LA politica

Cisterna – Marco Barone, l’unico Fratello d’Italia, che tanto fratello non è

“Girano voci sul mio inserimento nelle liste elettorali di FRATELLI D’ITALIA CISTERNA: Ci tengo a precisare – a parlare l’ex consigliere prima di maggioranza e poi di opposizione Marco Barone – per onor di cronaca e rispetto verso il gruppo di persone che insieme a me avevano iniziato un percorso in FRATELLI D’ITALIA CISTERNA, che MARCO BARONE non essendo stato nemmeno coinvolto, ne lui ne tanto meno nessuno dei tesserati di FRATELLI D’ITALIA CISTERNA, nella decisione di presentare alla città il partito, non ha firmato nessuna candidatura nelle liste elettorali di FRATELLI D’ITALIA a sostegno di Mauro Carturan. Ciò che reputo profondamente fastidioso è il fatto che in circa 2 mesi dall’insediamento del nuovo coordinatore la base degli iscritti non sia mai stata contattata almeno per essere resi partecipi di determinati scenari sul prossimo futuro. La mia più profonda perplessità è data da un fatto essenziale: ma l’organizzazione di questo partito è nelle mani del nuovo coordinatore o di Mauro Carturan? Il Consigliere Barone e tutte le altre persone che gravitavano in Fratelli d’Italia Cisterna sono state utili solo per portare i voti alle ultime elezioni?  Nelle tornata elettorale del maggio 2014 il simbolo, che appoggiava Carturan, dopo le votazioni perse, sparì dalla politica cisternese e scomparì nell’oblio, se non con il consigliere Lauri in consiglio comunale e dopo con il mio ingresso nei banchi dell’opposizione. Io non ci sto a questa politica, i ragazzi, con i quali da tempo ho iniziato un percorso politico e si sono avvicinati a Fratelli d’italia, non sono disposti a guardare un partito dove le decisione vengono imposte e non condivise.

Se Carturan o il partito sono intenzionati ad andare insieme che vadano, ma non si nascondano dietro il paravento di una presentazione del partito per capire se è il caso o meno di correre e dicano chiaramente quali sono le loro intenzioni. L’attendismo fa parte del passato, oggi la città a tutta la politica in generale sta chiedendo altro. Chi ha voglia di lanciarsi in una corsa elettorale lo faccia – conclude Barone – ma guardi ai programmi, guardi a costruire e non al dividi et impera.”











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