziativa laboratoriale a Lievito, in vista proprio dell’edizione 2019, quando ci sarà una grande coreografia urbana che vedrà coinvolte più di cento persone al centro della città. Tendance presenta questa iniziativa a Lievito e con l’occasione inizierà a cercare le persone che ne faranno parte. Evento a cura di Renato Chiocca.  

ORE 16 Palazzo della Cultura, Via Umberto I 

“Il sentiero millenario dell’energia, della forza e dell’armonia”

LEZIONE APERTA di TAI CHI CHUAN

Esibizione dell’Associazione Asia Tai Chi, a cura di Felice Costanti

Il Tai Chi Chuan è un’antichissima arte marziale cinese, la cui pratica conduce non solo all’acquisizione di tecniche di difesa personale ma anche ad un profondo benessere psicofisico. 

Il Tai Chi Chuan è una arte marziale tradizionale, appartenente al Kung Fu Cinese. È una forma di ginnastica morbida che riequilibra l’intero organismo, eliminando i blocchi, le rigidità e le tensioni, donando cosi al corpo forza, vitalità e benessere.

ORE 17:30 Sala multimediale Palazzo della Cultura

VICO ESCLAMATIVO – Voci dal rione Sanità

di Chiara Nocchetti  (Fondazione San Gennaro)

Incontro con l’autrice, a cura di Giulio Capirci.

“Questo libro è nato da un desiderio: quello di tessere un lungo filo che incrociasse le storie di chi, ogni giorno, ha scelto di vivere questi luoghi e di trasformarli per provare a raccontare cosa si nasconde dietro un volto, uno sguardo, una stretta di mano.”

Così Chiara Nocchetti, 24 anni, autrice del libro, di professione cantastorie.

Si chiama “Vico Esclamativo” ed è il racconto della vita che si svolge nei vicoli del Rione Sanità, a Napoli. E’ la storia della sua gente, che ne vive quotidianamente le contraddizioni ma anche il riscatto sociale reso possibile dalle “energie buone” del territorio.

Il Rione Sanità è in tutti i sensi uno dei quartieri più caldi di Napoli. Con una densità di popolazione degna delle più affollate città indiane, costituisce il cuore pulsante della città. All’interno delle sue vene circolano tanto le velenose tossine quanto il vitale ossigeno. Quelle vene sono i vicoli, che da secoli incanalano tutte le tradizioni con i loro profumi, tutti gli errori, tutte le risate, le albe, le note. Da oltre dodici anni i vicoli del Rione Sanità sono testimoni di una storia pregna di ostinata fiducia ed entusiasta dedizione.

Sinossi

Questo libro è nato da un desiderio: quello di tessere un lungo filo che incrociasse le storie di chi, ogni giorno, ha scelto di vivere questi luoghi e di trasformarli per provare a raccontare cosa si nasconde dietro un volto, uno sguardo, una stretta di mano. Un percorso lungo, doloroso, tenero e incredibilmente emozionante, che si snoda delicatamente nel territorio più fragile di tutti: quello delle vite degli altri.

Venticinque vite elette a paradigma di un lavoro straordinario di accoglienza, di fiducia verso persone per le quali vi era un futuro di disperazione definitivamente segnato. Quella delle Catacombe di San Gennaro non è quindi solo la storia di una modalità intelligente, innovativa e solidale di gestione di un bene comune. È molto di più. È lo scandaloso rovesciamento del paradigma che ispira le politiche per i giovani, la lotta alle mafie, gli interventi per lo sviluppo e, perfino, alcuni interventi di assistenza “per i più deboli”.

Non si assistono i più fragili, non si cercano opportunità “per” i più sfortunati, ma si lavora con le pietre di scarto per costruire l’edificio. Al rione Sanità diciamo che l’umanesimo o diventa umanità o muore e nel primo caso si tramuta in bellezza, una bellezza che, come diceva Pasolini, si vede perché è viva e quindi reale. Ma aggiungeva che per vedere la bellezza bisogna avere occhi aperti, curiosi che aspettano che accada qualcosa, che credono che la bellezza esista. Vi chiediamo di aprire i vostri occhi, di far sì che siano curiosi, occhi che sanno vedere in ogni storia un punto esclamativo noto in passato come il punto ammirativo. Il punto che sanciva lo stupore e la meraviglia dell’incontro con la bellezza.

Chiara Nocchetti è nata a Napoli ventiquattro anni fa. Ama ascoltare, scrivere e bere caffè. Laureata in giurisprudenza alla Federico II, collabora con la cooperativa La Paranza. Ha trascorso gli ultimi mesi ascoltando storie e ha provato a raccontarle per voi.

