LA editoria

Cisterna – Autolavaggio preso di mira dai vandali?

Venerdì mattina intorno alle 8,30 è arrivata una segnalazione con tanto di foto, di quanto era accaduto nel pieno della notte davanti un’attività commerciale del centro, gestita da imprenditori stranieri. L’autolavaggio di via Anita Garibaldi, dietro la chiesa di San Francesco, dove si è consumato un atto vandalico alquanto singolare. Un ignoto, o degli ignoti, nella notte tra giovedì e venerdì, hanno cosparso davanti le serrande del carwashing un cumulo di immondizia aprendo dei sacchetti, presi forse in una zona lontana da quella incriminata, visto che, via Anita Garibaldi è servita dal servizio informatizzato delle isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti. Un’operazione rischiosa, che forse, ha impegnato non poco il singolo, o il gruppo che hanno preso di mira l’attività commerciale, che si è ritrovata diversi rifiuti davanti le vetrine. Un’azione che potrebbe non essere passata inosservata mentre si consumava, perché davanti le serrande sono state poste, allineate una vicina all’altra, tante bottiglie di birra vuote quanto la lunghezza di tutta la facciata dell’attività commerciale e per non finire, su ogni bottiglia era poggiato un bicchiere di plastica rovesciato di colore bianco. La scena sembra sia stata immortalata da un operatore ecologico la mattina di venerdì, intorno alle 5,30. Visto il tappeto di rifiuti e il gran numero di bottiglie utilizzato, sembrerebbe quasi impossibile, che in una zona con una alta densità di residenti, nessuno abbia sentito nulla. Si sono fatte molte ipotesi, però quelle bottiglie di birra vuote fanno pensare, se è stata una sola persona, ha premeditato il gesto, bevendo birra e utilizzato i bicchieri bianchi per una festa, differenziando, nei giorni precedenti l’atto vandalico, il vetro e la plastica conservando così bottiglie e bicchieri. Se è stato un gruppo di più persone, potrebbero aver bevuto tutte quelle birre e poi aver inscenato l’atto vandalico, però mancherebbero all’appello i bicchieri di plastica bianca, i quali sono poco indicati per la bevanda alcolica in  quanto quando si versa da bere alla fine ci si ritrova sempre troppa schiuma. In tutta questa storia però, rimane l’atto nei confronti di imprenditori stranieri, un gesto che la città di Cisterna non meritava, visti i tanti precedenti di cronaca che hanno offuscato il nome di quella che noi “giornalisti” avvolte chiamiamo la “città dei butteri”, o ancor più orgogliosi “il paese dei meravigliosi Giardini di Ninfa”, oggi devo dare ragione al mio ex direttore Sandro che quando usavo questi appellativi sostituire il nome della città, alzava la cornetta e mi diceva: “I Giardini di Ninfa sono… un patrimonio dell’umanità, non di Cisterna”, io cambiavo il pezzo e mi incazzavo, oggi però guardo e riguardo questa foto e penso a tutti i fatti di cronaca di cui mi sono occupato e continuo a chiedermi perché il livello di follia di chi vive in questa città è così elevato?











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