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Latina – Ossatura sabato 24 Marzo al MADXII

Concerto di OSSATURA, gruppo fondato nel 1995 che ha tracciato un percorso basato sull’integrazione di materiali e linguaggi eterogenei. L’esplorazione delle nuove tecnologie, il rapporto strutturale con il rumore, l’interesse per le tecniche compositive derivate dalla Musica Concreta ed Elettroacustica e la loro integrazione con le pratiche dell’Improvvisazione e del Rock Sperimentale. Luca Venitucci, Fabrizio Spera ed Elio Martusciello saranno ospiti al MADXII – Museo Contemporaneo di Latina Scalo, località Tor Tre Ponti, in Via Carrara 12/A presso Consorzio Sviluppo Industriale Roma e Latina – Sabato 24 Marzo  alle ore 22, per info: Tel. 3933364694

OSSATURA
Elio Martusciello computer
Luca Venitucci fisarmonica, piano, elettronica
Fabrizio Spera percussioni
In oltre venti anni di attività, Il gruppo Ossatura (fondato a Roma nel 1995) ha tracciato un percorso
basato sulla combinazione di materiali e linguaggi musicali eterogenei. L’esplorazione delle nuove
tecnologie, il rapporto strutturale con il rumore, l’interesse per le tecniche compositive derivate
dalla Musica Concreta ed elettroacustica e la loro integrazione con le pratiche
dell’improvvisazione.
Ossatura ha suonato nei maggiori festival di musica sperimentale in Europa, USA e Canada, e ha
collaborato con una varietà di musicisti e compositori tra cui: Tim Hodgkinson, Dagmar Krause,
Chris Cutler, Peter Kowald, Alvin Curran, Mike Cooper, Gendos Chzamirin, Christian Calon, Gene
Coleman.
Discografia
OSSATURA & Tim Hodgkinson – Dentro ReR 1998
OSSATURA Verso – ReR 2002
OSSATURA Maps and Mazes – ReR 2016
Collaborazioni:
OSSATURA & Gene Coleman – Die Schachtel 2009
Elio Martusciello è un musicista e compositore italiano di musica sperimentale. Insegna musica
elettronica al conservatorio di Napoli.
Ha studiato fotografia con Mimmo Jodice e arti visive con Carlo Alfano, Armando De Stefano e
Rosa Panaro. La sua estetica musicale deriva essenzialmente dall’arte acusmatica, ma oltre alla
composizione musicale acusmatica egli compone per strumenti e live electronics, opera
nell’ambito dell’installazione d’arte, dei multimedia, delle arti visive e dell’improvvisazione
elettroacustica. Egli è membro fondatore del gruppo Ossatura. Suoi lavori sono stati prodotti su
Recommended Records, Staalplaat, Die Schachtel, Ambiances Magnétiques, GMEM, IMEB, etc.
Inoltre egli ha collaborato con musicisti come Ana-Maria Avram, Natasha Barrett, Eugene
Chadbourne, Alvin Curran, Iancu Dumitrescu, Tim Hodgkinson, Giancarlo Schiaffini, Z’EV, Guy
Chenevier, Mike Cooper, Rhodri Davies, Dieb13, Jacques Di Donato, Michel Doneda, etc.
Luca Venitucci musicalmente attivo dalla fine degli anni ’80, è componente e co-fondatore del
gruppo Ossatura, ed ha fatto inoltre fatto parte per diversi anni dell’ensemble Zeitkratzer e degli
Ardecore. Ha inoltre partecipato a numerosi progetti e collaborazioni con musicisti improvvisatori e
compositori (Alvin Curran, Mike Cooper, Peter Kowald, Otomo Yoshihide, Gianni Gebbia, Thomas
Lehn, Axel Dorner, Tim Hodgkinson, John Butcher, Giancarlo Schiaffini, Alessandro Bosetti)
scrittori (Silvia Tripodi, Lidia Riviello, Michele Zaffarano, Simona Menicocci, Marco Giovenale),
attrici/registe (Federica Santoro, Fiora Blasi) e danzatrici (Alessandra Cristiani). Tra le sue attività e
progetti più recenti vi è il trio di fisarmonicisti 300 Basses insieme ad Alfredo Costa Monteiro e
Jonas Kocher. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo album solista, “Interstizio” (Brigadisco Records).
Fabrizio Spera attivo da anni come musicista e organizzatore nell’ambito delle musiche di ricerca.
Membro fondatore di gruppi come Ossatura, Eco d’alberi, 7k Oaks, e Roots Magic. Ha suonato e
inciso con diversi musicisti di questo ambito. Tra questi: Wadada Leo Smith, Larry Ochs, Peter
