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Cisterna – Via della Transumanza: la città punta sul turismo lento e sostenibile

Deliberata la partecipazione all’istituzione dell’antica via percorsa dai pastori da Nettuno a Jenne
Il progetto punta ad una proposta di turismo lento attraverso paesaggi e ambienti straordinari ed eccellenze storico-enogastronomiche
Cisterna partecipa all’istituzione della Via della Transumanza in concomitanza con la candidatura a patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
La città pontina, insieme alla secolare tradizione e cultura dei butteri, è fortemente legata a quella della transumanza.
A questa si devono le ancora presenti e attese fiere dell’Ascensione e della Ricalata che segnavano il momento dell’ascesa, a maggio, e del rientro dei pastori con le loro greggi verso i pascoli di altura.
Cisterna, inoltre, rappresentava un punto nevralgico nell’antico sistema viario e commerciale dell’epoca, attraversata dall’Appia, dalla consolare – che la sostituiva durante i fenomeni di impaludamento -, solcata perpendicolarmente dalla doganale o via della Transumanza che da Nettuno giungeva a Jenne, Filettino, Trevi e viceversa.
Numerose sono infatti le famiglie cisternesi originarie di quei luoghi e che hanno avuto un ruolo importante nella crescita, sociale ed economica della città.
Oggi quel legame, mai sciolto, torna ad essere di forte attualità e a gettare le basi per un progetto di futuro sviluppo turistico ed economico.
Il Commissario Straordinario di Cisterna nei giorni scorsi ha deliberato l’adesione al protocollo d’intesa per proporre al costituendo Forum per la Rete dei Cammini del Lazio il riconoscimento, e inserimento nel relativo catasto, dell’antica Via della Transumanza.
La proposta nasce da un Comitato Promotore costituito da UNPLI, Pro Loco e varie associazioni locali, tra cui la Pro Loco di Nettuno, la Libera Università Popolare dell’Agricoltura di Antonio Volpi e Sulle Tracce di Antichi Sentieri di Paola Maroncelli. Tre le province coinvolte (Roma, Latina e Frosinone), quattordici i Comuni con Nettuno e Jenne capofila.
L’obiettivo è di ripristinare l’esistente tratturo, attrezzarlo per renderlo percorribile in sicurezza attraendo quel turismo sostenibile che potrebbe godere di un paesaggio ambientale straordinario come la tenuta di “Torrecchia Vecchia”, il Monumento Naturale “Lago di Giulianello”, la “Selva di Paliano” e il “Parco dei Monti Simbruini”, intersecare due tratti della “Via Francigena del Sud” (Velletri-Fossanova e Casilina) e il “Cammino di San Benedetto”, assaporare le eccellenze eno-gastronomiche locali, vivere un’esperienza secolare.










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