LA sport

La Gran Via in bici: dal 18 al 29 aprile 2019

PROGRAMMA DETTAGLIATO

1° giorno: giovedì 18 aprile – km 42 – dislivello ascesa m 580
Percorso che richiede allenamento
Itinerario: Roma-Castel Gandolfo-Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma-Velletri

8:30 incontro con gli organizzatori in piazza del Campidoglio con partenza prevista per le ore 9:00. Passando dal Colosseo e dalle Terme di Caracalla raggiungeremo Porta San Sebastiano. Da qui inizia la Via Appia Antica, che percorreremo sul suo tracciato, su asfaltato e in brevi tratti su basolato, fino alle porte della frazione di Frattocchie, nel comune di Marino. Si prosegue seguendo la via Francigena fino a Castel Gandolfo (primo tratto in salita di circa 4 km), e poi in direzione di Albano Laziale, passando dall’Anfiteatro romano. Riprenderemo la via Appia Antica su asfalto che presenta, prima di raggiungere Genzano di Roma, un breve tratto impegnativo lungo poco meno di 2 km. Superata la città dei Castelli Romani ci ritroveremo su un tratto di Appia Antica con basolato, molto suggestivo. Raggiunta la località di San Gennaro, imboccheremo la via Appia Vecchia fino a Velletri, che raggiungeremo dopo 5 km. Quest’ultimo tratto del percorso è caratterizzato da alcuni saliscendi. Pranzo libero al sacco, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:

Roma: Porta San Sebastiano – Villa di Massenzio – Mausoleo di Cecilia Metella – Ninfeo di Villa dei Quintili.
Albano Laziale: Anfiteatro Romano ad Albano laziale. .
Genzano di Roma: Basolato Appia Antica al XIX miglio

In collaborazione con l’amministrazione di Velletri organizzeremo una serate di incontro e promozione del progetto con musica popolare e degustazioni di prodotti tipici.

Solo per questa giornata, chi lo desidera può concludere in serata l’escursione ciclistica. Dalla Stazione di Velletri sono disponibili treni regionali che collegano Roma, in partenza ogni mezz’ora circa, fino alle ore 22:15. L’acquisto dei biglietti ferroviari è libero.

2° giorno: venerdì 19 aprile – km 74 – dislivello ascesa m 208 Percorso che richiede allenamento
Itinerario: Velletri-Cisterna di Latina-Latina-Pontinia-Terracina

Dopo la prima colazione riprenderemo l’itinerario collegandoci al punto in cui
l’ Appia Antica proseguiva in direzione dell’Agro Pontino. Il tratto a seguire fino all’imbocco con la ss7 Appia è lungo circa 10 km. Durante questo percorso scopriremo in più punti tratti di strada con basolato, alcuni ancora in buon stato di conservazione. Percorreremo in piena campagna anche qualche sterrato a volte erboso, ricalcando l’esatto percorso della strada consolare. A ricordarlo non solo brevi tratti del lastricato dell’antica via, ma anche ciò che rimane delle mura di sostruzione come base di appoggio dove non era possibile direttamente sul terreno. Non mancheranno delle difficoltà, come per esempio l’attraversamento di un fossato. Tuttavia è possibile evitarlo con una deviazione ma che allunga di 2 km l’itinerario.
Raggiunta la statale abbiamo ancora 3 km, da fare in fila indiana, per raggiungere la città di Cisterna di Latina (antica stazione di posta Ad Sponsas), dove sosteremo per il pranzo libero. Continuiamo il percorso su strade con limitato traffico veicolare, attraversando parte del Pontino in prossimità della statale Appia. Per quasi 30 km percorreremo dei rettifili a volte lungo canali, a volte attraverso le distese dei campi bonificati. Nell’avvicinarci alla destinazione finale della giornata, dopo percorso un breve tratto della ss7 Appia, devieremo su un percorso che riprende il tracciato dell’Appia Antica che ci introduce nel centro storico di Terracina. Quest’ultima parte dell’itinerario è interessato da diversi resti di monumenti sepolcrali, tratti di basolato e da ciò che rimane dell’acquedotto del Fico.

Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:

Velletri: tratti di basolato della Via Appia Antica sud,
Terracina: monumenti sepolcrali e resti dell’acquedotto del Fico, Foro Emiliano con tratto dell’Appiaantica e resti del Teatro di Silla, resti del Capitolium e di un arco romano, Complesso del Tempio di Giove Anxur.

3° giorno: sabato 20 aprile – km 69 – dislivello ascesa m 423 Percorso che richiede allenamento
Itinerario: Terracina-Monte S.Biagio-Fondi-Itri-Formia-Minturno

Prima colazione ed incontro con la guida per la visita guidata del centro storico di Terracina. Al termine riprenderemo il percorso in salita in direzione di Monte Sant’Angelo, da dove proseguiva l’Appia Antica. Lunga poco meno di 3 km la pendenza di questa strada non è impegnativa se escludiamo il primo breve tratto, uno strappetto di circa 300 m che potremo fare anche a piedi. In questa zona oltre che incontrare resti del tracciato storico e di monumenti sepolcrali, potremo godere di un bellissimo panorama sul golfo di Terracina e sulla piana di Fondi. Raggiunta la valle, percorreremo 5 km sulla statale 7 Appia in fila indiana e prestando attenzione al traffico di solito non intenso. Effettueremo una breve pausa per la visita del Mausoleo dell’Imperatore romano Servio Galba, in ottimo stato di conservazione. I prossimi 10 km saranno su strade secondarie e vicinali che attraversano la piana di Fondi; raggiunta la città sosteremo per il pranzo libero nella piazza principale dell’antico castrum, che rappresenta uno dei pochissimi esempi di “castro romano” rimasti intatti.

Proseguendo sulla ss7, dopo circa 5 km entreremo nel Parco Naturale dei Monti Aurunci, dove troveremo uno dei più suggestivi tracciati dell’Appia Antica. Ben conservato e recuperato con interventi di restauro in più momenti. Rappresenta nel suo contesto un tracciato monumentale di straordinaria tecnica stradale. Il percorso a seguire, nella prima parte in salita per circa 3 km, con pendenza non costante, ci riserverà altre sorprese che testimoniano l’antichità romana, come per esempio: l’Arco Romano del I sec a.C. a Itri, alcune pietre miliari, il monumentale Mausoleo di Cicerone e Fontana di San Remigio.

Raggiunta Formia, faremo una deviazione nel quartiere Castellone, dove è possibile identificare resti dell’antica città romana spesso assorbiti o riutilizzati nelle successive costruzioni della città. Ripreso il percorso in direzione della meta finale della giornata ancora monumenti sepolcrali e resti di acquedotto romano a ricordarci il percorso stradale più importante dell’antica Roma. Prima di raggiungere l’hotel a Minturno faremo una breve deviazione al Parco di Gianola per visitare l’ultimo monumento della giornata: il porticciolo romano.

Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:

Monte San Biagio: Mausoleo dell’Imperatore Galba
Fondi: tracciato monumentale dell’Appia Antica nel Parco Naturale dei Monti Aurunci
Itri: Arco Romano del I sec a. C.
Formia: Mausoleo di Cicerone – quartiere Castellone – Porticciolo romano al Parco di Gianola e Monte di Scauri.

4° giorno: domenica 21 aprile – km 65 – dislivello ascesa m 169
Percorso che richiede allenamento
Itinerario: Minturno-Cellole-Mondragone-Grazzanise-Capua-S. Maria Capua Vetere

Prima colazione. Riprenderemo il percorso della giornata con la visita guidata nel Parco Archeologico di Minturnae. La città fondata sul fiume Garigliano dal popolo degli Aurunci fu conquistata dai romani nel 315 a.C. e ricostruita nel 295 a.C.. Il Comprensorio archeologico custodisce gran parte delle vestigia, fra cui: il Teatro Romano, i resti del foro Repubblicano e il tratto originale dell’Appia Antica (Decumanus Maximus).