Kowald, John Butcher, John Edwards, Butch Morris, Mike Cooper, Alvin Curran, Axel Dorner, Alfred
Harth, Michel Doneda…
Suona regolarmente nel circuito dei festival internazionali, tra questi: Vision Festival (New York)
Konfrontationen (Nickelsdorf) Taktlos (Zurich) Meteo (Mulhouse) Irtijal (Beirut) Musique Actuelle
(Victoriaville)…
Ossatura, il trio romano – forse più noto e apprezzato fuori dai confini nazionali – dedito a una
ultraventennale sperimentazione sul puro suono, astratta sotto il profilo ideativo, ma fatta di dense
stratificazioni concrete per ciò che riguarda gli aspetti più propriamente sonori, pubblica a distanza
di quattordici anni dall’ultima uscita il proprio terzo album, frutto di una lunga e meditata gestazione
e dimostrazione di un atteggiamento mutato (pur nella mantenuta presenza di alcuni dei
caratteristici – e più radicali – moduli espressivi, fatti di scabro ricorso all’elettronica, tappeti
percussivi e suoni variamente manipolati), aprendo decisamente in direzione di una maggiore
decifrabilità, di cui l’ascolto si giova.
Sandro Cerini, Musica Jazz
Quando ormai tutto in musica sembra confondersi in una zona di confine nella quale le distinzioni
fra ciò che è sperimentalismo o convenzione, anomalia o formalismo, vengono meno e si procede
a tentoni, anche un gruppo storicamente dedito ad una rigorosa ricerca in ambito elettroacustico
come Ossatura sembra affidarsi all’istintività e all’emozione per individuare un percorso possibile e
soprattutto credibile.
Massimiliano Busti, Blow Up
After many years percolating, this third release by Ossatura documents a quite dramatic aesthetic
shift – including more acoustic instruments alongside the electronic; more settled, cyclic rhythms;
more harmonic concord – even a song. On occasion reminiscent of the Necks in abstract mood,
these pieces offer pools of complex, grounded, shifting textures, interpenetrated by atmospheric
field recordings. Immersive.
Chris Cutler – ReR Megacorp
This Italian trio’s name means “bone structure”, which suits their subtly detailed, semi-improvised
work perfectly: they create musical skeletons around which forms seem to settle almost without
volition. The alliance of rhythm and discord, ambient sounds and accordion drones in “No Blind
Spots Left”, and the acoustic guitar and organ drone of “Rain Clouds”, both recall the pioneering
work of This Heat; and even the more structured jazz-trio fabric of “Acqua” over which Monica
Demuru croons about “water everywhere” is gradually torn by harsh electronic noise. The opener
“Lunation” best demonstrates Ossatura’s skills, a whirl of cymbal sussurus, hammer dulcimer,
piano monotone and sundry found-sounds, accreting together almost magically in the way that only
inspired improvisation can. It’s a wonderful confirmation of improv’s possibilities: sure, the risks are
great, but the results, as here, can be hugely rewarding.
Andy Gill, The Independent
“Maps and Mazes”, terzo album ufficiale degli Ossatura (se si eccettua la loro partecipazione allo
splendido box “Musica Improvvisa”), esce a suggellare il ventennale esatto dalla fondazione di
questo ormai storico ensemble sperimentale (autentico vanto dell’avantgarde “Made in Italy”), che
vede sempre intatto il nucleo originale, ovvero Elio Martusciello all’elettronica, Fabrizio Spera alle
percussioni (di cui molte amplificate) e Luca Venitucci alla fisarmonica e oggetti vari. Erano
quattordici anni che gli Ossatura non incidevano più un album a proprio nome, e “Maps And
Mazes” riesce pienamente a ricompensare la lunga attesa. Molti rimarranno sorpresi dall’ascolto di
questo nuovo disco, che si presenta fin da subito come il loro lavoro più accessibile e comunicativo
(…)
Leonardo Di Maio – ondarock.it











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