ORE 17:30 Sala conferenze Palazzo della Cultura

DRITTO AL CUORE

Il saggio di Luca Di Bartolomei contro la cultura delle armi 

Evento a cura di Felice Costanti

Il figlio dell’ex capitano della Roma spiega perché le armi nuocciono soprattutto alla società che decide di impugnarle per difendersi.

Il  vicepremier Matteo  Salvini dice che  la  nuova legge sulla legittima difesa, rappresenta “un bellissimo giorno per tutti gli  italiani“.  La retorica del leader  della Lega lavora  infatti sui sentimenti più  elementari del popolo italiano: il 40% dei connazionali, infatti, afferma di sentirsi più sicuro all’idea di avere  una pistola in casa. Ecco quindi che questo  provvedimento  coltiva questi  sentimenti e potrebbe spingere a un’ulteriore proliferazione delle armi.  Esattamente ciò che temeva Luca Di Bartolomei quando ha deciso di scrivere Dritto al cuore, un pamphlet appena uscito per Baldini e Castoldi che vuole  appunto mettere in guardia da una cultura militarista e violenta. 

L’autore  ci tiene  fin  da subito  a non  definirsi contrario alle  armi  o pacificista: “Sono fermamente convinto che l’utilizzo della forza sia spesso  necessario. Credo però altrettanto fermamente che l’utilizzo della forza e quello delle armi debbano essere una prerogativa dello Stato“. Ma il suo impegno  nasce da  un fatto  privatissimo: infatti  il  padre  Agostino Di Bartolomei, ex capitano della Roma e grande stella del calcio italiano, si tolse la vita nel 1994 proprio sparandosi con una pistola, a soli 39 anni. Ma la sua battaglia travalica il dato autobiografico e si pone a riflettere sulle conseguenze  che  in generale  il moltiplicarsi  delle armi porta nella società: “Le armi sono pericolose di per sé e il loro uso, la custodia e la manutenzione sono  azioni  che necessitano  di  una consuetudine, una meticolosità e di un’attenzione estrema“. 

Sono 4,5 milioni gli italiani che tengono legalmente un’arma in casa, vale a  dire una pistola  ogni  8,7 abitazioni:  ce  ne sarà  probabilmente una anche  nel vostro  condominio.  Sono dati  spropositati soprattutto se pensiamo che si innestano su una paura del tutto irrazionale. Come detto, viviamo  in  un paese  che  si ritiene  insicuro  e al  pericolo,  anche se  le statistiche  dicono il  contrario,  soprattutto se  pensiamo  alle nostre percentuali  di omicidi che  sono le più basse d’Europa o che l’aumento  degli  immigrati(altro  spauracchio leghista)  non  ha portato  a nessun  aumento dei  reati.  D’altro canto un terzo delle donne uccise da compagni o parenti è stata freddata da un’arma regolarmente in possesso di questi uomini.  E parallelamente, si  capisce dai dati evidenziati da Di Bartolomei, mentre diminuiscono cacciatori e tiratori sportivi (che avrebbero dunque motivi specifici per  utilizzarle) assistiamo a un “ampio aumento delle concessioni del porto d’armi“, in modalità che non prevedono nemmeno sia necessario mettere piede in un poligono.

Ovviamente  c’è una  grande  pletora di opinioni sul fatto che possedere delle armi è una garanzia di libertà da una parte e dall’altra di sicurezza: c’è chi si appella a quanto scritto nel Bill of Rights americano (dove il diritto alle armi è sancito per legge e dove sono numerosi e notissimi anche i casi di mass shooting a cui abbiamo assistito anche  negli  ultimi mesi),  ma  nella Costituzione  italiana, invece,  non  è scritto da nessuna parte il diritto alla difesa personale o quello ad armarsi. 