Al termine della visita supereremo il confine regionale delimitato dal fiume Garigliano, e entreremo in Campania. Il percorso prosegue lungo la costa domiziana, inizialmente attraverso il Parco Regionale del fiume Garigliano fino alle note località balneari di Baia Domizia. In questa zona esisteva una delle città più floride nell’Impero romana: la città romana di Sinuessa, di cui oggi non ne rimane più nulla, se non pochi resti come quelli della meravigliosa Villa romana suburbana di Punta San Limato ed un tratto di strada romana. Dopo circa 4 km, raggiunta la città di Mondragone, nelle vicinanze del cimitero comunale si trova uno dei luoghi nell’antichità utilizzato probabilmente per il ristoro e cambio dei cavalli (mansiones). Ci troviamo nel Parco Archeologico Appia Antica di Mondragone dove è possibile ammirare un breve tratto dell’Appia con ancora ben visibile un raro diverticolo laterale in ottimo stato di conservazione e un muro di sostruzione per il sostegno della strada. Dopo la sosta pranzo libero, riprenderemo il percorso attraversando l’area ora bonificata (Piana di Carinola) un tempo solcata dall’Appia Antica. Gli antichi romani chiamavano questa zona “campo stellato” perché la sera le stelle si rispecchiavano negli acquitrini. Raggiunta Capua, l’antica Casilinum, attraverseremo il centro superando il ponte sul Volturno, punto di incontro delle due strade consolari: la via Appia e la via Latina (via Casilina). Ancora pochi chilometri ed arriveremo a Santa Maria Capua Vetere meta finale della giornata.

Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:

Minturno: Parco archeologico di Minturnae
Sessa Aurunca: Sinuessa, Villa romana suburbana Punta San Limato
Mondragone: Parco archeologico Appia Antica
Capua: Palazzo del Municipio con sei busti ornamentali di epoca romana provenienti dall’AnfiteatroCampano.

5° giorno: lunedì 22 aprile – km 61 – dislivello ascesa m 430
Percorso che richiede allenamento
Itinerario: S. Maria Capua Vetere-Caserta-S. Nicola la Strada-Maddaloni-Cervino-S. Maria a Vico- Arpaia-Montesarchio-Benevento

Prima colazione. Dedicheremo parte della mattinata alla visita guidata dell’Anfiteatro Campano (secondo per ordine di grandezza dopo il Colosseo) e del Museo dei Gladiatori. L’Anfiteatro dell’antica Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere) fu sede della prima e rinomata scuola dei Gladiatori e presenta condizioni ottimali di conservazione; molto interessanti sono anche i sotterranei praticamente ancora intatti.
Dopo la visita attraverseremo il trafficato centro cittadino ricalcando l’antico percorso, ora Appia Nazionale, per ritrovarci ai confini cittadini della Via Appia Antica. In questo tratto potremo vedere alcuni monumenti sepolcrali, riutilizzati a nuova destinazione, come le Carceri vecchie, il più grande mausoleo campano e la Canocchia.
Ci troviamo nella piena area urbana del casertano che supereremo dopo la città di Maddaloni a 15 km dalla partenza. Il traffico in questa parte della via Appia sarà abbastanza intenso e con qualche breve tratto di strada con senso di marcia opposto. Con la dovuta cautela e in tassativa fila indiana

supereremo la zona, fra l’altro interessata da resti di antiche città romane attraversate dalla Via Appia, come Calatia nei pressi di Maddaloni. Superata quest’ultima località eccoci sempre sul tracciatodell’Appia Antica che procede parallelo alla ss7 Appia: ci troveremo in un’area di campagna, incastonati fra i monti che si stringono fin nei pressi di Arpaia, luogo delle Forche Caudine, famose per la battaglia fra i Sanniti e i Romani che subirono una grave sconfitta. Dopo circa 10 km di percorso, passando per pochi chilometri sulla ss7, raggiungeremo alcune località fondate in epoca romana sulla via consolare, come Santa Maria a Vico l’antica Vicus Novanensis. Dopo la sosta pranzo libero usciremo dalla statale econtinueremo l’itinerario lungo strade secondarie di campagna ai piedi del Monte Taburno: attraverseremo la suggestiva Valle Caudina e raggiungeremo Montesarchio, l’antica città sannitica “Caudium” ,in seguito fortificata dai romani a guardia della via Appia.

