LA politica

Cisterna – Panigutti, Mancini ed Artipoli (Latina Oggi) a confronto con i candidati sindaco

Il confronto di martedì pomeriggio in piazza XIX Marzo è iniziato subito col “domandone” sull’acqua. Tutti in modo indiretto hanno avvallato l’uscita del Comune dei butteri da Acqualatina. Cosa facile a parole tutt’altro con i fatti anche perché c’è da tenere conto tutti i comuni aderenti alla partecipata. Nessuno infatti dei territori inseriti nell’Ato 4 (nemmeno tutti insieme) ha le forze necessarie per gestire le reti idriche e il servizio di distribuzione. Cosa hanno risposto i candidati nell’incontro con direttore e giornalisti di Latina Oggi?
«Mi piacerebbe che tutti i servizi pubblici fossero gestiti dall’Ente ma sulla questione acqua pubblica bisogna essere realisti – esordisce Gianluca Del Prete – nel caso diventassi io sindaco di sicuro come prima cosa mi siederei intorno ad un tavolo con i vertici di Acqualatina per chiedere il rimborso che questo Comune vanta sull’Ente idrico, circa 2 milioni di euro». Anche Marco Capuzzo dei 5 stelle ha parlato del rimborso di 2 milioni di euro aggiungendo: «C’è stato un referendum nazionale che ha sancito che i cittadini vogliono tornare all’acqua pubblica. In questo referendum ci sono ben 15mila adesione da parte degli elettori cisternesi». Quando il microfono è giunto nelle mani di Carturan il discorso ha preso una matrice più larga, che sfocia nell’interesse politico: «Quando questo Comune ha aderito a Acqualatina, l’abbiamo fatto consci che era meglio essere soci e quindi avere una posizione paritaria che subordinata. Se oggi il Pd e Forza Italia non sono con me è anche per questi interessi».
«E’ impossibile pagare bollette così care in cui fanno pagare ai cisternesi la riparazione di una condotta a Formia – tuona Carapellotti – l’acqua è un bene pubblico in mano agli interessi politici, deve quindi tornare nelle mani dei cittadini”. Infine Maria Innamorato: «D’accordo con il rimborso dei due milioni di euro ma c’è di più. L’Ente idrico ha chiuso in attivo per più di un milione, non si può lucrare su un bene primario come l’acqua. Il Comune di Cisterna sta ancora pagando condotte comprate dall’amminitrazione ma che vengono però usate da Acqualatina»











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