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Latina – Latitudine Teatro, le serrande di via Cisterna non si apriranno più

“Latitudine Teatro° tenta di informare nella maniera più esaustiva possibile, senza perdersi nel dettaglio, circa la situazione che da ottobre affligge la compagnia. 

Con l’ennesimo rigetto dell’istanza di dissequestro ad opera del GIP si chiude la vicenda legata alla nostra sede, iniziata con il sequestro preventivo a ottobre 2018. 

Le serrande di via Cisterna non si apriranno più. A nulla sono valsi i tentativi di trasformare quello spazio in uno spazio di sola formazione (a seguito delle contestazioni ricevute che hanno portato ai sigilli sembrava essere la soluzione, non diciamo felice, ma almeno perfetta per tornare subito all’opera), facendo richiesta di declassamento dello spazio da “locale di trattenimento o pubblico spettacolo” a “scuola”, rinunciando alla sala teatrale per gli spettacoli di fine anno formativo, destinando lo stesso unicamente alla formazione. 

Ma chi di competenza ritiene in qualche modo che la formazione teatrale non sia assimilabile ad una formazione culturale rimanendo quindi puro spettacolo e trattenimento. Di conseguenza i locali che ospitano tali attività non possono essere considerati luoghi di formazione dell’individuo ma luoghi di trattenimento. Un’interpretazione della norma che di fatto distrugge il lavoro di chi quella sede l’ha costruita e il sogno di chi l’ha abitata, oltre che causare la perdita, inevitabile, di posti di lavoro e che declassa e brutalizza il lavoro che da anni portiamo avanti con i nostri allievi. Ci chiediamo ad esempio: se il lavoro di formazione teatrale è solo trattenimento, perché gli Istituti Superiori riconoscono agli allievi dei corsi di teatro dei punti di credito formativi? Studiare Storia del Teatro, Dizione e sapere quali sono le tecniche di respirazione e corretto utilizzo della propria voce è trattenimento? 

Ci teniamo davvero molto a far passare il concetto che Latitudine Teatro° ha tentato in ogni modo di trovare soluzioni per risolvere il problema e mettersi in regola, soluzioni supportate da team di tecnici che però non sono mai state prese in considerazione da chi avrebbe potuto – e ci permettiamo di aggiungere dovuto – fare qualcosa perché una realtà come Latitudine potesse continuare a svolgere la propria attività. 

Per la seconda volta il tentativo di costruire uno spazio e un progetto di cultura teatrale a Latina si è concluso. 

La prima volta era successo nel 2009 con l’Auditorium dell’Einaudi. La compagnia dopo aver eseguito a proprie spese dei lavori per la rimessa a nuovo di quello spazio, grazie anche ad un accordo con la Provincia di Latina, si era vista costretta improvvisamente ad abbandonarli a causa delle richieste impossibili da parte del nuovo dirigente scolastico. L’individuo in questione infatti non accettò gli accordi stipulati nella precedente convenzione con l’Istituto pretendendo così il pagamento di un affitto a condizioni impossibili per la compagnia. A nulla valsero i nostri tentativi con lui, con il Presidente della Provincia dell’epoca (non ci ha mai ricevuto), con quel famoso dirigente della Provincia che aveva sottoscritto e approvato la nostra presenza lì. 

A seguito di ciò, grazie anche all’incontro con l’Associazione Voice Academy, sempre nel 2009, ci trasferiamo nei locali di via Cisterna, investendo nuovamente soldi ed energie per la costruzione di un nuovo spazio. Gli anni che seguirono sono stati faticosi da un punto di vista economico ma sicuramente pieni di entusiasmo per progetti su autori contemporanei teatrali come Mark Ravenhill, Michel Marc Bouchard, Sergei Belbel, Ugo Chiti, Normand Chaurette, Fausto Paravidino e tantissimi autori contemporanei della drammaturgia per l’adolescenza grazie al progetto Connections. 

Nel 2013 la compagnia subisce un disastroso allagamento. Ingenti sono i danni e pesanti le spese per rimettere di nuovo in piedi la sede. Riesce a farcela anche grazie a una campagna di crowdfunding che le permette di raccogliere fondi per € 10.000,00. Decide però di aprire una causa contro il condominio per ottenere il risarcimento dei danni. Il condominio di tutta risposta manda i controlli delle autorità compresi i Vigili del Fuoco e da lì arriviamo ad oggi.

Questa piccola parte di storia sulla sede serve solo a riassumere la decisione del direttore Stefano Furlan di non poter garantire al momento una nuova stagione per l’associazione. Le pesanti spese sostenute negli anni passati e quelle conseguenti alla chiusura della sede di via Cisterna si sono trasformate in una mannaia che ha pesantemente, al momento, tagliato le possibilità di un futuro per l’associazione che, ricordiamo, non gode di finanziamenti statali, né regionali, né tantomeno comunali. 

Ma c’è anche un motivazione umana che si somma a quella economica: se si investe così tanto in una città come Latina, a proprie spese, perché si crede fermamente che creare dei centri di formazione teatrale e quindi culturale, sia vitale in primis per le nuove generazioni che rischiano di perdersi in questo processo degenerativo in cui si trova il nostro paese e per tante persone adulte che nel teatro trovano il carburante per accendere la fiamma della passione, se si investe così tanto è difficile accettare il silenzio e l’indifferenza da parte di chi poteva contare qualcosa per la salvezza di Latitudine Teatro°.

Sicuramente finiremo questa stagione e lo faremo al meglio ma non garantiamo un futuro”.











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