Proseguendo da questa valle passeremo lungo strade secondarie con traffico quasi nullo che attraversano alcune contrade della zona, per immetterci dopo circa 7 km sulla ss7. Ancora un breve tratto sulla statale per giungere nuovamente sulla Appia Antica che lasceremo solo brevemente in località Epitaffio (un monumento che delimitava il confine dell’enclave di Benevento, un tempo partedello Stato Pontificio), per riprenderla dopo circa 2 km. Ultimo tratto di Appia Antica e siamo al Ponte Leproso, costruito dai romani che ci introduce nella città di Benevento.
Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:
S. M. Capua Vetere: Anfiteatro Campano e Museo del Gladiatore, Monumento sepolcrale, le Carceri Vecchie e la Canocchia
Arpaia: luogo delle Forche Caudine
Benevento: Ponte Leproso.

6° giorno: martedì 23 aprile – giornata di riposo e visita città Itinerario: Benevento città

Prima colazione. Mattinata dedicata alla visita guidata della città (nel pomeriggio per il gruppo che inizia oggi il ciclotour). La visita sarà dedicata alla scoperta dei monumenti che testimoniamo il periodo dell’antica Roma.
Elevata a rango di Municipium, la città di Benevento (Beneventum) in epoca romana ebbe particolare sviluppo. Grazie all’importante arteria di comunicazione quale era al tempo la Via Appia divenne una delle città più floride del Mediterraneo e si poté arricchire di numerosi e splendidi monumenti.
Resto della giornata a disposizione per il riposo o attività ricreative.
Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:
Benevento: Port’Arsa, mura romane e Terme di San Cristiano, Teatro Romano,
Arco del Sacramento e area archeologica del foro romano, Arco di Traiano, Chiesa longobarda di Santa Sofia fondata nel 758.

7° giorno: mercoledì 24 aprile – km 55 – dislivello ascesa m 842
(intero percorso km 79 dislivello m 1189) – Percorso per chi ha un buon allenamento. Itinerario: Benevento-Apice-Mirabella Eclano-Grottaminarda-Bisaccia (trasferimento in pulmino gli ultimi 25 km)

Prima colazione. La giornata presenta il maggior dislivello di tutto il ciclotour. L’ultimo tratto di circa 25km è composto da una salita costante e continua che rallenterà molto la durata del percorso. Possiamo evitarla avvalendoci di un trasferimento in pulmino o minivan, che ci permetterà di raggiungere ladestinazione finale in tempo per poter visitare il Museo archeologico di Bisaccia (l’antica città sannita e poi romana di “Romulea”) ubicato all’interno del bellissimo Castello Ducale.

Imboccata la via di San Pasquale che parte dall’Arco di Traiano, raggiungeremo la periferia della città,all’altezza di un piccolo ponte romano del II sec d.C. Proseguendo verso Apice, ci allontaneremo di qualche chilometro dalla zona dove si presume passasse la via Appia Antica. Il paesaggio in questa zona è molto suggestivo e caratterizzato da distese di prati erbosi a perdita d’occhio. Raggiunta Apice Vecchio faremo una breve sosta per una passeggiata all’interno della “città fantasma”, abbandonata negli anni ’80 dopo il terribile terremoto dell’Irpinia; proseguiremo sempre su strade tranquille e pocotrafficate fino a ricongiungerci con l’Appia, nel luogo dove ancora oggi possiamo ammirare i resti di un bellissimo ponte romano (Ponte Rotto) sul fiume Calore. Ripreso il percorso per i prossimi 10 km di strada, bella per i paesaggi e priva di traffico, continueranno alcuni saliscendi, a volte impegnativi, checi condurranno fino al Passo di Mirabella, dove è ubicata l’area archeologica dell’antica città romana diAeclanum che visiteremo. Pranzo libero. Ancora su strade tranquille raggiungeremo la città di Grottaminarda e dopo una breve sosta di ristoro riprenderemo a pedalare fino alla ben restaurata“Dogana Aragonese” di Flumeri voluta da Federico D’Aragona nel 1479: fu una residenza di caccia e in seguito dogana delle pecore, luogo di transumanza dalla Puglia alla Campania. Entrati della Valledell’Ufita avremo circa 9 km da percorrere in piano su una provinciale con traffico limitato, prima di raggiungere il punto di incontro con il pulmino per Bisaccia.

Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:
Benevento: Ponte romano del II sec d.C.
Apice: Ponte Rotto del I sec a.C.
Mirabella Eclano: Parco archeologico di AeclanumBisaccia: Castello Ducale e Museo archeologico

8° giorno: giovedì 25 aprile – km 61– dislivello ascesa m 746 Percorso per chi ha un buon allenamento
Itinerario: Bisaccia-Aquilonia-Rocchetta Sant’Antonio-Venosa

Prima colazione. Questa giornata, fra le più bella di tutto il viaggio, è caratterizzata da un paesaggio davvero eccezionale: tra l’ultimo lembo dell’Irpinia e l’estremo nord della Lucania la natura la fa dapadrona, regalandoci continui panorami diversi tra loro ma strepitosi allo stesso tempo. Per una parte del percorso ci discosteremo dalle tracce dell’Appia Antica, per evitare l’eccessivo dislivello e per allabellezza del paesaggio. Raggiunta Aquilonia, attraverso un bellissimo percorso a tratti su strada a traffico zero e su sterrato, passeremo all’interno di uno dei tanti parchi eolici che caratterizzano lazona. La bellezza della natura e il silenzio saranno i protagonisti per tutta la giornata; seguirà la visita del singolare Parco Archeologico di Carbonara. Si tratta dei resti molto ben restaurati dell’antica città(oggi Aquilonia), distrutta dal terremoto del 1930 e abbandonata nel dopoguerra. Dopo la visita e una sosta di ristoro proseguiremo in discesa fino al Lago di San Pietro, altro angolo di particolare bellezza. Superata una breve salita non impegnativa prenderemo una provinciale assolutamente priva di traffico, che in una bellissima e lunghissima discesa ci condurrà in terra lucana. Prima di Rocchetta Scalo prenderemo la statale, non eccessivamente trafficata, che poco dopo diventa una bella e tranquilla provinciale. Dopo il pranzo libero faremo circa 20 km in piano e pochi chilometri in leggera salita. In questo lungo tratto di strada, dal paesaggio sempre suggestivo e caratterizzato da distese di prati e campi coltivati, potremmo incontrare terriccio melmoso in quando la strada è percorsa prevalentemente da trattori. Arrivati al bivio con la statale mancheranno ancora 12 km, con brevi tratti in salita, per raggiungere la città di Venosa.

Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:
Aquilonia: Parco Archeologico di CarbonaraVenosa: Museo Archeologico Nazionale

9° giorno: venerdì 26 aprile – km 65 – dislivello in ascesa m 653 Percorso che richiede allenamento
Itinerario: Venosa-Palazzo S. Gervaso-Gravina di Puglia

Prima colazione. In mattinata visiteremo il Parco Archeologico di Venosa, l’antica città latina diVenusia, che conserva resti monumentali del periodo repubblicano, di quello imperiale e dell’etàmedioevale. Fra le diverse vestigia osserveremo le terme imperiali, alcune domus, quartieri abitativi,fino alla cosi detta “Incompiuta”: un impianto ecclesiale di epoca normanna mai portata a compimento. Al termine della visita, su una statale leggermente trafficata in uscita dalla città, ci dirigeremo a Palazzo San Gervaso. In questa prima parte del percorso lungo 20 km, potremo ammirare un paesaggio cangiante: da distese di prati verdi a improvvisi tratti boscosi. A Palazzo S. G. faremo una sosta di ristoro. Usciti dalla città continueremo l’itinerario prendendo quasi subito una lungaprovinciale inibita al traffico veicolare, che lasceremo solo alle porte di Gravina, dopo aver percorso ben 40 km in assoluto silenzio e con la sola compagnia della natura. Anche questa strada, per le ragioni già dette, in caso di pioggia il terriccio diventa melmoso. Questo tratto caratterizzato da vasti pianori esuggestive verdi colline, fin dall’inizio sarà in gran parte in discesa con l’unica salita di circa 2 km che troveremo poco prima dell’ingresso in città.

Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.Cosa vedremo:

Venosa: Parco Archeologico, Casa di Orazio, Complesso della Santissima Trinità

10° giorno: sabato 27 aprile – km 65 – dislivello ascesa m 307
Percorso per chi ha un buon allenamento
Itinerario: Gravina in Puglia-Palagianello-Taranto (trasferimento in treno da Palagianello a Taranto)

Prima colazione. Prima di riprendere il percorso visiteremo alcuni monumenti della città, fra cui il viadotto-acquedotto, alcune chiese rupestri e l’area archeologica “Padre Eterno”, poco distante dalluogo dove i romani avrebbero costruito la stazione di Silvium. Inizieremo la nostra pedalata su una provinciale circondata da un bel paesaggio collinare. Al bivio su una statale imboccheremo lagradevole sp28 Appia per 6 km per proseguire su un’altra provinciale meno interessante ma suggestiva per il suoi dintorni sempre gradevoli alla vista. Raggiunta la località di Jesce, dove si trova una antica Masseria fortificata del XVI sec., termina il lungo tratto che abbiamo percorso su provinciali. Superato il bivio delle 6 strade ci troveremo a poca distanza dalla sp20 che in realtà è una bella strada sterrata dicampagna. All’incrocio con la ss7 prenderemo una carrareccia che ci immetterà su una stretta strada in parte sterrata, che percorreremo in buona parte in discesa. Bellissimi i dintorni: piccoli boschi, gravine e prati verdi che ci terranno compagnia per una decina di chilometri. Ci troveremo ora a soli 3 km dalla stazione ferroviaria di Palagianello, dove prenderemo il treno per raggiungere Taranto.

Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:
Gravina: Ponte viadotto-acquedotto sulla gravina, Area Archeologica “Padre Eterno”Taranto: Castello Aragonese

11° giorno: domenica 28 aprile – km 76 – dislivello ascesa m 272 Percorso che richiede allenamento
Itinerario: Taranto-S. Giorgio Ionico-Carosino-Oria-Mesagne-Brindisi

Prima colazione. Dedicheremo un po’ di tempo della mattina per visitare l’irrinunciabile “MArTA”,Museo Nazionale Archeologico di Taranto. Tra i più importanti Musei archeologici italiani, raccoglie reperti dal periodo Paleolitico fino all’età romana, comprendendo anche resti del tardoantico e altomedioevale: da non perdere gli Ori di Taranto, oreficerie di età ellenistica e della prima età romana. Attraverseremo per intero la città in direzione est per 5 km, dove prenderemo una provinciale poco trafficata che percorreremo per 4 km. Devieremo su una bella sterrata non facile da individuare, che terminerà sulla ss7 alle porte di San Giorgio Ionico. Entreremo in città su breve salita per proseguire verso Carosino, dove faremo una breve sosta. Appena usciti dalla città il percorso diventa interessante:

si tratta di una strada in piena campagna lunga 6 km che sembra una ciclabile, frequentata da podisti e circondata da campi di grano e alberi di ulivi. Per 3 km percorreremo una statale in leggera salita con poche macchina, fino al bivio per Oria che raggiungeremo dopo 12 km su provinciale quasi priva di traffico. Arrivati a Oria effettueremo una sosta per una visita in questa splendida città messapica: conquistata dai romani, ricca di monumenti e con una forte comunità ebraica. Usciti dalla cittàtroveremo un bel percorso ciclabile con segnaletica che si chiama “Appia” e che ci condurràdirettamente a Mesagne. All’uscita dalla città passeremo vicino al Tempietto di San Lorenzo di etàtardo romana, per proseguire su una strada parallelo al ss7 che diventa sterrata dopo 5 km. Ne percorreremo altrettanti attraverso campi e passando vicino Masserie prima di arrivare al sottopasso della statale. Prenderemo una strada di periferia con traffico limitato che ci condurrà direttamente sulla via Appia che taglia interamente la città moderna fino alle porte dell’abitato storico di Brindisi edentrare nel centro storico che attraverseremo per intero fino alle Colonne romane.

Pranzo libero, cena (in hotel/b&b/app.to o ristorante) e pernottamento.

Cosa vedremo:
Taranto: MArTA, Museo Nazionale Archeologico di Taranto
Oria: Centro storico
Mesagne: Centro storico (già villa romana posta sulla via Appia antica)Brindisi: incontro istituzionale presso il Palazzo Granafei-Nervegna.

