LA salute

Cisterna – Condanna per il Ministero della Salute a distanza di 30 anni: 1 milione di euro agli eredi di un malato. Fonte Latina Oggi

L’uomo aveva contratto epatite e linfoma non Hodking a seguito di una trasfusione nel 1987 all’ospedale di Velletri
Sangue infetto, risarcimento milionario

Daniele Vicario – Latina Oggi

“Un maxi risarcimento di quasi 1 milione di euro. Si e’ conclusa cosi’, dopo piu’ di trenta anni, la vicenda legale che ha visto progatonisti i familiari di un uomo di Cisterna deceduto nel 2008 dopo avere contratto, a seguito di una trasfursione avvenuta venti anni prima presso l’ospedale di Velletri, l’epatite e il Linfoma non Hodking B a grandi cellule. L’uomo – P.E. le sue iniziali -, che al momento del decesso aveva 70 anni, venne ricoverato all’eta’ di 49 anni (era il 20 gennaio 1987) in seguito ad una emorragia per la quale venne sottoposto ad una trasfusione di sangue. L’uomo venne a conoscenza del fatto di essersi ammalato proprio a causa di quella trasfusione soltanto nel 2005. L’avvio della causa, curata dall’avvocato Diego Cianchetti, ha portato il Tribunale di Latina nel 2011 a stabilire un primo risarcimento per il cosiddetto equo indennizzo, somma che il Tribunale di Roma ha confemato essere estremamente piu’ consistente di quella iniziale aumentandola a circa 1 milione di euro a favore degli eredi dell’uomo il cui decesso + avvenuto, appunto, dieci anni fa. Ad essere condannato, come sempre accade nei casi di malasanita’ legati appunto al delicato tema delle trasfusioni infette, il Ministero della Salute proprio per la mancata verifica delle sacche di sangue che ha comportato da parte del Tribunale di Roma il riconoscimento del nesso di causalita’ tra il comportamento omissivo del Ministero ed i danni lamentati dalla famiglia del trasfuso. “Si tratta di una sentenza particolare – spiega l’avvocato Cianchetti – perché il caso è datato ma il risarcimento è stato comunque riconosciuto ai congiunti a distanza di tanti anni. I miei assistiti hanno avuto conoscenza della patologia solo nel 2005 e sono state avviate le cause sia per il riconoscimento dell’equo indennizzo ottenuto nel 2011 dal Tribunale di Latina sia per il risarcimento del danno ottenuto con la sentenza del 30 ottobre 2018 dal Tribunale di Roma. Ulteriore particolarità della sentenza – prosegue l’avvocato – emerge per aver dichiarato che l’indennizzo di natura assistenziale previsto dalla legge 210/1992 e la possibilità di agire giudizialmente per chiedere il pieno risarcimento del danno subito non sono strumenti alternativi, nel senso che la domanda amministrativa volta ad ottenere l’indennizzo non preclude, anche se viene accolta, la possibilità di agire in giudizio per ottenere il pieno risarcimento dei danni subiti”.
Daniele Vicario

Fonte: Latina Editoriale Oggi edizione del 5 novembre 2018

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