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Cisterna – Jaku-Carletti: “Costituiamoci parte civile contro chi ha rubato denaro pubblico”

Nota stampa congiunta di Riccardo Carletti e Laureta Jaku in vista del processo che si svolgerà nei prossimi giorni riguardo le indagini dell’operazione Touchdown, finito con l’arresto di diversi “personaggi politici”, tecnici ed imprenditori, grazie all’ottimo lavoro investigativo dei Carabinieri.

“Avete pensato mai fino in fondo agli effetti dei reiterati furti di denaro pubblico per scopi privati?
I politici hanno a portata di mano un’enormità di denaro gentilmente offerto dalla popolazione e dai oggi, dai domani, ti accorgi come sia facile che se ne approprino.
Oggi che tutto si sta “svelando” agli occhi della città, si parla di inchieste, indagini, nomi e cognomi. Ma nessuno parla di come questi furti pesino sulla quotidianità della popolazione. Che magari poi – dopo il primo momento di “allegra” confusione, viene pure chiamato ad “altri sacrifici” a causa dei furti di denaro pubblico di cui sicuramente – è difficile pensare diversamente – tutti i componenti della solita casta sapevano.
A chi appartiene il denaro pubblico? Al pubblico, cioè: ai cittadini.
Nel senso che, essendo denaro ottenuto attraverso le poliedriche forme di versamento da parte dei cittadini (contributi, tasse, imposte, finanziamenti ai partiti) lo stesso deve – o meglio, “dovrebbe” – poi essere utilizzato per scopi… Pubblici.
Invece, il denaro pubblico notoriamente utilizzato per scopi personali – non ci vengano a dire che è storia nuova…- non basta mai. La pressione fiscale arriva a livelli insani. La popolazione viene costantemente chiamata a “contribuire” – non si sa bene più a quale scopo – e di contro la stessa popolazione non vede nulla, ma proprio nulla, in cambio di ciò che versa.
Oggi che si è deciso di scoperchiare i pentoloni degli abusi sul denaro pubblico, la vera notizia e la vera domanda da porsi è: quando verrà restituito il denaro pubblico impropriamente utilizzato?
Perché non basta far saltare questo o quel personaggio. Non basta che vadano – semmai – in galera. Non basta perché la cosa fondamentale è, che chi si è indebitamente appropriato di denaro appartenente a tutta la comunità italiana, oltre a pagare penalmente per i reati eventualmente compiuti, deve poi rimettere a posto il maltolto. E rimettendolo a posto, questo denaro deve contribuire poi a sostenere le necessità della società civile. Punto.
Qui invece, nessuno che ne parli. Rubano. Si sa. Semmai si dimettono. Forse, ma non è detto, vanno pure ai domiciliari per qualche ora. Poi, nulla di fatto. Il rubato è rubato. Volato. Usato. Goduto. Pari e patta. Non è così che va, in una vera società civile. E se così vogliamo chiamarci noi cittadini italiani, “civili”, dobbiamo chiedere che le Leggi vigenti, la moralità, la trasparenza possano fare il loro corso esemplare.
Unirsi quindi in una grande azione mai vista prima d’oggi: costituirci parte civile contro coloro che si sono macchiati di utilizzo a scopi provati di denaro pubblico. Perché i danneggiati di tali reati, siamo noi cittadini, che di conseguenza abbiamo il diritto – sancito dal codice di procedura penale, ex art. 74 – di poter chiedere di essere risarciti dei danni subiti a causa dei furti reiterati di denaro pubblico”.











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