12° giorno: lunedì 29 aprile
Prima colazione e visita guidata di Brindisi offerta dal Comune
In mattinata, dopo la visita guidata nel centro storico terminerà il nostro ciclotour sulla “Gran Via in bici”.

Cosa vedremo:
Brindisi: “Vasche Limarie” dell’acquedotto romano, chiesa di San Giovanni al Sepolcro.

Dopo pranzo, per chi lo desidera, è prevista la partenza per Roma con FlixBus.

N.B.

– L’organizzazione tecnica dei servizi turistici è affidata a Convenia Turismo – Le date indicate e i percorsi proposti potrebbero subire variazioni.

Da Roma a Brindisi sulle tracce della Regina Viarum

UN CICLOTOUR PER SCOPRIRE IL PIÙ IMPORTANTE ASSE VIARIO

DELL’ANTICHITÀ

FIAB Roma Ruotalibera in collaborazione con Folk Media promuove la riscoperta dell’Appia Antica in bicicletta: a tale scopo è stato programmato un cicloviaggio di 11 giorni da Roma a Brindisi. L’itinerario, che attraverserà tutte le antiche stazioni di cambio cavalli con ristoro e alloggi (dette mansiones), percorrerà l’antica Regina Viarum iniziata nel 312 a.C. dal censore romano Appio Claudio.

Al termine di alcune tappe, che nel complesso toccheranno 46 Comuni, si parteciperà a feste cittadine con spettacoli di musica popolare e degustazione di alimenti tipici locali.
L’iniziativa cicloculturale è stata illustrata in una conferenza stampa svoltasi a Roma presso la sede Fiab di Corso Vittorio Emanuele n. 266, inaugurata di recente dalla presidente nazionale Giulietta Pagliaccio.

La partenza del cicloviaggio è prevista per le ore 9 del 18 aprile 2019 da Roma Campidoglio con arrivo il 28 aprile a Brindisi
presso le Colonne terminali dell’Appia Antica

“La Fiab, associazione ambientalista per definizione – ha commentato Pasquale Cartellacoordinatore regionale del Lazio della Federazione Italiana Amici della Bicicletta – sostiene tutti gli aspetti che investono e incentivano la ciclomobilità, dal Bike to Work fino al cicloturismo, dando impulso alle associazioni locali affinché si facciano promotrici di iniziative del genere. Il cicloturismo, in particolare, sta registrando una grande espansione rivelandosi un segmento traino per le economie territoriali”.

“La riscoperta dell’Appia Antica, dal cuore di Roma a Brundisium (Brindisi), rappresenta un obiettivo fondamentale per la valorizzazione del più importante asse viario dell’antichità – ha

invece rimarcato Walter De Dominicis dell’associazione Fiab Roma Ruotalibera – Il piacere di poterla percorrere a piedi o in bicicletta, superando agevolmente alcune criticità, permetterà di riconoscere e apprezzare le testimonianze storiche e archeologiche che ancora si conservano lungo il suo tragitto. Pedalare per oltre seicentocinquanta chilometri sulle tracce della Regina Viarum significa attraversare la storia del Mezzogiorno d’Italia valicando colline, fiumi, laghi e borghi inconsueti che trasudano di antichità e civiltà. Non ha importanza se dopo 23 secoli dalla sua fondazione (312 a.C.) buona parte del suo tracciato è scomparso o cresciuto in modo disordinato: ci sorprendiamo invece che molte tracce del suo glorioso passato siano ancora lì a testimoniare la loro presenza. Iniziative come questa si trasformano in un’opportunità e un veicolo di diffusione culturale”.Il progetto la Gran Via in Bici, al momento, gode del patrocinio della Regione Lazio, dell’VIII Municipio di Roma, dei Comuni di Velletri, di Terracina, di Benevento e di Brindisi. La creazione di una rete di mobilità dolce lungo “La Gran Via” deve avere pari dignità nella pianificazione territoriale del Centro Italia e del Mezzogiorno: una garanzia di approccio accettabile e garantita negli spostamenti. Inoltre i percorsi ciclabili dovrebbero penetrare nei centri storici, spesso fondati dai romani, con la duplice funzione di valorizzazione ambientale e promozione turistica.La Gran Via in bici – il tourIl percorso di oltre km 650 sarà percorso in bicicletta da ciclisti amatoriali allenati provvisti di Mountain Bike. I partecipanti al tour potranno essere ospitati in strutture convenzionate che hanno aderito al progetto.Le tappe:1) 2) 3) 4) 5) 6)Roma – Velletri / km 42Velletri -Terracina / km 74 Terracina – Minturno/ km 69Minturno – S.M. Capua Vetere / km 65 S.M. Capua Vetere – Benevento / km 61Pausa a Benevento (visita guidata)7) Benevento – Bisaccia / km 79
8) Bisaccia – Venosa / km 61
9) Venosa – Gravina in Puglia / km 65 10) Gravina di Puglia – Taranto / km 92 11) Taranto – Brindisi / km 76
Il cammino dell’Appia AnticaL’abbiamo ricoperta di tangenziali, parcheggi, supermercati, campi da arare, cave, acciaierie, sbarrata con cancelli, camuffata con cento altri nomi, presa talvolta a picconate peggio dell’Isis. Abbiamo lasciato che quattro quinti dei monumenti del tratto romano finissero in mano a privati. Ma lei resisteva, testardamente. Si ostinava a indicare una direzione nel cuore del Mediterraneo. Ci lanciava segnali. Dagli anni del Gran Tour in poi si sono accorti di lei urbanisti, storici, archeologi, fotografi, scrittori, giornalisti, pubblici amministratori. Ma essa chiedeva qualcosa di semplice e modesto. Essere lasciata in pace. Essere percorsa, vissuta.(Paolo Rumiz, Appia)

