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Palacultura: fantasmi e futuro di Latina con i candidati alla Regione

Presentazione del romanzo di Antonio Scarsella con la conduzione di Alessandro Panigutti e gli interventi di Matilde Celentano, Enrico Forte, Diana Baratta, Fabrizio Porcari, Enrico Tiero, Angelo Tripodi
I fantasmi provengono dal passato e tormentano le notti del presente ma in fondo non chiedono altro che di essere aiutati a dirimere questioni non ancora risolte.
E Latina di “fantasmi” ne ha ancora molti.
“Fantasmi a Latina”, il nuovo romanzo di Antonio Scarsella edito dall’associazione Sintagma, sarà presentato domani, domenica 18 febbraio alle ore 17, nella Sala Conferenze del Palazzo della Cultura di Latina.
Ma sarà anche l’occasione di un dibattito per fare il punto in cui versa la città di Latina e quali strategie future per il suo sviluppo libero dai “fantasmi” del passato e teso ad appropriarsi del ruolo di “vero” capoluogo di provincia anziché periferia della Capitale o della province limitrofe.
Il libro, infatti, attraverso un giallo contemporaneo ma che affonda nel passato, coinvolge e trasporta il lettore in un viaggio ricco di suggestioni e spunti di analisi e riflessioni sull’odierna città “prediletta” dal Duce, scardinando molti luoghi comuni sulla sua origine e riuscendo ad ampliare i consueti limiti di discussione per aprire un attualissimo dibattito sul suo futuro.
Alla presentazione, oltre all’autore, prenderanno parte Matilde Celentano, Enrico Forte, Diana Baratta, Fabrizio Porcari, Enrico Tiero, Angelo Tripodi, tutti candidati pontini al Consiglio della Regione Lazio.
L’incontro è organizzato dall’associazione Sintagma diretta da Mauro Nasi e sarà moderato da Alessandro Panigutti, direttore dei Latina Editoriale Oggi.
La trama del libro: Nella redazione del più seguito giornale di Latina, a tormentare le estive giornate del direttore Vittorio Mezzanotte non è tanto la caduta del ventennale governo di Centro-Destra o il “nuovismo” della subentrata amministrazione civica, e neppure l’intitolazione dei “Giardinetti” ai magistrati-eroi Falcone e Borsellino o il fallimento della partecipata Latina Ambiente, bensì una serie di avvistamenti nientemeno che del fantasma del Duce: nei terreni della discarica di Borgo Montello, in mezzo al cantiere delle terme, in piazza del Quadrato, avanti e indietro nell’atrio di Palazzo Emme. E ogni volta borbotta, è arrabbiato, ce l’ha con qualcuno. Suggestione collettiva? Forse, ma c’è di più. Come se non bastasse arriva accorato l’appello a cercare di risolvere la misteriosa scomparsa di Quinto Milani, avvenuta all’indomani dal suo ritorno dal fronte di guerra. E poi la solita petizione per ripristinare il nome di Littoria.
Con l’aiuto dell’anziano psicologo Reggiani, amico di famiglia e da anni in pensione, e di Giorgio, suo collega e amico, Vittorio si trova ad affrontare – quasi un novello Dante o Virgilio – un percorso di conoscenza storica e di esperienze che travalicano il reale, e che lo porterà a superare la superficiale apparenza dei fatti e della storia come gli è sempre stata raccontata fino a mettere in discussione la vera età di Latina.











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