LA cronaca

Cisterna – Sequestro milionario per un’azienda edile

Il sequestro milionario disposto ad un’impresa edile di Cisterna dodici mesi fa rimane al momento congelato, almeno fin quando non sarà risolta la controversia, nata a seguito del ricorso presentato dagli avvocati dell’azienda. La Corte di Cassazione nei giorni scorsi ha deciso di rimandare alle Sezioni Unite ogni decisione in merito al ricorso presentato dai legali, contro l’ordinanza emessa dal Tribunale di Latina, a seguito di un’inchiesta per evasione fiscale, che vede sotto inchiesta gli amministratori della ditta di Cisterna. Un provvedimento cautelativo contestato dalla società e su cui la Suprema Corte ha riscontrato un conflitto giurisprudenziale, rimettendo quindi ogni decisione alle sezioni unite.

Con un’ordinanza del 21 settembre 2017, il Tribunale del Riesame di Latina aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto dai legali della ditta edile avverso il decreto del Gip, che a sua volta, aveva rigettato l’istanza di revoca del sequestro preventivo delle somme di denaro sequestrate nei confronti lo scorso primo marzo. Il sequestro dell’ingente somma di denaro, rientrava all’interno del procedimento pendente nei confronti degli amministratori della società, indagati per il reato di evasione fiscale. Il Tribunale aveva infatti posto i sigilli sulla somma di 3 milioni 133 mila euro e alcuni beni immobili, in quanto potevano essere profitto del reato.
Una questione giuridica davvero controversa. I legali della società di Cisterna hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che il riesame del Tribunale di Latina ha dato parere contrario allo sblocco della somma milionaria. La Suprema Corte, valutando il ricorso degli avvocati, si è interrogata se la parte interessata, ovvero la ditta edile, nel momento in cui ha richiesto il riesame dello sblocco dei beni, pur non rispettando i termini di legge, ha comunque diritto ad esperire questo mezzo, anche nel caso di nuovi elementi.











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