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Itri – Richiesta di consiglio comunale urgente

Nei giorni scorsi i consiglieri comunali di opposizione di Itri hanno protocollato un ordine del giorno riguardante la normativa sull’incompatibilità contenuta nel testo unico degli enti locali. Inviata al presidente del consiglio, al segretario comunale e, per conoscenza, al sindaco di Itri, la richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario ed urgente è stata sottoscritta dai consiglieri Osvaldo Agresti, Giuseppe Cece, Luca Iudicone, Elena Palazzo, Salvatore Mazziotti e Paola Soscia. Dopo la denuncia politica in sede di consiglio comunale di incompatibilità per il duplice ruolo di consigliere comunale e presidente dell’Azienda Venatoria “Fra’ Diavolo” rivestito dal consigliere Silverio Sinapi, le vicende giudiziarie che hanno portato alla denuncia di quattro cacciatori accusati tra l’altro di aver allestito delle “mangiatoie” per cinghiali selvatici, si torna dunque all’interno del palazzo comunale, per verificare se, in virtù di quanto prevede il Tuel vi siano anche dei risvolti di carattere amministrativo.
La legge prevede che se l’incompatibilità sia riscontrata, il consiglio comunale abbia 10 giorni di tempo per esprimersi definitivamente ed altri 10 giorni il consigliere comunale per evitare la decadenza, rinunciando all’incarico.
Secondo quanto riscontrato dai consiglieri di opposizione Il consigliere Silverio Sinapi ha occupato fino a poco tempo fa’ contestualmente la delega all’Ambiente e la carica di Presidente dell’Azienda Faunistico Venatoria. Assommando così nella sua figura la veste di controllore e controllato della gestione di oltre 2000 ettari di terreno comunale. “Nulla abbiamo contro l’Azienda Faunistica – precisa il consigliere comunale M5s Osvaldo Agresti – anzi, evidenziamo invece come l’ostinazione di un singolo a stare con il “piede in due scarpe” sia deleteria alla stessa Azienda. I recenti articoli apparsi sugli organi di stampa inviterebbero ad una maggiore prudenza ed a un passo indietro che invece al momento non si intravede. Speriamo in una maggiore saggezza da parte dell’interessato, ma, costatato che dal punto di vista politico – amministrativo tutto tace, proprio a tutela dell’intera città e della stessa Azienda Venatoria, abbiamo richiesto che a fare chiarezza sia il consiglio comunale”.











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