Finalità del progetto

  •   Organizzare un viaggio per scoprire l’Appia Antica, la madre di tutte le vie.
  •   Tabellare il percorso mediante l’installazione di cartelli informativi da parte dei comuni coinvolti che possano servire per tutti coloro che negli anni a seguire vorranno viverequesta esperienza a piedi o in bici.
  •   Promuovere e diffondere la conoscenza del “territorio“, soprattutto del loro patrimoniodi storie, culture e tradizioni, assegnando il giusto riconoscimento al mondo rurale e alleaziende che con passione resistono ai processi di industrializzazione e omologazione.
  •   Incentivare il turismo e le occasioni di incontro tra artisti, artigiani, operatori culturali ele imprese dei territori.Festival itinerante “Appia Antica”Il progetto realizzato in collaborazione con le amministrazioni comunali locali prevede, per le edizioni dei prossimi anni, l’organizzazione delle seguenti iniziative:
    •   Tabellazione con il cartello “Città dell’Appia Antica”.
    •   Mostra/mercato dell’enogastronomia del “Territorio”
    •   Alcune osterie o punti ristoro potranno adottare il menù “Appia Antica” e organizzare la degustazione dei prodotti tipici locali
    •   Incontro con la cittadinanza e consegna della targa “Città dell’Appia Antica”
    •   Festa cittadina con concerto di musica popolare.Comuni coinvolti46 Comuni coinvolti dal passaggio dei ciclo-viaggiatori, che nel prossimo futuro saranno tabellati con il cartello “Città dell’Appia Antica”:Roma – Castel Gandolfo – Albano Laziale – Ariccia – Genzano di Roma – Velletri – Cisterna di Latina – Latina – Pontinia – Terracina – Monte San Biagio – Fondi – Itri – Formia – Minturno – Cellole – Mondragone – Grazzanise – Capua – S. M. Capua Vetere – Caserta – San Nicola La Strada – Maddaloni – Cervino – Santa Maria a Vico – Arpaia – Montesarchio – Benevento – Venticano – Mirabella Eclano – Grottaminarda – Bisaccia – Aquilonia – Rocchetta Sant’Antonio – Melfi – Venosa – Palazzo S. Gervasio – Gravina di Puglia – Altamura – Palagiano – Taranto – San Giorgio Ionico – Carosino – Oria – Mesagne – Brindisi.Info:
    • –  Walter De Dominicis Cell: 338 6245006 – walterdedo14@gmail.com
    • –  Giorgio Tupone Cell: 392 6788415 – gtupone@gmail.com
    • –  Enrico Caruso (Convenia Turismo) tel. 346 3305278 – enrico.lacov@gmail.com
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