LA economia

Latina – Gaetano Montico scrive al Ministro in difesa della cultura circense

Il presidente Siac Europa Gaetano Montico scrive al ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli.

“Caro Ministro della cultura, 

io spero che Lei possa leggere questo post, e che Le rimanga bene impresso nella mente. 

MINISTRO BONISOLI PRIMO FIRMATARIO DI UNA LEGGE CHE RIGUARDA L’ETNOCIDIO DI UNA CULTURA MILLENARIA QUALE QUELLA CIRCENSE…

Il termine genocidio, introdotto per la prima volta dal giurista polacco di origine ebraica Raphael Lemkin. evoca nell’ “evoluto” mondo occidentale gli orrori della Shoah, dello sterminio degli Armeni o dell’Homodor in Ucraina, solo per citare i più famosi perpetrati nel secolo XX’, caratterizzati peraltro da una certa indifferenza della comunità Internazionale dell’epoca.

Riconosciuto dall’11 Dicembre 1946 dall’ONU come “CRIMINE CONTRO L’UMANITA'” con questo termine si definisce la metodica distruzione di un gruppo ETNICO RELIGIOSO; POLITICO, etc…..

C’è poi un altro termine meno conosciuto, ma altrettanto distruttivo: l’ETNOCIDIO, ossia la distruzione attraverso l’imposizione forzata di pratiche, costumi, schemi mentali propri di una ETNIA.

In pratica è una forma di acculturazione forzata imposta da una società DOMINANTE a una più debole con il fine di far perdere alla stessa la propria IDENTITA’ e UNITA’.

Questo Voi volete fare al popolo CIRCENSE, le cui antichissime e misteriose origini sono tutt’oggi oggetto di ricerche e studi per la sua unicità socio-antropologica, che si può considerare un fenomeno unico nella Storia del Mondo: in quanto caratterizzato dal nomadismo, ha originato una continua aggregazione di individui di Etnie e Culture lontanissime, unite però tra di loro con intrecciati legami di sangue, saldi rapporti familiari che contano varie migliaia di membri appartenenti ad ogni Nazione del Mondo, tra le unicità di questa Etnia è la forte unità con il mondo animale, che nasce contemporaneamente in un unico indivisibile cordone ombelicale.

La preservazione di questa antica ed immutata Cultura Circense dichiarata PATRIMONIO DELL’UMANITA’, che dovrebbe essere preservata e rispettata, si trova ora in grande pericolo di ESTINZIONE… 

Da millenni questa comunità itinerante è il simbolo di libertà assoluta, spesso oggetto di diffidenza o d’invidia da parte della società dei sedentari…

Quest’ultima, sempre più tendente ad uniformare, controllare ed allineare i suoi membri come se fossero dei burattini, influenzando le loro scelte ed il loro sistema di vita, sta cercando ora di distruggere una comunità che in qualche modo sfugge a questo rigido controllo e di conseguenza è diventata un’Etnia da distruggere…

La Cultura Circense ed il suo Popolo rappresentano il cuore pulsante della Storia di Mondi diversi, che in un incessante intreccio di legami, conserva intatta la propria identità e senso di appartenenza senza nessuna barriera, esempio reale di GLOBALIZZAZIONE.

Tra le loro tradizioni, LE CAROVANE CONTINUANO AD ESSERE LE LORO CASE E GLI ANIMALI CHE VIAGGIANO CON LORO SONO PARTE IMPRESCINDIBILE DEL LORO BAGAGLIO CULTURALE. Nel mondo del circo, il confine tra uomo e animale non è percepito, la condivisione degli spazi, cibo, lavoro, sentimenti ed infine della vita e della morte rende il loro legame indissolubile.

Il tentativo da parte di POTENTI LOBBY di criminalizzare il rapporto animale/uomo esistente da millenni in questa società, e che si può considerare ancestrale e profondissimo, risulta ottuso e bigotto.

La sua banalizzazione indica una profonda ignoranza, che ci ricorda un aforisma di PLATONE: “di tutte le bestie selvagge, l’ignoranza è la più difficile da trattare”. Ed è impossibile da combattere…

Il POPOLO CIRCENSE, con le sue immutate tradizioni, rappresenta ancora forse l’ultima testimonianza vivente di nomadismo, dell’indipendenza, della libertà. I suoi componenti danno vita ad una forma di spettacolo UNIVERSALE, e sono simbolo di tenacia, romanticismo, coraggio. Il tendone è il loro indispensabile luogo sacro, simbolo di vita, di promessa di continuità della loro cultura, della loro forza, della quotidiana sfida con il pericolo e con la morte, dell’incontro con il mondo esterno. L’apertura in tutto il mondo, di nuove scuole di “circo” che in verità sono semplicemente scuole di preparazione atletica per chiunque voglia intraprendere una carriera “artistica”, è un fenomeno perlomeno allarmante, che solleva una bandiera rossa sulle sorti dei “veri” Circensi. Perchè voler creare un’”IMITAZIONE CIRCO” invece di sostenere l’esistenza di quello che già esiste da secoli? Forse perchè il POPOLO CIRCENSE è difficile da manipolare, controllare o corrompere? Il POPOLO CIRCENSE assiste con i propri mezzi ed esclusivamente con il proprio lavoro, gli anziani, i disabili, gli animali, che non saranno mai emarginati, le diverse culture sono rispettate, e la POLITICA DEVE RIMANERE FUORI DAL TENDONE!

Per non MORIRE IL MONDO CIRCENSE È PRONTO A TUTTE LE BATTAGLIE CHE SERVIRANNO PER CONTINUARE A VIVERE.UNITI VINCEREMO”.

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