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Latina – “Questo Piatto di Grano”, a Borgo Podgora il libro di Giulio Alfieri sulla colonizzazione pontina

Il nuovo libro di Giulio Alfieri “Questo Piatto di Grano. La colonizzazione dell’Agro Pontino. Nomi, volti, origini delle famiglie che si insediarono”, pubblicato da Atlantide editore, farà tappa nel più antico tra i borghi di fondazione della città di Latina, ovvero Borgo Podgora, sorto nel 1927 come Villaggio operaio Sessano. La presentazione, organizzata dall’associazione Domusculta Sessana, tra le più longeve e impegnate nel recupero della memoria legata alla colonizzazione dell’Agro pontino e dal Centro sociale Anziani “Don G. Lerose”, si terrà sabato 24 novembre alle ore 17:30 presso il Centro sociale del borgo, ex sede di circoscrizione. Ad affiancare l’autore saranno il presidente della Domusculta Sessana Pierluigi Toldo, il presidente del centro sociale “Don G. Lerose” Vittorio Nardin e l’editore Dario Petti, mentre sono previste testimonianze degli anziani del borgo, in un appuntamento che si annuncia molto interessante.
I riflettori della ricerca di Alfieri sono puntati sull’universo dei coloni, circa 4.000 famiglie, tante furono comprendendo quelle costrette ad abbandonare l’impresa e quelle derivate dalle originarie, che si insediarono nei poderi dell’Onc dopo la bonifica operata dal fascismo. Come si legge nella sinossi: “Nel narrare le fasi, le modalità, le scelte della colonizzazione, il focus resta puntato sulle conseguenze che le decisioni ebbero sulle famiglie coloniche, le vere protagoniste di quella vicenda. Ad esse quest’opera vuol rendere giustizia, preservandone i nomi, i volti, le origini e le vicende dall’oblio in cui, non di rado, il procedere senza soste della Storia relega le storie silenziose degli umili”.
Alfieri, classe 1957, abruzzese di origine, laureato in scienze politiche, vive e lavora a Roma e da diversi anni si è appassionato alle vicende dei coloni pontini, dando alle stampe nel 2014 la sua prima opera “La terra che non c’era”. In questo nuovo e assai più corposo volume, oltre l’originale narrazione del rapporto tra istituzioni del regime e coloni e un apparato fotografico di 100 immagini inedite delle famiglie coloniche, tra i maggiori punti di forza vi è per la prima volta l’elenco completo di tutte le famiglie assegnatarie, con paese di origine, anno d’arrivo, numero di podere e relativa località, numero dei componenti del nucleo familiare, esito del rapporto con l’Onc, ovvero se il podere fu riscattato o meno. Dati suddivisi per regione e provincia, per cui grazie al lavoro di Alfieri è possibile oggi sapere con precisione in che misura contribuirono alla colonizzazione ciascuno dei 726 comuni di provenienza delle famiglie. Frutto di una ricerca su migliaia di documenti e testimonianze, “la storia della colonizzazione dell’Agro Pontino negli anni ’30 e ’40 del Novecento ne esce per molti aspetti diversa dalla narrazione tradizionale” dando spazio non solo alle difficoltà quotidiane delle famiglie coloniche ma contestando dati alla mano “l’idea di una colonizzazione conclusa brillantemente nel 1939 con l’assegnazione di tutti i poderi realizzati, quando invece, ancora nel ’42-’43, si disponevano nuovi arrivi e nuove assegnazioni, in continua sostituzione di coloni disdettati o costretti dalle malattie al rimpatrio”.











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