LA scuola

Cisterna – Lezione di fisica sognante con il prof giocoliere Federico Benuzzi

Mai come quest’oggi una lezione di fisica meccanica è stata più seguita con attenzione dagli studenti dei licei Ramadù di Cisterna, delle medie di Cori, di Borgo Podgora e Volpi di Cisterna, della paritaria De Mattias di Cisterna.
Questa mattina, nell’auditorium del Campus dei Licei Ramadù, si è tenuto “Fisica sognante”, un seminario-spettacolo davvero originale grazie all’estro artistico ma anche alla competenza scientifica del prof giocoliere Federico Benuzzi.
Docente di fisica e matematica a Bologna, Benuzzi da anni illustra e fa riflettere ampie platee di studenti e curiosi sull’applicazione delle regole scientifiche nell’uso quotidiano utilizzando la sua grande passione e abilità: la giocoleria.
In quasi due ore ininterrotte di esibizione, ha presentato con straordinaria bravura numeri acrobatici con palline, mattoni da giocoliere, monociclo e diablo spiegando, in modo semplice e immediato, i principi fisici che sottendono al loro funzionamento come il coefficiente attritico, l’equilibrio stabile e instabile, il baricentro, le simmetrie e irregolarità, la legge di conservazione del momento angolare, la teoria della relatività generalizzata e altro ancora.
Il seminario-spettacolo è stato già ospitato al Festival della Scienza di Genova, al Festival della Mente di Sarzana, La Scienza in piazza di Bologna, L’isola di Einstein e in tanti altri festival, teatri e convegni.
“L’incontro – ha spiegato la dirigente dell’Istituto Superiore Ramadù, dottoressa Anna Totaro – ha avuto una duplice finalità: motivazionale e orientativa per gli studenti offrendo loro un approccio più confidenziale alle discipline scientifiche così che possano scegliere il loro indirizzo di studio in maniera più cosciente e consapevole; un momento di formazione motivazionale per i docenti che nel seminario-spettacolo di Benuzzi sicuramente hanno appreso nuove tecniche e stimoli per la divulgazione scientifica.
L’interesse verso il seminario è stato davvero grande, come hanno dimostrato due ore di assoluto silenzio e attenzione nonostante la grande eterogeneità e quantità di studenti in sala”.











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