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Cisterna, terra di beni confiscati

Una cittadina così tranquilla da attirare negli anni gli interessi delle attività criminali che hanno investito, e tanto, nel comune dei butteri per poi vedere i beni prima sequestrati e poi riconvertiti dalla giustizia: 56 terreni agricoli, 11 case indipendenti, 4 appartamenti, 2 garage, 1 negozio, 1 capannone, 1 terreno edificabile, 1 laboratorio e altri terreni o locali di varia destinazione. Un patrimonio di immenso valore sottratto ad imprenditori e attività criminale finiti sotto la morsa della legge.
I dati aggiornati al nuovo anno della Anbsc (Agenzia nazionale per l’ammissione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), danno a Cisterna il triste record del maggior numero di immobili in gestione dall’Agenzia. Numeri che raccontano come le istituzioni combattono sul territorio questo fenomeno, ma allo stesso tempo quanto è articolato e difficile da debellare. E quanto emerge dal sito dell’Anbsc e dai fatti di cronaca registrati negli ultimi due anni, Cisterna è senza dubbio al centro degli interessi delle attività criminali ed anche da molto tempo.
Dei 393 beni immobili sequestrati in provincia ben 96 sono sul territorio di Cisterna. Praticamente un quarto sono sparsi nel comune dei butteri (24.4%). Molti sono stati destinati ad associazioni di volontariato e onlus.
Parlare di criminalità organizzata in aree come Cisterna lascia sempre la sensazione di essere fuori luogo. E invece i numeri raccontano di un territorio permeato dal malaffare e investimenti fatti con soldi proventi da attività illecite.











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