Certo,  poi sempre  Salvini  usa degli argomenti  fuorvianti: “Chi  vuole uccidersi  o uccidere  può  usare un  martello,  un coltello  o  anche un’automobile.  Non per  questo  impediamo di  appendere  i quadri  o  di prendere la  patente“,  ha dichiarato  l’anno  scorso. Ma  il  punto è la pericolosità immediata e irreversibile delle armi da fuoco. In un paese dove  aumentano  i casi  di  depressione e  l’uso  di psicofarmaci,  forse la vera  insicurezza  dovrebbe sorgere  dalla  volontà di  armare  più persone possibili. Il  libro  di Di  Bartolomei  non si  nasconde  dietro a valori  ideali  o facili sentimentalismi,  ma  ragiona dati alla  mano sul  controsenso di  andare verso  una società  militarizzata.  È indubbio  che sentimenti  di incertezza sono proliferati negli ultimi decenni, e lo scrittore qui ne analizza parecchi, dalla crisi economica al nervosismo diffuso via social, passando anche per l’invecchiamento della popolazione e il ridursi degli sbocchi per i giovani.  Ma ancora una volta che la panacea di tutti i mali passi per l’affermarsi  tramite un’arma sembra assurdo e anzi è un’ulteriore responsabilità levata allo Stato:  ma se il nostro stesso presidente  del  consiglio Giuseppe  Conte  dice che  in taluni  casi “non possiamo attendere lo Stato di diritto“, come non pensare che  il Far West sia sempre più vicino? Il fascino che gli italiani hanno da sempre  sviluppato nei  confronti delle armi è innegabile e d’altronde tutto l’indotto ha generato grandi storie imprenditoriali, come quella della Beretta o il caso della  Val Trompia, come giustamente ricostruisce Di Bartolomei. Cosa succede però quando, per citare i Promessi Sposicome fa l’autore, “il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune“? La soluzione è terrificante: “consegnarci alla violenza e alla vendetta per il timore di avere paura“, dice Di  Bartolomei, è una mossa assolutamente controproducente, perché significa sostanzialmente sostituire alla legalità e al contratto di convivenza sociale un mondo sempre e solo dominato dalla capacità offensiva. 

ORE 19 Foyer teatro D’Annunzio

GREEN SOUL DUO

con Emiliano Valverde (voce), Vincenzo Misale (chitarra)

Green Soul Band è un progetto nato dall’unione di due artisti accomunati dalla passione per la black music, il Soul e il Funky.

Il loro scopo è quello di riportare queste sonorità creando dei live set in evoluzione tra sperimentazioni ed improvvisazioni in chiave acustica e con l’uso di effetti e loop station, su brani di artisti come: Bill Withers, Michael Jackson, Justin Timberlake, Craig David, Stevie Wonder e molti altri. Così i Green Soul fanno un percorso musicale che parte dagli anni d’oro della Motown e dell’Est Coast fino ad arrivare al Soul moderno. 

A cura di Silvio Scena

ORE 21 Auditorium liceo classico

BIG SOUL MAMA 

a cura di Silvio Scena

In attività dalla metà degli anni 90, i Big Soul Mama sono una delle realtà migliori, per ciò che concerne la diffusione della cultura musicale gospel e soul, del panorama musicale italiano. Dal 2012 all’attività live si sono affiancate, “l’Accademia Big Soul Mama”, per diffondere nelle nuove generazioni questo genere musicale attraverso la propria scuola di musica; le produzioni di altri spettacoli quali musicals, teatro.

Da sempre legato a quella che è, al tempo stesso, la sua base operativa e la città di provenienza, Latina, il coro attualmente diretto dal M° Roberto del Monte, ha avuto opportunità di crescita, possibilità di confronto, la volontà e la fortuna di affermarsi, da prima, a livello nazionale per poi varcare i confini d’oltralpe. Tutto questo grazie anche a collaborazioni, alcune eccellenti, come quella con Joy Malcom(vocalist del gruppo londinese degli Incognito e di Moby), la quale diede al coro pontino la spinta emotiva, la conoscenza ed il contatto con le ragioni e la realtà della musica nera, del gospel in particolare. Poi Tiziano Ferro, i cui primi passi in ambito musicale furono mossi proprio all’interno dei Big Soul Mama, il quale li volle coinvolgere nel suo primo lavoro discografico Rosso Relativo, nella canzone Soul dier, e il tour che ne seguì.

Esperienze forti, formative, decine e decine di serate in giro per l’Italia, a vantaggio di un esperienza sempre più ricca. Partecipazioni a spettacoli al fianco di personaggi del calibro di Antonella Clerici, Paola Perego, Fabrizio Frizzi, Luisa Corna, Amii Stewart, Pino Insegno, Ivana Spagna ed la partecipazione da Maurizio Costanzo. Nel 2013 partecipano anche alla trasmissione “Ti lascio una canzone” su RAI 1, e “Tiziano sul 2” su RAI 2. Attualmente sono testimonial della campagna di sensibilizzazione nazionale #FIGHTIPF, contro l’Ipertrofia Polmonare Idiopatica.


> Biglietto posto unico €10

> Biglietto ridotto €8 (under 18 / over 65)

> Prevendite: Infopoint Palazzo della Cultura, Via Umberto I – Latina. Tutti i giorni dalle 16:30 alle 20:30.

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